Categoria: Tv, Cinema, Musica, Spettacolo

  • Napoli conquista anche Sanremo!

    Napoli conquista anche Sanremo!

    Scritto da Federica Piccolo ed Emiliana Maresca III A classico.

    Anche questa edizione del Festival della musica italiana volge al suo termine, ma non le chiacchiere che lo riguardano (soprattutto i pettegolezzi!). 

    Come ogni anno il Festival ci ha regalato grandi emozioni: tra Fantasanremo, festini bilaterali ed il duetto fra Tredici Pietro ed il padre Gianni Morandi, che inaspettatamente durante la serata delle cover ha raggiunto il secondogenito per cantare insieme il brano Vita, i commenti, come anche le critiche, non sono mancati.  Ma ciò che ha fatto più scalpore, è  stato senza dubbio il nome del vincitore, che rispetto agli anni precedenti è stato del tutto inaspettato: come avrete intuito, si tratta proprio di Sal Da Vinci, noto cantautore napoletano che aveva già conquistato l’interesse del pubblico giovanile nel 2024 con il suo celebre singolo “Rossetto e Caffè”.  Il suo nuovo brano, “Per sempre sì”, è già diventato un tormentone. I social, infatti, sono invasi da coppie che si sposano con le sue note di sottofondo. E’ proprio una pagina molto popolare fra noi ragazzi, Webboh, che riporta con questa foto a lato:

    SAL DA VINCI “HA SPOSATO” UNA COPPIA! 🩷 👉 Sal Da Vinci a Sanremo non solo  canta d’amore… ma “sposa” anche le coppie! La sua canzone a Sanremo 2026,  Per sempre sì, parla proprio di amore vero e ...

    Secondo noi, è proprio la spontaneità e lo spirito del cantante che hanno conquistato il pubblico sanremese, ma non solo.  Infatti, non è tardata ad arrivare da parte del cantante la conferma della sua partecipazione all’Eurovision.

    Su Tik Tok, una delle piattaforme più in voga da anni, già circolano video di ragazzi europei e non che canticchiano questa nuova hit. Senza dubbio, Sal Da Vinci è un orgoglio per il nostro territorio, poiché è riuscito con un brano in parte napoletano a regalarci forti emozioni ed a raggiungere anche l’Ariston. Purtroppo, neanche le critiche sono mancate: si è creato, infatti, un vero e proprio spartiacque tra chi avrebbe preferito Sayf, il genovese che ha portato il brano “Tu mi piaci tanto” e che si è conquistato la medaglia d’argento, e l’attuale vincitore. Al di là delle critiche, come molti sanno, la vera gara inizia dopo Sanremo, quando le radio stilano le classifiche delle canzoni più ascoltate. D’altra parte, Sanremo è un momento di condivisione, spensieratezza e crescita artistica per chi vi partecipa soprattutto. In particolare, si tratta di un momento di  profondo orgoglio per la musica italiana, sempre più sensibile ai tempi che cambiano, senza dimenticare le sue radici. Insomma, un connubio perfetto. E’ con questo messaggio che Sal Da Vinci torna al rione ‘Largo la Torretta’, il giorno dopo la vittoria al Festival di Sanremo.

    Con il suo atteggiamento di profonda umiltà e gratitudine, mantiene la promessa: niente passerelle, niente conferenze stampa o interviste con i giornalisti, ma solo la sua gente a Mergellina. Qui, nel rione dove è nato e cresciuto, lo hanno aspettato centinaia di persone, tra fan e famiglia, che hanno organizzato una festa a dir poco commovente: fuochi d’artificio, una torta con panna montata, bottiglie di spumante e soprattutto un coro di fan che hanno cantato le sue canzoni. Tutta Mergellina ha cantato con lui. Poi, quando ha intonato le note di “Per sempre sì”, la folla è esplosa: Sal ha cantato, ripetuto il ritornello e anche il gesto finale con la mano diventato ormai iconico. A differenza di quando era sul palco dell’Ariston, non è più da solo: è a casa sua, con la sua gente che lo accompagna parola per parola ed è felice più che mai. Accanto a lui c’erano sua madre, suo fratello, l’amata moglie Paola e i figli Annachiara e Francesco. Sul palco della Torretta, visibilmente emozionato, il cantautore ha mostrato ai fan il trofeo di Sanremo e ha parlato con commozione. Ha ricordato i tempi in cui, da bambino, giocava a pallone proprio in quel rione con gli amici del quartiere. Ha ringraziato ogni vicolo, ogni amico che lo ha accompagnato, ogni passeggiata sul lungomare e le domeniche sui pontili della sua città: “Questo premio è della gente come voi! Mi porto un cammino incredibile per arrivare fin qui. È il riscatto di un popolo e di quelli che come me non mollano per realizzare i propri sogni”. Non tarda chi tra la folla ha urlato: “Sal, sei il nostro Maradona!”, in riferimento al mito di Diego Armando Maradona, strappando sorrisi e applausi. 

    Insomma, Sanremo non è solo il Festival della musica italiana, ma la rivelazione di personalità che come Sal hanno faticato per raggiungere l’agognato successo, senza tralasciare le proprie origini… un esempio per tutti noi!

  • Sanremo 2026: tra pronostici e aspettative

    Sanremo 2026: tra pronostici e aspettative

    di Elisa Verdezza, Fabiana Alvino, Anna Raiola III Ac

    L’attesa è quasi finita e, come ogni anno, l’Italia si prepara a fermarsi per quella settimana magica e folle che trasforma un piccolo teatro di provincia nel centro del mondo. Il Festival di Sanremo sta per tornare e, diciamoci la verità, anche se qualcuno  fa finta di niente per sembrare “alternativo”, martedì sera saremo tutti davanti alla TV con il telefono in mano pronti a commentare ogni minimo dettaglio. Quest’anno l’aria che si respira è diversa, perché il ritorno di Carlo Conti alla guida del Festival promette un equilibrio perfetto tra la tradizione che piace ai nonni e quel ritmo moderno che occorre a noi  giovani per non addormentarci sul divano prima della mezzanotte.

    Ma cosa dobbiamo aspettarci davvero dalle canzoni? Le prime indiscrezioni parlano di un Festival molto vario, c’è grandissima curiosità per il debutto di Tommaso Paradiso, che molti vedono già come il vincitore annunciato, grazie alla sua capacità di scrivere ritornelli che entrano in testa al primo ascolto. Allo stesso tempo la sorpresa potrebbe arrivare da nomi come Serena Brancale o Sayf, che rappresentano quella ventata di aria fresca di cui la musica italiana ha sempre bisogno.

    I pronostici della vigilia sono una consuetudine, ma i nomi caldi per il podio circolano già con insistenza. Oltre al favorito Paradiso, si punta su Ermal Meta e Arisa, che a Sanremo giocano in casa e sanno come emozionare le giurie. Ma il Festival non è solo musica, è soprattutto spettacolo e, ammettiamolo, un pizzico di sano gossip. Tra le co-conduzioni che vedranno alternarsi icone come Laura Pausini a star internazionali come Can Yaman, il chiacchiericcio dietro le quinte è già alle stelle. Si parla già  dei look stravaganti che vedremo sul red carpet e delle battute che infiammeranno i social.

    In fondo, Sanremo è Sanremo proprio per questo motivo: è l’unico momento dell’anno in cui generazioni diverse si ritrovano a discutere della stessa canzone o dello stesso vestito. Non è solo un concorso canoro, è un rito collettivo che ci fa sentire parte di qualcosa di più grande, tra una risata per un meme virale e un brivido per una bella esibizione . Prepariamoci a vivere questa intensa settimana e che vinca la canzone più bella.

  • Annalisa ed Elodie nel mirino: arte o blasfemia ?

    Annalisa ed Elodie nel mirino: arte o blasfemia ?

    Negli ultimi mesi due tra le artiste italiane più amate, Elodie e Annalisa, sono state al centro di accese polemiche sui social. Alcuni gruppi di fedeli hanno accusato le cantanti di blasfemia e satanismo a causa di alcuni simboli religiosi presenti nei loro progetti musicali.

    Il caso Elodie

    Una delle due cantanti accusate di blasfemia è Elodie, vincitrice del premio David di Donatello come miglior canzone originale del 2023, pluripremiata ai Music Awards e da Bilboard Italia. Nel Maggio 2025 Elodie ha pubblicato il suo nuovo album “MI AMI MI ODI” del quale ci racconta:

    Voglio che chiunque ascolti l’album si senta forte e sexy. È empowerment in purezza. La possibilità di far sentire potenti gli altri rende tutte e tutti più liberi. Scoprire quanto vali, indipendentemente da quello che gli altri pensano di te, è fondamentale. Non aspettare che siano gli altri a dirti chi sei: essere nelle mani degli altri può essere molto pericoloso. […] Mi ami mi odi racconta di una notte che ti fa cambiare, una di quelle notti che ti ricordi. Per me è sempre al mattino che succedono davvero le cose, non durante la serata appena trascorsa. Durante la notte sfoghi tutto, sali, ti perdi e alla fine ritrovi te stessa. Quando torni a casa, con la luce che entra dalle finestre, ti dici: “forse potevo fare meglio”. A me è capitato spesso. È in quel momento, tra la stanchezza e la luce nuova, che riesci a fare ordine. È lì che affiorano davvero i tuoi desideri. È uno dei momenti che preferisco. Voglio restare lucida su ciò che accade nel mondo, sul mio dolore e su quello degli altri, ma anche trovare la forza di trasformarlo in qualcosa di diverso

    L’album viene attaccato da un gruppo di fanatici cattolici che, non avendo colto il vero significato dell’album facendo capire di non averlo neanche ascoltato, si concentrano sulla sua copertina dove Elodie posa in abito nero appoggiata ad una superficie metallica a forma di croce nella quale sono incastonate delle casse audio nere circolari.

    “e poi dicono che la musica italiana non sia anticristiana” “venduti, ave christus rex” “se sapesse il dolore che ha avuto Gesù sulla Croce! E il sacrificio che ha fatto per noi” , “fa proprio schifo”

    Questi sono solo per alcuni dei tanti commenti che urlano alla blasfemia ovvero quelli privi di offese talmente gravi che renderebbero questo articolo non tanto decoroso.

    Il caso Annalisa

    Lo stesso trattamento è stato riservato anche ad Annalisa che molti conoscono per il singolo “Sinceramente” con il  quale ha partecipato a Sanremo 2024, vincitrice della serata cover di Sanremo 2025 e di dodici Music Awards diventando la cantante più premiata in una sola edizione nella storia.

    Il singolo “Maschio” anch’esso pubblicato a Maggio 2025 e successivamente inserito nell’Album “MA IO SONO FUOCO”” uscito il 10 Ottobre 2025, è stato criticato non solo per il testo, ma anche per il suo video musicale dove la cantante indossa delle corna. I versi presi in considerazione sono:

    “Faccio il diavolo per te” che da inizio alla canzone, ovviamente essendoci presente la parola “diavolo” è ovvio che si tratti di satanismo,  “invertire Adamo ed Eva” qua si va nell’assurdo,

    è proprio quello che vogliono i satanisti! Invertirli per dare vita all’androgino satanico

    e infine il commento che ha raggiunto il massimo livello di fanatismo è: “il pezzo è una narrazione diabolica in assenza di Dio”.

    Incredibile come tutti questi “fedeli” siano uniti da un solo sentimento che non è l’amore e la fratellanza come ci insegnano i vangeli e le sacre scritture ma un sentimento di odio, invidia o peggio ancora malevolenza che come ben sappiamo sono l’antitesi della dottrina cristiana e che si avvicinano ad una dottrina un po’ più oscura.

    Forse sarebbe meglio che chi si dice credente ricordasse che il messaggio cristiano parla prima di tutto di amore e tolleranza, non di odio e condanna. Le reazioni contro Elodie e Annalisa mostrano quanto sia difficile, ancora oggi, distinguere tra espressione artistica e provocazione. La musica spesso esplora temi simbolici o spirituali, ma accusare senza comprendere rischia di oscurare il vero significato dell’arte: comunicare emozioni, libertà e pensiero critico.

    Mi chiedo: dove finisce la libertà artistica e dove comincia l’offesa? Forse vale la pena parlarne, prima di giudicare.

    Antonio Cinquegrana

    IV A Linguistico

  • Il ritorno di La Niña: Furèsta, un viaggio tra radici e ribellione

    Il ritorno di La Niña: Furèsta, un viaggio tra radici e ribellione

     

    Il 21 marzo 2025, la cantautrice napoletana La Niña ha pubblicato il suo secondo album in studio, intitolato Furèsta. L’album, che contiene dieci tracce tutte in lingua napoletana (fatta eccezione per TREMM’ e SANGHE, con KUKII e Abdullah Miniawy, che presentano alcune parti in francese e arabo), è un viaggio che esplora le radici della tradizione partenopea, spingendosi al contempo oltre i confini dell’innovazione musicale e sociale.

    Ogni brano racconta una storia unica, che La Niña ha approfondito in varie interviste e sui propri canali social. Furèsta è un’opera che mescola misticismo e ribellione, sacralità e sensualità, tradizione e sperimentazione. La Niña utilizza la musica come strumento di denuncia sociale e di esplorazione interiore, dando vita a un album che coinvolge profondamente l’ascoltatore, scuotendolo con le sue tematiche forti e attuali.

    La copertina dell’album ritrae La Niña su un tamburello, un’immagine evocativa che richiama la figura mitologica di Medusa e simboleggia, al tempo stesso, la forza e la vulnerabilità della figura femminile. Con Furèsta, La Niña conferma il suo ruolo di artista innovativa e impegnata, capace di raccontare storie universali e di stimolare una riflessione profonda sulla società contemporanea.

    Tra le tracce più ascoltate troviamo: Figlia d’a Tempesta, Guapparia, Ahi e Oinè.

    FIGLIA D’A TEMPESTA è stata pubblicata come singolo il 12 marzo 2025. È un grido antico e moderno insieme, un canto viscerale che racconta la condizione femminile con forza e verità. Carola (il vero nome dell’artista) dà voce a generazioni di donne costrette in ruoli imposti, rompendo il silenzio con parole cariche di rabbia e dignità. L’interpretazione è intensa, quasi sciamanica, mentre la musica intreccia suoni del passato e del presente: clavicembalo, mandolino, tamburi e chitarra battente creano un’atmosfera rituale, arcaica e universale. Non è solo una canzone: è un inno di resistenza, una preghiera laica per tutte le “figlie della tempesta” che, in ogni tempo e luogo, non hanno mai smesso di lottare. Il brano ha riscosso grande successo anche nel Nord Italia, dove è stato cantato durante manifestazioni e scioperi contro i femminicidi.

    Pecché so’ nata femmena, pecché so’ nata
    Ce sta chi me vo’ prena, chi me vo’ ‘nzurata
    So’ figlia d’a tempesta e nun me ponn’ ‘ncatenà
    Faciteme passà, faciteme passà

    GUAPPARIA è la prima traccia dell’album, pubblicata come singolo il 15 gennaio 2025, offrendo una potente anticipazione del progetto. Si tratta di una tarantella che denuncia i meccanismi che logorano Napoli e la sua identità culturale. Al centro della canzone c’è la figura del “guappo”, simbolo della tradizione napoletana, qui reinterpretato in chiave critica, per riflettere sulle contraddizioni e le ferite di un’intera comunità.

    Guapparia ‘e miez ‘a via
    Sprang’ ‘e fierro e croce d’oro
    Tien’ ‘e sant’, crire ‘a Ddio
    Ma nun chiagne pe’ chi more
    Guapparia ‘e signurìa
    Brutta ‘a int’ e bella ‘a fore
    T’he vennuto pe’ ddoje lire
    A chi t’ha arrubbat’ ‘ll’or

    AHI, terza traccia dell’album, è un’esplosione di energia che affronta i temi del dolore e della resistenza, con arrangiamenti intensi e testi cristallini. Parla del canto d’amore di un cuore ferito e distrutto. I suoni si ispirano alle tonalità del bolero, danza spagnola nata alla fine del XVIII secolo, spesso presente nella musica napoletana.

    ‘Stu core malato ca nun vò guarí
    Da quanno è ferito dice sulo accussí
    Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
    Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
    ‘Stu core pentuto ca nun vò durmí
    Se crede fernuto e mo canta accussí
    Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi
    Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi

    Infine, OINÈ è una canzone di forte impatto simbolico, che racconta l’incontro tra un gatto e un serpente in un giardino: il serpente vuole rubare delle rose, ma viene attaccato dal gatto. Ispirata probabilmente al mito biblico del serpente, questa canzone usa un linguaggio schietto e diretto, tipico della violenza verbale propria della tradizione popolare partenopea.

    Verde comm’e na foglia
    ‘Sta mmiria ‘nfaccia a te
    Hê voglia ca ‘a cummuoglie
    Se vede comm’a cche
    Vulisse tutt”e rrose
    Ma senza faticà
    Saje fà sulo na cosa
    E se chiamma arrubbà

    Antonio Cinquegrana
    III A Linguistico

  • 67TH GRAMMY NOMINEE: Billie Eilish gets 7 nominations

    67TH GRAMMY NOMINEE: Billie Eilish gets 7 nominations

    This morning, The Recording Academy, made public the new nominations of the 67TH Annual Grammy Awards, these nominations include Billie Eilish and her new Album “HIT ME HARD AND SOFT” (Third Studio Album)

    The nominations are: “Record of the Year”, “Best POP Solo Performance” and “Song of the year” for Birds of  Feather (the fourth track of the album); “Album of the year“, “Best POP Vocal Album” for her new Album; “Best Dance POP Recording” for L’AMOUR DE MA VIE [OVER NOW EXTENDED EDIT]; and finally “Best POP Duo/Group Performance” for Guess with Charli xcx.

    Billie Eilish never stops to amaze us. She is only 22 but she has already broken the world records becoming the first artist to have three Albums nominated as “Album of the Year”, the youngest to win two Oscars beating Luise Rainer who won her second Oscar at 28 years old, nominated Woman of the year at only 17. Billie Eilish started recording music in her room and now she is an Icon in the music industry.

    On August 20th she came first in the long list of most streamed artists in the world beating Taylor Swift and The Weeknd, Eilish announced it on an Instangram post where she says:

    1 in the world on Spotify I really can’t believe this, I love you all so much this is the craziest thing ever.

    The new album talks about the real Billie Eilish, the child that the media and the fame killed years ago. This album is for Billie, the path/road that leads her to her goal: to find her true self. In an Interview with Rolling Stone, she says:

    I feel like this album represents meI feel like this album represents me. […] The protagonist is not a character. She is the When We All Fall Asleep, Where Do We Go? version of me. She tells about my youth and who I was as a child. […] It’s like I’m going back to being the girl I was. I mourned her as if she were dead. I looked for her in everything, and it’s almost like she drowned, the world and the media’s fault. I don’t even remember when she left anymore.

    The varied themes afforded in the album are important ones like body shaming, the fear to grow up, sexuality, friendship and much more.

    The most famous tracks are: Birds of a feather, Chihiro, Wildflower and Lunch.

    The first one was  described The Los Angeles Times  as a “breezy neo-new-wave jam” because the musical atmosphere recalls the pop sounds of the 90s, with a touch of melancholy and obsession. The title comes from the English proverb “birds of a feather flock together”, which is used to express that people with similar traits and interests gravitate towards each other.

    The second one is ispired on the animated film “spirited away”, and the name of the song is the same of the protagonist of the film: Chihiro. It talks about the fear of ending a reletionship.

    Wildflower talks about her past, especially  something that the singer did in the past: date her best firend’s ex. We all know, thatone of the unwritten rules of friendship is precisely this. In the song Billie talks about a girl who cried on her shoulders because of her boyfriend who is most likely the singer of Neghborhood Jesse Rutherford, thus finding herself in a love triangle in which she does not know how to act.

    I should put it all behind me, shouldn’t I?
    But I see her in the back of my mind, all the time…Like a fever, like I’m burning aliveLike a sign
    Did I cross the line?
    You say no one knows you so well, but everytime you touch me I just wonder how she felt. 
    Valentine’s day crying in the hotel, I know you didn’t meant to hurt me so I kept it to myself.
    Finally, Lunch is the single of the album. It talks about her sexuality and more specifically about a relationship with a girl, she describes an attraction that evolves from a physical desire to an authentic feeling. The meaning of the song refers to the sexual experience with the person with whom she feels attraction and the text, very explicit, describes being electrified by the taste of the girl and continues imagining that it can be consumed as if it were a meal.
    Furthermore, the album is completly connected in itself: at the end of the first track (SKINNY) there are violins that play the theme of the sixth track (THE GREATEST) as well as in the last track (BLUE). In the eigthth track (THE DINER) we can listen the note of the piano that are in LUNCH. Even, to demonstrate how his music in general is all connected to each other, in Birds of a feather there are some bits that are taken from the second album Happier than Ever.
    Antonio Cinquegrana
    III A Linguistico
  • The Ballad of the Witches’ Road: come mai ci piace così tanto?

    The Ballad of the Witches’ Road: come mai ci piace così tanto?

    Negli ultimi giorni è stata lanciata su Disney+ la nuova miniserie Marvel “Agatha All Along”, che tratta le vicende del personaggio di Agatha Harkness, precedentemente incontrato in Wandavision, mentre affronta le prove del Witches’ Road per recuperare i suoi poteri, persi alla fine di WandaVision. Durante il percorso, si scontra con vari ostacoli magici e nemici, tra cui potenti streghe che cercano di impedirle di riconquistare la sua magia. La serie esplora anche il legame di Agatha con l’oscuro libro del Darkhold e approfondisce il mondo della magia nel Marvel Cinematic Universe, mantenendo un mix di mistero, umorismo e colpi di scena soprannaturali.

    Secondo la serie, arrivando alla fine de “La Strada”, ogni strega potrà richiedere e ricevere qualsiasi cosa desideri, ma per potervi accedere bisogna disporre di una congrega con la quale cantare la ballata che dà il via all’incantesimo. (The Ballad of the Witches’ Road).

    Tale ballata sta spopolando sui social e ha quasi raggiunto i tre milioni di ascolti su Spotify in solo due settimane. Ma com’è possibile che una canzone Disney che parla di streghe ci piaccia così tanto? La risposta è semplice e anche un po’ banale: perché è in effetti un rito magico.

    In effetti sin dall’antichità uno degli strumenti di “potere” più forti è sempre stato il canto unito a “formule magiche”: ogni nota e parola sono importanti, il ritmo, la melodia e le ripetizioni si combinano insieme per formare un vero e proprio incantesimo.

    La musica ha sempre avuto un ruolo centrale in riti e pratiche magiche tanto che alcune religioni e culture (come quella egizia, greca, romana ecc…) hanno utilizzato queste pratiche musicali per potersi collegare al divino.

    Nell’antica Roma ad esempio c’erano le nenie, canti funebri intonati per poter guidare i defunti nell’aldilà preservando quel legame tra il mondo terreno e quello spirituale che non deve mai essere spezzato.

    Risale, invece, al pieno medioevo il malleus maleficarum, un manoscritto che illustrava il modo in cui le streghe usavano le melodie per lanciare incantesimi curativi o maledire.

    Nel Rinascimento, infine, erano diffuse musiche per rituali esoterici che servivano ad influenzare gli elementi della natura.

    Da un punto di vista scientifico, è stato provato che ritmi ripetitivi e melodie possono indurre ad uno stato di trance. Ad oggi è infatti diffusa in ospedali e centri di riabilitazione la musicoterapia, usata per il benessere fisico e mentale di un individuo, riducendo stress e aumentando la gestione del dolore fisico.

    Per questo la “Ballata della Strada delle Streghe”, proprio come un incantesimo, ci ipnotizza usando “un linguaggio ancestrale”: musica e voce. La ballata non fa altro che replicare dinamiche e pratiche di cui l’umanità si è sempre servita nel corso dei secoli e che oggi tornano ad affascinare i suoi ascoltatori.

    Antonio Cinquegrana

    III A Linguistico

  • L’elogio del fallimento: il discorso di Big Mama al concerto del 1 Maggio

    L’elogio del fallimento: il discorso di Big Mama al concerto del 1 Maggio

    In occasione del concertone del 1 Maggio Big Mama ha pronunciato un monologo che può essere sintetizzato nella frase: “Sbagliare è umano, fallire è prezioso”. Questa massima incarna un profondo insegnamento che si riflette nelle esperienze quotidiane di tanti ragazzi di oggi. È interessante notare come il timore di sbagliare spesso sia alimentato dalla pressione sociale e dalla paura di essere considerati “sbagliati” agli occhi degli altri. Tuttavia, ci si rende conto che gli errori sono inevitabili e necessari per il nostro sviluppo personale.

    Il primo passo verso la crescita è l’accettazione di questa umanità intrinseca: il riconoscimento che nessuno è immune dagli errori e che ognuno di essi porta con sé una lezione da imparare. È un viaggio che ci porta ad accettare e abbracciare la nostra vulnerabilità, trasformando gli errori in opportunità di apprendimento e crescita.

    Il fallimento, spesso temuto e evitato, rivela la sua preziosità nel momento in cui ci si immerge nelle sfide della vita. È attraverso il fallimento che si acquisisce una consapevolezza più profonda di sé stessi e dei propri limiti, nonché una forza interiore che ci sostiene nei momenti di difficoltà. È un’occasione per rialzarsi, più forti e determinati di prima, pronti a perseguire i nostri obiettivi con rinnovato vigore.

    Nel contesto della filosofia di Big Mama,  il fallimento non è inteso come una sconfitta, ma come un passo avanti verso il successo. È un’opportunità per riflettere, riconsiderare le proprie priorità e trovare nuove strategie per il futuro. Accogliere il fallimento con apertura e coraggio è ciò che ci permette di trasformare le nostre esperienze negative in preziose lezioni di vita.

    In conclusione, il monologo di Big Mama ci invita a guardare al fallimento non come a una condanna, ma come a un prezioso alleato nel nostro percorso di crescita e realizzazione personale. È un promemoria del fatto che sbagliare è parte integrante dell’essere umano e che, attraverso il fallimento, possiamo trasformare le nostre sfide in opportunità di crescita e trasformazione.

    Carolina Cirillo e Gennaro Salernitano I AS

  • “What was I made for?”: the song that won the Oscar

    “What was I made for?”: the song that won the Oscar

    On May 11th the Billie Eilish’s song (what was I made for) won the Oscar as “Best Original Song”, this is the second Oscar that Billie  has won (she also won an Oscar in 2022 as best original song with “No Time To Die” from the homonym film of James Bond).

    The meaning of What was I made for? is enclosed in the title. It can represent Barbie’s spiritual journey to discover herself in the real world while she is living it herself, or it can be a hymn to Billie’s personal struggles to clarify what her purpose in life is, linked to his passion for writing and music creation. She initially stated that she had not thought about herself during the song-writing process, but later came to the realization that she had unknowingly included her story.

    To Allure Billie explains:

    It was as if this song was a tiny creature inside of me for years, scratching the inside of me. As soon as we got that prompt, the creature was like, ‘Okay, I’m out’. We wrote it in a period of time where we couldn’t have been less inspired and less creative. That day we were making stuff, and were like, ‘We’ve lost it. Why are we even doing this?’ And then those first chords happened and I used to float, now I just fall down came out and the song wrote itself.

    The “floating” lyric is referred to the film Barbie, where Barbie can’t float anymore so she “fall down”, it also holds a deep meaning for Billie, because it reflecting how she feels about navigating fame from a young age.

    While on one level, this lyric could refer to Ken’s inability to understand Barbie in the movie, it’s also about the sadness and loneliness that can arise when people, even loved ones, don’t truly see you and understand your feelings.

    “I … remember being like, ‘How is anyone going to know what this means? It doesn’t explain itself. No one’s going to understand it,’ Billie said. “And that was the first lyric that people understood. And I felt so heard, and related to.”

    According to some of the comments on the official music video on YouTube, “What Was I Made For?” had a profound impact on fans of all ages and walks of life:

    This song asks the question that I have (struggled) with for all of my 68 years,” another person commented. “I thought I had the answer several times, only to realize that it slipped through my fingers yet again. Ms. Eilish, your vocals here are a perfect fit for the emotion of the words and music you’ve written.

    In the music video Billie is taking from a dark box some clothes (we can say that they are her old clothes that she has worn in the past), then all is interrupted by the rain, the meaning is: “The world is falling apart while I try to keep all the old versions of myself safe”.

    Antonio Cinquegrana

    II A Linguistico

  • Mon Amour, Slimane: l’amour dans une chanson

    Pour le Concours Eurovision de la Chanson (connu aussi comme Eurovision), la chanson qui représentera la France sera “Mon Amour” de Slimane.

    Cette chanson parle de la difficulté d’aimer et du fait que nous sommes disposés à tout pour l’amour, parfois nous faisons des choses impossibles aussi comme “un océan dans le feu”.

    Dans la première strophe, le compositeur pose des questions à son amoureuse, il est très timide et il a peur de paraître lourd, en fait ses phrases représentent la peur du rejet qu’une personne éprouve au début d’une relation. Pendant toute la chanson nous entendons ” Je t’aime, j’sais pas pourquoi” rapporté à l’amour au premier regard, que, parfois, nous ne pouvons/nous ne savons pas comprendre.

    Pour finir, nous pouvons dire que, la chanson se termine avec une question effrayante : “Est-ce que tu m’aimes ?”. Cette question crée un vide dans le cœur d’une personne amoureuse qui ne révèle pas ses sentiments, parce qu’elle pense que la personne aimée ne partage pas les mêmes sentiments à son égard. Hélas, nous souffrons par amour « tu n’entends pas ma peine ? » en raison de la complexité des émotions.

    L’amour est un sentiment qui brise les barrières émotives et qui donne un sens profond à nos vies. Il y a beaucoup de types d’amour : tel l’amour entre un homme et une femme, deux femmes, deux hommes, l’amour parental, ou aussi l’amour platonique.

    Le seul véritable Amour est celui où deux personnes s’aiment et ont le respect mutuel, sans violence ou discrimination.

    Antonio Cinquegrana

    II A Linguistico

  • Caso Geolier: la musica da elemento di inclusione a strumento di esclusione.

    Il Festival di Sanremo, vetrina della musica italiana e palcoscenico delle emozioni più disparate, ha visto quest’anno una controversia che ha acceso i riflettori su temi cruciali come la tolleranza, il rispetto e le sfumature sociali all’interno della società e del mondo della musica. Al centro di questa discussione si è trovato Geolier, giovane rapper napoletano, la cui partecipazione al Festival ha suscitato reazioni contrastanti, incluse esplicite manifestazioni di dissenso sotto forma di fischi durante la sua esibizione.

    Geolier ha portato una ventata di freschezza e autenticità sul palco di Sanremo con il suo stile. Le sue liriche, intrise di tematiche sociali e personali, hanno offerto uno sguardo autentico sulla realtà delle periferie italiane, toccando corde emotive e stimolando una riflessione critica. Tuttavia, la sua presenza non è stata accolta con unanime entusiasmo e questo ha sollevato interrogativi profondi sulla percezione e l’accoglienza di esperienze e voci diverse nel contesto musicale italiano.

    L’episodio dei fischi indirizzati a Geolier durante la sua esibizione rappresenta un punto di rottura che richiede un’analisi approfondita delle motivazioni e delle dinamiche sottese. Questi fischi potrebbero riflettere una mancanza di comprensione o di familiarità con il genere musicale rap e le sue tematiche, evidenziando una disconnessione tra alcuni settori del pubblico e le esperienze rappresentate da Geolier. Inoltre, potrebbero essere stati influenzati da pregiudizi sociali e stereotipi nei confronti delle persone provenienti dalle periferie o che hanno vissuto esperienze di disagio sociale, rivelando la persistenza di barriere culturali e socio-economiche da superare.

    Dopo la premiazione nella fatidica serata delle “cover”, Geolier si esibisce nuovamente riproponendo i duetti.

    Ed è proprio da questo momento che la platea inizia ad alzarsi per andare via dalla sala.

    «È stato bruttissimo in realtà, io mi sono preparato un sacco, ho fatto di tutto per portare questi tre mostri, poi vincere e salire sul palco con le persone che fischiano, che se ne vanno, è stata l’esibizione più brutta della mia vita».

    Proprio quando il pubblico ha iniziato ad alzarsi, il rapper Guè, con cui Geolier stava duettando, gli rivolge un gesto di pura fratellanza che ha commosso il web.

    « Guarda me »

    Guè lo ha così invitato a guardarlo negli occhi per non perdere la concentrazione e focalizzarsi solo sulla performance, dimenticando quello che stava accadendo in sala.

    Tuttavia, è fondamentale guardare oltre la superficie degli eventi e promuovere un dialogo aperto e inclusivo che valorizzi e rispetti tutte le voci e le esperienze. Personalmente, ritengo che Geolier sia un talento autentico e coraggioso, il cui contributo al panorama musicale italiano è prezioso e significativo. La sua posizione sul podio in classifica rappresenta un trionfo per la diversità e la varietà all’interno della musica italiana, dimostrando il potere unificante della musica nel trasmettere emozioni e connettere persone al di là delle differenze superficiali.

    Il dibattito sui fischi rivolti a Geolier a Sanremo ci offre l’opportunità di riflettere sulle dinamiche complesse della società contemporanea e di mettere in discussione i nostri pregiudizi e le nostre convinzioni. Accogliere artisti come Geolier significa abbracciare la complessità e la varietà delle esperienze umane, celebrando la diversità anziché temerla. Solo attraverso un impegno costante per la la comprensione reciproca e il rispetto delle differenze possiamo costruire una società più inclusiva e solidale, in cui ogni voce possa trovare spazio e riconoscimento.

    Tutti dovrebbero essere rispettati per come sono e  per ciò che esprimono.