Autore: Antonio Cinquegrana

  • Montecitorio vuoto e l’esercizio reale del potere

    Montecitorio vuoto e l’esercizio reale del potere

    È ormai noto che il mondo si trova sulla soglia di un conflitto su scala globale a causa del libero arbitrio di due anziani che – invece di giocare a poker, dar da mangiare agli uccelli o, ancora meglio, trascorrere il resto dei loro giorni in una casa di riposo – hanno deciso di giocare a Risiko con le vite di miliardi di persone. Sembra lo facciano anche per poter gettare fumo negli occhi (o meglio, bombe) alla gente comune, in modo da distrarla dalle loro porcherie e violazioni di ogni codice etico. E non si parla solo di stupro o traffico di esseri umani, ma anche di molto peggio (tutto il materiale lo si trova negli “Epstein files” nei quali, indovinate, non ci sorprende trovare proprio uno dei due vecchi citati prima: Donald Trump).

    Furba la mossa del presidente americano di iniziare un conflitto mondiale per nascondere i propri peccati. Mi riferisco alla guerra scatenata lo scorso 28 febbraio da Stati Uniti e Israele che, arbitrariamente, hanno bombardato l’Iran violando il Diritto Internazionale e hanno ucciso il capo supremo Khamenei. La sua morte di certo non rattrista nessuno, ma ciò che non è giusto è la circostanza in cui è avvenuta: sotto le macerie di un edificio bombardato senza avviso da un attacco terroristico israelo-americano.

    La politica del presidente americano è dunque questa: sporcarsi le mani di altro sangue per coprire quello vecchio, proprio come canta l’artista partenopea Carola Moccia (in arte La Niña):

    D’ ‘e mmane ca’ s’hanno spurcat’
    Sulo atu sanghe ‘e po’ lavà

    (Sanghe, La Niña ‧ 2025)

    Mentre i leader europei fanno il loro lavoro – come ad esempio il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, che ha chiarito la posizione della Spagna, distante il più possibile da questo atto di terrorismo nei confronti del popolo iraniano – la nostra premier Giorgia Meloni (donna, madre, cristiana e italiana) sfugge alle sue responsabilità. Ha dichiarato di non essere stata avvisata dell’attacco (nonostante la presunta amicizia con il presidente americano) e adesso fugge anche dal Parlamento, nel quale non si presenta. Gli unici mezzi di comunicazione scelti sono un’intervista al TG5 e alla stazione radio RTL. Ora, mentre gli italiani aspettano il suo ritorno ai doveri istituzionali, lei ci avvisa che l’Italia invierà armi e concederà l’uso delle basi USA in territorio italiano. Per farlo avrebbe però bisogno del consenso del Parlamento.

    Ammesso che riceva la maggioranza in Parlamento, come può assicurarci che l’Iran non attacchi anche noi? “Non siamo in guerra e non ci entreremo” dice: parole da buon oratore, ma prive di senso, poiché è logico che se forniamo le basi militari ai nemici di uno Stato, quest’ultimo potrà rivalersi distruggendole.

    La democrazia non può essere delegata a un’intervista o a un post sui social. Mentre Montecitorio resta un teatro vuoto, le basi militari italiane si preparano a diventare ingranaggi di una macchina bellica che non abbiamo scelto di attivare. Se la politica rinuncia al confronto parlamentare, rinuncia alla sua stessa funzione. Si tratta di rispetto per quella Costituzione che la premier cita spesso, ma che altrettanto spesso sembra dimenticare. Gli italiani hanno bisogno di rappresentanti che abbiano il coraggio di guardare in faccia il Paese, prima che sia il conflitto a bussare alle nostre porte.

    A questo punto, possiamo davvero chiamarla democrazia se il potere di vita e di morte viene esercitato fuori dalle sedi istituzionali? O siamo solo spettatori paganti di uno spettacolo gestito da altri?

    Antonio Cinquegrana

    IV A Linguistico

  • Annalisa ed Elodie nel mirino: arte o blasfemia ?

    Annalisa ed Elodie nel mirino: arte o blasfemia ?

    Negli ultimi mesi due tra le artiste italiane più amate, Elodie e Annalisa, sono state al centro di accese polemiche sui social. Alcuni gruppi di fedeli hanno accusato le cantanti di blasfemia e satanismo a causa di alcuni simboli religiosi presenti nei loro progetti musicali.

    Il caso Elodie

    Una delle due cantanti accusate di blasfemia è Elodie, vincitrice del premio David di Donatello come miglior canzone originale del 2023, pluripremiata ai Music Awards e da Bilboard Italia. Nel Maggio 2025 Elodie ha pubblicato il suo nuovo album “MI AMI MI ODI” del quale ci racconta:

    Voglio che chiunque ascolti l’album si senta forte e sexy. È empowerment in purezza. La possibilità di far sentire potenti gli altri rende tutte e tutti più liberi. Scoprire quanto vali, indipendentemente da quello che gli altri pensano di te, è fondamentale. Non aspettare che siano gli altri a dirti chi sei: essere nelle mani degli altri può essere molto pericoloso. […] Mi ami mi odi racconta di una notte che ti fa cambiare, una di quelle notti che ti ricordi. Per me è sempre al mattino che succedono davvero le cose, non durante la serata appena trascorsa. Durante la notte sfoghi tutto, sali, ti perdi e alla fine ritrovi te stessa. Quando torni a casa, con la luce che entra dalle finestre, ti dici: “forse potevo fare meglio”. A me è capitato spesso. È in quel momento, tra la stanchezza e la luce nuova, che riesci a fare ordine. È lì che affiorano davvero i tuoi desideri. È uno dei momenti che preferisco. Voglio restare lucida su ciò che accade nel mondo, sul mio dolore e su quello degli altri, ma anche trovare la forza di trasformarlo in qualcosa di diverso

    L’album viene attaccato da un gruppo di fanatici cattolici che, non avendo colto il vero significato dell’album facendo capire di non averlo neanche ascoltato, si concentrano sulla sua copertina dove Elodie posa in abito nero appoggiata ad una superficie metallica a forma di croce nella quale sono incastonate delle casse audio nere circolari.

    “e poi dicono che la musica italiana non sia anticristiana” “venduti, ave christus rex” “se sapesse il dolore che ha avuto Gesù sulla Croce! E il sacrificio che ha fatto per noi” , “fa proprio schifo”

    Questi sono solo per alcuni dei tanti commenti che urlano alla blasfemia ovvero quelli privi di offese talmente gravi che renderebbero questo articolo non tanto decoroso.

    Il caso Annalisa

    Lo stesso trattamento è stato riservato anche ad Annalisa che molti conoscono per il singolo “Sinceramente” con il  quale ha partecipato a Sanremo 2024, vincitrice della serata cover di Sanremo 2025 e di dodici Music Awards diventando la cantante più premiata in una sola edizione nella storia.

    Il singolo “Maschio” anch’esso pubblicato a Maggio 2025 e successivamente inserito nell’Album “MA IO SONO FUOCO”” uscito il 10 Ottobre 2025, è stato criticato non solo per il testo, ma anche per il suo video musicale dove la cantante indossa delle corna. I versi presi in considerazione sono:

    “Faccio il diavolo per te” che da inizio alla canzone, ovviamente essendoci presente la parola “diavolo” è ovvio che si tratti di satanismo,  “invertire Adamo ed Eva” qua si va nell’assurdo,

    è proprio quello che vogliono i satanisti! Invertirli per dare vita all’androgino satanico

    e infine il commento che ha raggiunto il massimo livello di fanatismo è: “il pezzo è una narrazione diabolica in assenza di Dio”.

    Incredibile come tutti questi “fedeli” siano uniti da un solo sentimento che non è l’amore e la fratellanza come ci insegnano i vangeli e le sacre scritture ma un sentimento di odio, invidia o peggio ancora malevolenza che come ben sappiamo sono l’antitesi della dottrina cristiana e che si avvicinano ad una dottrina un po’ più oscura.

    Forse sarebbe meglio che chi si dice credente ricordasse che il messaggio cristiano parla prima di tutto di amore e tolleranza, non di odio e condanna. Le reazioni contro Elodie e Annalisa mostrano quanto sia difficile, ancora oggi, distinguere tra espressione artistica e provocazione. La musica spesso esplora temi simbolici o spirituali, ma accusare senza comprendere rischia di oscurare il vero significato dell’arte: comunicare emozioni, libertà e pensiero critico.

    Mi chiedo: dove finisce la libertà artistica e dove comincia l’offesa? Forse vale la pena parlarne, prima di giudicare.

    Antonio Cinquegrana

    IV A Linguistico

  • Un Paese che dimentica, una Resistenza che resiste

    Un Paese che dimentica, una Resistenza che resiste

    Chiunque, fuori del caso preveduto dall’art. 1, pubblicamente esalta esponenti, principii, fatti o metodi del fascismo oppure le finalità antidemocratiche proprie del partito fascista è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a lire 500.000. La pena è aumentata se il fatto  è commesso col mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione o di propaganda. La condanna importa la privazione dei diritti indicati nell’art. 28, comma secondo, n. 1, del Codice penale per un periodo di cinque anni.

     Legge Scelba, articolo 4 (1952)

     

    Nelle ultime settimane si sono verificati, purtroppo non di rado, spiacevoli eventi. Infatti, mentre alcuni festeggiavano l’anniversario della liberazione d’Italia dai nazisti avvenuta nel 1943 in maniera “sobria”, ad Ascoli Piceno, nelle Marche, una cittadina ha deciso di affiggere al proprio panificio un lenzuolo bianco con l’iscrizione in rosso “25 Aprile buono come il pane, bello come l’antifascismo”.

    Questo striscione ha fatto molto scalpore sui social, poiché la proprietaria dell’attività, Lorenza Roiati, sarebbe stata identificata per ben tre volte da diversi agenti di polizia. Sono persone come Lorenza Roiati quelle che dovrebbero essere chiamate “Cittadino”, ovvero coloro che lottano, nonostante tutte le intimidazioni e identificazioni, contro l’apologia fascista.

    Il 26 aprile 2025, circa cento persone si sono radunate a Como per commemorare la cattura di Benito Mussolini, avvenuta mentre tentava la fuga verso la Svizzera. Nonostante l’iniziativa fosse una chiara celebrazione del fascismo, le forze dell’ordine hanno preferito proteggere i manifestanti neofascisti con cordoni di sicurezza, mentre hanno proceduto ad identificare coloro che si sono dichiarati apertamente antifascisti.

    L’ennesima manifestazione neofascista si è verificata anche la scorsa sera, 29 Aprile, a Milano. Qui centinaia di persone si sono nuovamente riunite, come consuetudine, per ricordare l’uccisione di Sergio Ramelli (studente ucciso nel 1975 da esponenti del partito di estrema sinistra). La manifestazione, come prevedibile, è diventata l’ennesima scusante per commemorare il fascismo.

    Durante la manifestazione neofascista, un uomo ha suonato dal balcone di casa sua “Bella ciao”, l’inno partigiano. Un gesto solitario, ma che risuona come un “fiat lux” in un clima cupo: una speranza per l’Italia, memoria viva della resistenza. L’uomo è stato offeso dai manifestati e intimorito, ma lui, cittadino doc, ha continuato orgoglioso ad intonare l’inno.

    Lo Stato, e più in generale i suoi cittadini, devono abbandonare e lottare contro questa forma mentis del tutto sbagliata i cui principi sono tutto l’opposto della nostra Costituzione che sono: libertà, uguaglianza, pari dignità e tutela dei diritti umani e inviolabili.

    «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

    XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana

    Antonio Cinquegrana

     IIIA Linguistico

     

  • Il ritorno di La Niña: Furèsta, un viaggio tra radici e ribellione

    Il ritorno di La Niña: Furèsta, un viaggio tra radici e ribellione

     

    Il 21 marzo 2025, la cantautrice napoletana La Niña ha pubblicato il suo secondo album in studio, intitolato Furèsta. L’album, che contiene dieci tracce tutte in lingua napoletana (fatta eccezione per TREMM’ e SANGHE, con KUKII e Abdullah Miniawy, che presentano alcune parti in francese e arabo), è un viaggio che esplora le radici della tradizione partenopea, spingendosi al contempo oltre i confini dell’innovazione musicale e sociale.

    Ogni brano racconta una storia unica, che La Niña ha approfondito in varie interviste e sui propri canali social. Furèsta è un’opera che mescola misticismo e ribellione, sacralità e sensualità, tradizione e sperimentazione. La Niña utilizza la musica come strumento di denuncia sociale e di esplorazione interiore, dando vita a un album che coinvolge profondamente l’ascoltatore, scuotendolo con le sue tematiche forti e attuali.

    La copertina dell’album ritrae La Niña su un tamburello, un’immagine evocativa che richiama la figura mitologica di Medusa e simboleggia, al tempo stesso, la forza e la vulnerabilità della figura femminile. Con Furèsta, La Niña conferma il suo ruolo di artista innovativa e impegnata, capace di raccontare storie universali e di stimolare una riflessione profonda sulla società contemporanea.

    Tra le tracce più ascoltate troviamo: Figlia d’a Tempesta, Guapparia, Ahi e Oinè.

    FIGLIA D’A TEMPESTA è stata pubblicata come singolo il 12 marzo 2025. È un grido antico e moderno insieme, un canto viscerale che racconta la condizione femminile con forza e verità. Carola (il vero nome dell’artista) dà voce a generazioni di donne costrette in ruoli imposti, rompendo il silenzio con parole cariche di rabbia e dignità. L’interpretazione è intensa, quasi sciamanica, mentre la musica intreccia suoni del passato e del presente: clavicembalo, mandolino, tamburi e chitarra battente creano un’atmosfera rituale, arcaica e universale. Non è solo una canzone: è un inno di resistenza, una preghiera laica per tutte le “figlie della tempesta” che, in ogni tempo e luogo, non hanno mai smesso di lottare. Il brano ha riscosso grande successo anche nel Nord Italia, dove è stato cantato durante manifestazioni e scioperi contro i femminicidi.

    Pecché so’ nata femmena, pecché so’ nata
    Ce sta chi me vo’ prena, chi me vo’ ‘nzurata
    So’ figlia d’a tempesta e nun me ponn’ ‘ncatenà
    Faciteme passà, faciteme passà

    GUAPPARIA è la prima traccia dell’album, pubblicata come singolo il 15 gennaio 2025, offrendo una potente anticipazione del progetto. Si tratta di una tarantella che denuncia i meccanismi che logorano Napoli e la sua identità culturale. Al centro della canzone c’è la figura del “guappo”, simbolo della tradizione napoletana, qui reinterpretato in chiave critica, per riflettere sulle contraddizioni e le ferite di un’intera comunità.

    Guapparia ‘e miez ‘a via
    Sprang’ ‘e fierro e croce d’oro
    Tien’ ‘e sant’, crire ‘a Ddio
    Ma nun chiagne pe’ chi more
    Guapparia ‘e signurìa
    Brutta ‘a int’ e bella ‘a fore
    T’he vennuto pe’ ddoje lire
    A chi t’ha arrubbat’ ‘ll’or

    AHI, terza traccia dell’album, è un’esplosione di energia che affronta i temi del dolore e della resistenza, con arrangiamenti intensi e testi cristallini. Parla del canto d’amore di un cuore ferito e distrutto. I suoni si ispirano alle tonalità del bolero, danza spagnola nata alla fine del XVIII secolo, spesso presente nella musica napoletana.

    ‘Stu core malato ca nun vò guarí
    Da quanno è ferito dice sulo accussí
    Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
    Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
    ‘Stu core pentuto ca nun vò durmí
    Se crede fernuto e mo canta accussí
    Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
    Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi

    Infine, OINÈ è una canzone di forte impatto simbolico, che racconta l’incontro tra un gatto e un serpente in un giardino: il serpente vuole rubare delle rose, ma viene attaccato dal gatto. Ispirata probabilmente al mito biblico del serpente, questa canzone usa un linguaggio schietto e diretto, tipico della violenza verbale propria della tradizione popolare partenopea.

    Verde comm’e na foglia
    ‘Sta mmiria ‘nfaccia a te
    Hê voglia ca ‘a cummuoglie
    Se vede comm’a cche
    Vulisse tutt”e rrose
    Ma senza faticà
    Saje fà sulo na cosa
    E se chiamma arrubbà

    Antonio Cinquegrana
    III A Linguistico

  • 67TH GRAMMY NOMINEE: Billie Eilish gets 7 nominations

    67TH GRAMMY NOMINEE: Billie Eilish gets 7 nominations

    This morning, The Recording Academy, made public the new nominations of the 67TH Annual Grammy Awards, these nominations include Billie Eilish and her new Album “HIT ME HARD AND SOFT” (Third Studio Album)

    The nominations are: “Record of the Year”, “Best POP Solo Performance” and “Song of the year” for Birds of  Feather (the fourth track of the album); “Album of the year“, “Best POP Vocal Album” for her new Album; “Best Dance POP Recording” for L’AMOUR DE MA VIE [OVER NOW EXTENDED EDIT]; and finally “Best POP Duo/Group Performance” for Guess with Charli xcx.

    Billie Eilish never stops to amaze us. She is only 22 but she has already broken the world records becoming the first artist to have three Albums nominated as “Album of the Year”, the youngest to win two Oscars beating Luise Rainer who won her second Oscar at 28 years old, nominated Woman of the year at only 17. Billie Eilish started recording music in her room and now she is an Icon in the music industry.

    On August 20th she came first in the long list of most streamed artists in the world beating Taylor Swift and The Weeknd, Eilish announced it on an Instangram post where she says:

    1 in the world on Spotify I really can’t believe this, I love you all so much this is the craziest thing ever.

    The new album talks about the real Billie Eilish, the child that the media and the fame killed years ago. This album is for Billie, the path/road that leads her to her goal: to find her true self. In an Interview with Rolling Stone, she says:

    I feel like this album represents meI feel like this album represents me. […] The protagonist is not a character. She is the When We All Fall Asleep, Where Do We Go? version of me. She tells about my youth and who I was as a child. […] It’s like I’m going back to being the girl I was. I mourned her as if she were dead. I looked for her in everything, and it’s almost like she drowned, the world and the media’s fault. I don’t even remember when she left anymore.

    The varied themes afforded in the album are important ones like body shaming, the fear to grow up, sexuality, friendship and much more.

    The most famous tracks are: Birds of a feather, Chihiro, Wildflower and Lunch.

    The first one was  described The Los Angeles Times  as a “breezy neo-new-wave jam” because the musical atmosphere recalls the pop sounds of the 90s, with a touch of melancholy and obsession. The title comes from the English proverb “birds of a feather flock together”, which is used to express that people with similar traits and interests gravitate towards each other.

    The second one is ispired on the animated film “spirited away”, and the name of the song is the same of the protagonist of the film: Chihiro. It talks about the fear of ending a reletionship.

    Wildflower talks about her past, especially  something that the singer did in the past: date her best firend’s ex. We all know, thatone of the unwritten rules of friendship is precisely this. In the song Billie talks about a girl who cried on her shoulders because of her boyfriend who is most likely the singer of Neghborhood Jesse Rutherford, thus finding herself in a love triangle in which she does not know how to act.

    I should put it all behind me, shouldn’t I?
    But I see her in the back of my mind, all the time…Like a fever, like I’m burning aliveLike a sign
    Did I cross the line?
    You say no one knows you so well, but everytime you touch me I just wonder how she felt. 
    Valentine’s day crying in the hotel, I know you didn’t meant to hurt me so I kept it to myself.
    Finally, Lunch is the single of the album. It talks about her sexuality and more specifically about a relationship with a girl, she describes an attraction that evolves from a physical desire to an authentic feeling. The meaning of the song refers to the sexual experience with the person with whom she feels attraction and the text, very explicit, describes being electrified by the taste of the girl and continues imagining that it can be consumed as if it were a meal.
    Furthermore, the album is completly connected in itself: at the end of the first track (SKINNY) there are violins that play the theme of the sixth track (THE GREATEST) as well as in the last track (BLUE). In the eigthth track (THE DINER) we can listen the note of the piano that are in LUNCH. Even, to demonstrate how his music in general is all connected to each other, in Birds of a feather there are some bits that are taken from the second album Happier than Ever.
    Antonio Cinquegrana
    III A Linguistico
  • The Ballad of the Witches’ Road: come mai ci piace così tanto?

    The Ballad of the Witches’ Road: come mai ci piace così tanto?

    Negli ultimi giorni è stata lanciata su Disney+ la nuova miniserie Marvel “Agatha All Along”, che tratta le vicende del personaggio di Agatha Harkness, precedentemente incontrato in Wandavision, mentre affronta le prove del Witches’ Road per recuperare i suoi poteri, persi alla fine di WandaVision. Durante il percorso, si scontra con vari ostacoli magici e nemici, tra cui potenti streghe che cercano di impedirle di riconquistare la sua magia. La serie esplora anche il legame di Agatha con l’oscuro libro del Darkhold e approfondisce il mondo della magia nel Marvel Cinematic Universe, mantenendo un mix di mistero, umorismo e colpi di scena soprannaturali.

    Secondo la serie, arrivando alla fine de “La Strada”, ogni strega potrà richiedere e ricevere qualsiasi cosa desideri, ma per potervi accedere bisogna disporre di una congrega con la quale cantare la ballata che dà il via all’incantesimo. (The Ballad of the Witches’ Road).

    Tale ballata sta spopolando sui social e ha quasi raggiunto i tre milioni di ascolti su Spotify in solo due settimane. Ma com’è possibile che una canzone Disney che parla di streghe ci piaccia così tanto? La risposta è semplice e anche un po’ banale: perché è in effetti un rito magico.

    In effetti sin dall’antichità uno degli strumenti di “potere” più forti è sempre stato il canto unito a “formule magiche”: ogni nota e parola sono importanti, il ritmo, la melodia e le ripetizioni si combinano insieme per formare un vero e proprio incantesimo.

    La musica ha sempre avuto un ruolo centrale in riti e pratiche magiche tanto che alcune religioni e culture (come quella egizia, greca, romana ecc…) hanno utilizzato queste pratiche musicali per potersi collegare al divino.

    Nell’antica Roma ad esempio c’erano le nenie, canti funebri intonati per poter guidare i defunti nell’aldilà preservando quel legame tra il mondo terreno e quello spirituale che non deve mai essere spezzato.

    Risale, invece, al pieno medioevo il malleus maleficarum, un manoscritto che illustrava il modo in cui le streghe usavano le melodie per lanciare incantesimi curativi o maledire.

    Nel Rinascimento, infine, erano diffuse musiche per rituali esoterici che servivano ad influenzare gli elementi della natura.

    Da un punto di vista scientifico, è stato provato che ritmi ripetitivi e melodie possono indurre ad uno stato di trance. Ad oggi è infatti diffusa in ospedali e centri di riabilitazione la musicoterapia, usata per il benessere fisico e mentale di un individuo, riducendo stress e aumentando la gestione del dolore fisico.

    Per questo la “Ballata della Strada delle Streghe”, proprio come un incantesimo, ci ipnotizza usando “un linguaggio ancestrale”: musica e voce. La ballata non fa altro che replicare dinamiche e pratiche di cui l’umanità si è sempre servita nel corso dei secoli e che oggi tornano ad affascinare i suoi ascoltatori.

    Antonio Cinquegrana

    III A Linguistico

  • ¿Quién es la princesa de Asturias?

    ¿Quién es la princesa de Asturias?

    El título “príncipe de Asturias” fue creado en la segunda mitad del siglo XIV cuando el Reino de Castilla fue disputado por Juan I de Castilla y Juan Plantageneto. En 1388 los dos decidieron poner fin a la lucha dinástica combinando un matrimonio entre sus hijos, Enrique de Castilla y Catalina de Lancaster. A la pareja se le otorgó el título de príncipes del Principado de Asturias, basado en el título de príncipe de Gales dado al heredero del Reino de Inglaterra. Así se instituyó el Principado de Asturias (al noroeste de la nación) y su título, que desde entonces siempre fue asignado al heredero al trono antes del Reino de Castilla, y después del Reino de España.

    Hoy, la actual  princesa de Asturias es Leonor de Borbón. Ella no se presenta como  una princesa habitual:  chiquita con  una pequeña corona y  vestidos lucientes.  La princesa Leonor empezó a estudiar  en la academia militar de Zaragoza del ejetrcito Españolo en 2023 y en el mismo año terminó el ciclo de estudios en el UWC Atlantic College adquiriendo el bachillerato internacional (una calificación de escuela secundaria superior reconocida internacionalmente, válida para la admisión universitaria en más de 80 países del mundo), habla fluidamente español, inglés y francés.

     

    Hasta 2015 ella era considerada solo “infanta de España”, con la subida al trono de su padre (Felipe VI) en cambio, será nombrada heredera al trono y por lo tanto “princesa de Asturias”.

    Leonor es una de las princesas españolas más importantes porque, a la muerte del actual soberano, será proclamada primera Reina reinante de España desde 1867. ¿Por qué? Porque en 1713 fue  introducida la ley semi-sálica que preveía el acceso al trono de España a las descendientes mujeres  sin un heredero varón  al trono. Por esta razón -a pesar de ser el segundo hijo- Felipe VI  es el actual Rey de España.

    Por último, el 31 de octubre de 2023, en ocasión de su 18 cumpleaños, Leonor juró fidelidad a la Constitución española ante las Cortes, recibiendo el collar de la Orden de Carlos III,  la máxima condecoración civil de la Nación.

    Antonio Cinquegrana

    IIA Linguistico

  • “What was I made for?”: the song that won the Oscar

    “What was I made for?”: the song that won the Oscar

    On May 11th the Billie Eilish’s song (what was I made for) won the Oscar as “Best Original Song”, this is the second Oscar that Billie  has won (she also won an Oscar in 2022 as best original song with “No Time To Die” from the homonym film of James Bond).

    The meaning of What was I made for? is enclosed in the title. It can represent Barbie’s spiritual journey to discover herself in the real world while she is living it herself, or it can be a hymn to Billie’s personal struggles to clarify what her purpose in life is, linked to his passion for writing and music creation. She initially stated that she had not thought about herself during the song-writing process, but later came to the realization that she had unknowingly included her story.

    To Allure Billie explains:

    It was as if this song was a tiny creature inside of me for years, scratching the inside of me. As soon as we got that prompt, the creature was like, ‘Okay, I’m out’. We wrote it in a period of time where we couldn’t have been less inspired and less creative. That day we were making stuff, and were like, ‘We’ve lost it. Why are we even doing this?’ And then those first chords happened and I used to float, now I just fall down came out and the song wrote itself.

    The “floating” lyric is referred to the film Barbie, where Barbie can’t float anymore so she “fall down”, it also holds a deep meaning for Billie, because it reflecting how she feels about navigating fame from a young age.

    While on one level, this lyric could refer to Ken’s inability to understand Barbie in the movie, it’s also about the sadness and loneliness that can arise when people, even loved ones, don’t truly see you and understand your feelings.

    “I … remember being like, ‘How is anyone going to know what this means? It doesn’t explain itself. No one’s going to understand it,’ Billie said. “And that was the first lyric that people understood. And I felt so heard, and related to.”

    According to some of the comments on the official music video on YouTube, “What Was I Made For?” had a profound impact on fans of all ages and walks of life:

    This song asks the question that I have (struggled) with for all of my 68 years,” another person commented. “I thought I had the answer several times, only to realize that it slipped through my fingers yet again. Ms. Eilish, your vocals here are a perfect fit for the emotion of the words and music you’ve written.

    In the music video Billie is taking from a dark box some clothes (we can say that they are her old clothes that she has worn in the past), then all is interrupted by the rain, the meaning is: “The world is falling apart while I try to keep all the old versions of myself safe”.

    Antonio Cinquegrana

    II A Linguistico

  • Serena Bortone: condannata per aver esercitato un suo diritto

    Serena Bortone: condannata per aver esercitato un suo diritto

    Art. 21:

    “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”

     

    Pochissimi giorni fa nel corso del famoso programma “Che sarà” in onda su Rai Tre di Serena Bortone, la conduttrice ha lamentato il fatto che la lettura da parte di Antonio Scurati di un suo monologo, in occasione del 25 Aprile, prevista per quella puntata, era stata annullata senza un apparente motivo.

    La denuncia della giornalista era già avvenuta tramite il suo profilo Instagram, nel quale aveva dichiarato: “[…] Non sono riuscita ad ottenere spiegazioni plausibili. Ma devo prima di tutto a Scurati […] e a voi telespettatori la spiegazione del perché stasera non vedranno lo scrittore in onda sul mio programma su Raitre. Il problema è che questa spiegazione non sono riuscita a ottenerla nemmeno io”.

    Nonostante questo tentativo di censura, seguito dalla calunnia, secondo cui Scurati non si sarebbe presentato in trasmissione per una mera questione di denaro, la conduttrice ha deciso di leggere lei stessa il testo, sia per dare giustizia all’operato dello scrittore, sia per godere fino in fondo del suo (e nostro) diritto alla libertà d’espressione. Il monologo di Scurati, infatti, non è affatto un testo volto ad infamare i vertici del governo, raccontando cose non vere. E’ al contrario una radiografia del nostro Paese, della storia che lo ha caratterizzato e del percorso che, purtroppo, sta portando tale storia a ripetersi, tramite i valori professati e le azioni perpetuate dai nostri politici.

    Le parole di Scurati volevano essere un promemoria per tutti noi, per ricordarci che nel fascismo non vi è nulla di intemerato o patriottico, ma solo esecrazione e crudeltà. “Valori” come la violenza, l’oppressione della libertà altrui, la menzogna, andrebbero ripudiati da tutti, indistintamente dal proprio orientamento politico. Ma purtroppo finché la parola “antifascismo, non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà ad infestare la casa della democrazia Italiana”

    A confermare quest’affermazione posta a conclusione del monologo, il giorno dopo la lettura da parte di Serena Bortone, è stata annunciato che sarebbero stati presi presto dei provvedimenti disciplinari nei suoi confronti, e che il programma avrebbe rischiato la chiusura a giugno. Ancora una volta, quindi, il governo si aspetta che la Rai e, in generale, qualsiasi mezzo di comunicazione presente in Italia, sia asservito alla sua volontà e che celi le verità storiche e contemporanee.

    Il caso di Serena Bortone è solo uno dei tanti episodi di censura attuati dal governo, e molto probabilmente non sarà nemmeno l’ultimo. I vertici del potere ce la stanno mettendo tutta per farci credere di vivere nel loro Paese dei balocchi, costruito sulla base delle loro bugie. Ma fino a quando la libertà di espressione verrà sabotata e messa al bando, la nostra resterà solo la “Penisola della Costituzione che non c’è”, perché la democrazia italiana potrà essere definita tale, soltanto quando la nostra Costituzione non sarà più considerata solo un pezzo di carta!

    Antonio Cinquegrana

    II A Linguistico

  • Mon Amour, Slimane: l’amour dans une chanson

    Pour le Concours Eurovision de la Chanson (connu aussi comme Eurovision), la chanson qui représentera la France sera “Mon Amour” de Slimane.

    Cette chanson parle de la difficulté d’aimer et du fait que nous sommes disposés à tout pour l’amour, parfois nous faisons des choses impossibles aussi comme “un océan dans le feu”.

    Dans la première strophe, le compositeur pose des questions à son amoureuse, il est très timide et il a peur de paraître lourd, en fait ses phrases représentent la peur du rejet qu’une personne éprouve au début d’une relation. Pendant toute la chanson nous entendons ” Je t’aime, j’sais pas pourquoi” rapporté à l’amour au premier regard, que, parfois, nous ne pouvons/nous ne savons pas comprendre.

    Pour finir, nous pouvons dire que, la chanson se termine avec une question effrayante : “Est-ce que tu m’aimes ?”. Cette question crée un vide dans le cœur d’une personne amoureuse qui ne révèle pas ses sentiments, parce qu’elle pense que la personne aimée ne partage pas les mêmes sentiments à son égard. Hélas, nous souffrons par amour « tu n’entends pas ma peine ? » en raison de la complexité des émotions.

    L’amour est un sentiment qui brise les barrières émotives et qui donne un sens profond à nos vies. Il y a beaucoup de types d’amour : tel l’amour entre un homme et une femme, deux femmes, deux hommes, l’amour parental, ou aussi l’amour platonique.

    Le seul véritable Amour est celui où deux personnes s’aiment et ont le respect mutuel, sans violence ou discrimination.

    Antonio Cinquegrana

    II A Linguistico