Autore: Davide Izzo V D scientifico

  • Il dittatore della Corea del Nord ha annunciato che un importante sito di test nucleari chiuderà a maggio

    Il dittatore della Corea del Nord ha annunciato che un importante sito di test nucleari chiuderà a maggio

    Corea del NordStop ai test nucleari

    Esperti sulla sicurezza statunitensi, autorità sudcoreane e giornalisti sono tutti invitati a maggio in Corea del Nord per assistere alla chiusura del sito dei test nucleari di Punggye-ri. Una cerimonia “pubblica”, quella voluta da Kim Jong-un, per confermare la sua volontà di procedere verso la denuclearizzazione del Paese e di costruire in modo trasparente il percorso di pace con i vicini di Seul. “Alcuni dicono che stiamo chiudendo il sito non più funzionante, ma voi vedrete che abbiamo due ulteriori tunnel che sono più grandi di quelli esistenti e che sono in buone condizioni”, ha detto alla stampa Yoon Young-chan, portavoce del presidente sudcoreano Moon Jae-in, riferendo le parole pronunciate da Kim durante lo storico incontro avvenuto il 27 aprile tra i due leader a Panmunjon. Uno stop ai test nucleari e missilistici che Pyongyang aveva già annunciato quasi dieci giorni fa durante l’ultima riunione del Comitato centrale del Partito dei lavoratori.

    Sito di Punggye-ri

    Il sito di Punggye-ri è noto alla comunità internazionale perché è lì che sono stati condotti gli ultimi esperimenti atomici della Corea del Nord. L’ultimo, avvenuto il 3 settembre 2017, era stato il più forte di sempre e aveva generato una potenza pari a 5 volte la bomba sganciata dagli Usa su Nagasaki nell’agosto del 1945. Le scosse sismiche generate dalla deflagrazione avevano causato gravi danni. Secondo l’emittente televisiva giapponese “Asahi”, infatti, oltre 200 dipendenti nordcoreani avevano perso la vita in due crolli avvenuti poco dopo il test nucleare.

    Segnale di apertura

    Al di là dei proclami, quindi, l’obiettivo di Kim è quello di mandare un segnale di apertura all’occidente e di ottenere un allegerimento delle sanzioni internazionali che stanno soffocando l’economia locale. “Perché dovrei tenere armi nucleari e vivere in condizioni difficili se invece ci incontriamo spesso con gli americani per costruire la fiducia reciproca e se promettono di mettere fine alla guerra e di non invaderci?”, ha detto il leader nordcoreano durante il summit del 27 aprile, come riportato da Yoon Young-chan. In questa prospettiva sarà decisivo l’incontro con il presidente statunitense Donald Trump previsto per il prossimo giugno.

  • Il conduttore amato da tutti:  è morto Fabrizio Frizzi

    Il conduttore amato da tutti: è morto Fabrizio Frizzi

    FrizziL’annuncio della famiglia

    È morto, a sessant’anni, Fabrizio Frizzi. A dare il triste annuncio è stata la famiglia stessa del conduttore in una nota pubblicata dal sito della Rai. “Grazie Fabrizio per tutto l’amore che ci hai donato”, hanno scritto la moglie Carlotta, il fratello Fabio e i familiari. “Con Fabrizio – fanno sapere da viale Mazzini – se ne va un pezzo di noi, della nostra storia, del nostro quotidiano”.

    Ischemia ed emorragia cerebrale

    Frizzi si è spento nella notte all’ospedale Sant’Andrea di Roma, in seguito a una emorragia cerebrale. Il 23 ottobre scorso Frizzi era già stato colto da un malore, un’ischemia, che lo aveva colpito durante la registrazione di una puntata del programma “L’eredità”. In quell’occasione era stato ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma da cui era poi stato dimesso alcuni giorni dopo.

    La momentanea ripresa dalla malattia

    Nel giro di un paio di mesi era tornato in televisione, sempre alla guida del programma di RaiUno. “L’Eredità è una gioia, fa bene anche al fisico. L’adrenalina sento che mi aiuta a stare meglio”, aveva scherzato Frizzi con Vincenzo Mollica alla “Vita in diretta”, poco prima di tornare in tivù in tandem con Carlo Conti. “Combatto per riprendermi”, aveva poi twittato il 10 novembre, ringraziando i medici dell’Umberto I, “che mi hanno ripreso per i capelli” e quelli del Sant’Andrea, “che mi hanno rimesso in piedi e rapidamente sono stati capaci di capire da cosa il guaio era stato generato”.

    Un uomo noto ed amato

    Dalla “Tv dei ragazzi” a “L’eredità”, passando per “Scommettiamo che” e “Miss Italia”, Frizzi è stato sicuramente uno dei volti più noti e amati della televisione italiana. Sempre educato, elegante e cordiale, ha segnato, a partire dal “Barattolo” nel 1980, una pagina indelebile della storia del piccolo schermo.

    La nota della Rai

    “Non scompare solo un grande artista e uomo di spettacolo, con Fabrizio se ne va un caro amico, una persona che ci ha insegnato l’amore per il lavoro e per l’essere squadra, sempre attento e rispettoso verso il pubblico – si legge in una nota della Rai – se ne va l’uomo dei sorrisi e degli abbracci per tutti. L’interprete straordinario del coraggio e della voglia di vivere. È impossibile in questo momento esprimere tutto quello che la scomparsa di Fabrizio suscita in ognuno di noi”.

    Corrado

    Il suo modello di conduttore televisivo era Corrado. E a lui si è ispirato in tutti questi anni, tanti anni, da protagonista della televisione, pubblica e privata e infine nuovamente pubblica, quella Rai che è stata la sua “casa”.

  • “Il petroliere”: la nascita del capitalismo moderno

    “Il petroliere”: la nascita del capitalismo moderno

    Il pePetrolieretroliere

    Esattamente dieci anni or sono usciva nelle sale italiane una pellicola destinata a rimanere negli annali del cinema moderno e non solo, vale a dire “Il petroliere”, titolo italiano dell’originale e più intrigante “There will be blood”, ossia “Ci sarà sangue”.

    Regia, produzione e soggetto

    Il regista è il talentuoso Paul Thomas Anderson, già conosciuto per “Magnolia” e riscoperto quest’anno con la sua ultima fatica “Il filo nascosto”, che è stato candidato agli Oscar come miglior film. La produzione è statunitense, così come Upton Sinclair, l’autore di “Petrolio!”, il romanzo da cui il film è tratto.

    Trama

    La storia ruota attorno alla scalata sociale di un minatore texano, interpretato magistralmente da Daniel-Day Lewis, considerato quasi una leggenda contemporanea, che interpreta un potente petroliere degli inizi del Novecento.

    Principali tematiche

     La trama può essere estremamente semplificata e quasi banale, ma essa presenta il tema interessante dell’esplosione del business petrolifero che si intreccia a conflitti di varia natura, quali quelli tra padre e figlio, tra individuo e comunità, tra uomo e natura. Il concetto portante del film è lo smascheramento delle pulsioni oscure del protagonista ed anche della falsità della morale, della convivenza civile e della fede religiosa. Invece il petroliere è l’unico personaggio autentico nel film in quanto non inganna se stesso e gli altri con l’ipocrisia tipica della società capitalista. Tuttavia è fondamentale sottolineare quanto egli sia una persona spregevole, misantropa e priva di affetto nei confronti di chicchessia, eccetto che col figlio adottato, sebbene il conflitto tra i due culminerà in conseguenze estreme. L’altro emblematico scontro è quello tra il protagonista ed un giovane predicatore, anch’esso preludio di una tragica conclusione.

    Reparto tecnico e artistico

    Dal punto di vista tecnico il film eccelle nella splendida fotografia e negli scenari, caratterizzati da sconfinate terre desolate, nonché  nell’impeccabile sceneggiatura, anche se imperfetta.

    Conclusione

    In conclusione, “Il petroliere” è film spettacolare e ricco di contenuti, adatto a chi cerca svago ed evasione, ma anche a chi vuole un film impegnativo.

  • “Chiamami col tuo nome”, un film toccante

    “Chiamami col tuo nome”, un film toccante

                     film                                 Chiamami col tuo nome

    “Chiamami col tuo nome”, titolo italiano di “Call me by your name”, è un film sentimentale di produzione  italo-americana e francese, che sta facendo parlare molto di sé  in maniera prettamente positiva.

    Sceneggiatura e regia

    Alla sua sceneggiatura ha lavorato il celebre regista statunitense James Ivory (ricordato prevalentemente per “Quel che resta del giorno”), che si è servito del romanzo omonimo dello scrittore André Aciman; mentre il suo realizzatore è il siciliano Luca Guadagnino, che inizialmente avrebbe dovuto ricoprire il semplice ruolo di consulente di location.

    Scenografia

    Come le migliori pellicole d’amore, anche questa si avvale di una narrazione lenta ma necessaria, che, coadiuvata da una scenografia ammaliante, risulta essere quasi poetica: durante la visione pare di stare in uno stato mentale di stasi, di fulgida immobilità.

    Academy Award of Merit

    Tale è uno dei tanti pregi del film, che non sono passati inosservati nemmeno  ai giudici dell’ “Academy Award of Merit”, tanto che questi ultimi hanno deciso di candidarlo a ben 5 premi Oscar, tra cui quello per il miglior film.

    Musiche

    Oltre alla scenografia, che poggia completamente sulle ambientazioni delle campagne e dei piccoli comuni lombardi durante l’estate di un anno degli ’80, sono molto coinvolgenti le musiche, che accompagnano varie scene importanti.

    Trama

    La storia tratta di un sincero amore omosessuale tra un ragazzo lombardo (interpretato dal francese Timothée Chalamet), figlio di un professore universitario di archeologia, ed uno studente del padre (interpretato da Armie Hammer)  in visita a casa sua per  lavorare alla tesi di post dottorato. Il loro è un amore corrisposto, anche se inizialmente nessuno dei due crede nel sentimento reciproco, ma dopo varie circostanze si intendono e passano una notte di passione. Di lì è un crescendo di scene voluttuose e sensuali fino al triste finale, girato in modo astuto. Dunque il film presenta una trama affatto ricca di eventi, ma piena di emozione e sentimento che si trasmettono allo spettatore, secondo i tradizionali obiettivi del genere sentimentale.

    Augurio

    Per la gioia della nostra nazione il miglior augurio da parte degli italiani è che, alla notte degli Oscar del 4 marzo, “Chiamami col tuo nome” consegua almeno un riconoscimento.

  • Tentato omicidio ai danni di un 17enne napoletano: allarme babygang

    Tentato omicidio ai danni di un 17enne napoletano: allarme babygang

    Arrestato omicidioil sospettato di tentato omicidio

    Un 15enne ritenuto responsabile di tentativo di omicidio è stato fermato dalla polizia, a Napoli, nell’ambito delle indagini sul ferimento del 17enne accoltellato alla gola ed in altre parti del corpo qualche settimana fa in Via Foria.

    Indagini e testimonianze

    Le indagini proseguono per individuare altri tre componenti della baby gang responsabile dell’aggressione. Decisive sono state le testimonianze del ragazzo ferito e di un altro giovane che era stato bloccato poco prima dal gruppo, le immagini di alcune telecamere e l’attività sul territorio delle forze dell’ordine.

    Le parole dell’ANSA

    Il 15enne fermato dalla polizia a Napoli con l’accusa di tentativo di omicidio nell’ambito delle indagini sul ferimento del 17enne accoltellato alla gola e al torace lunedì scorso non ”appartiene ad un contesto di clan e i suoi genitori sono incensurati”. A farlo sapere all’ANSA è Luigi Rinella, capo della Squadra Mobile.

    Modus operandi

    ”In base ai primi accertamenti – sottolinea Rinella – il ragazzo ha svolto il ruolo di ‘gancio’, sia nell’episodio del giovane fermato poco prima dell’aggressione al 17enne sia quando poi è stata la volta del minorenne ferito. Un ‘modus operandi’ semplice che consiste nell’avvicinare la vittima di turno, chiedere l’ora per accertare il possesso di telefonini ed altri oggetti di valore e poi agire, anche con violenza se necessario”. Le indagini proseguono per bloccare gli altri tre componenti della baby gang che ha agito in pieno giorno in Via Foria, strada solitamente affollata.

    Le parole della vittima

    ”Non mi aspettavo tante persone presenti materialmente alla manifestazione di protesta, ma neanche mi aspettavo il sostegno su altri piani”, dice al TG1 il 17enne accoltellato nel pomeriggio di lunedì scorso a Napoli. ”Come mai? Come mai io?” si chiede dal letto dell’ospedale Arturo, colpito alla gola e al torace da una baby gang nella centrale Via Foria. E aggiunge: ”Non riesco ancora a comprendere, a elaborare”. ”Ricordo sensazioni, rumori, movimenti, ma non saprei come collegarli. Naturalmente, ho cercato di difendermi” aggiunge.

    Il commento del sindaco di Napoli.

    “Complimenti per l’ottimo lavoro investigativo della Squadra Mobile della Polizia di Stato e della Procura della Repubblica per i Minorenni”. Questo il commento del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

  • Blade runner 2049: un’opportunità sprecata?

    Blade runner 2049: un’opportunità sprecata?

    Data l’altissima qualità dell’originale “Blade runner” del 1982, diretta dal maestro Ridley Scott, e la sua consacrazione a pellicola di culto, si temeva che il sequel non sarebbe stato all’altezza del precedente film, risultando così un vero e proprio fiasco soprattutto dal punto di vista strettamente cinematografico, non tanto da quello commerciale. Invece il giovane regista Denis Villeneuve, il figlio del famoso pilota di Formula 1, già autore di opere di notevole caratura, quali “Prisoners” e “Arrival“, ha dato vita ad uno spettacolo visivo ed auditivo potente ed esteticamente affascinante, ricreando quell’atmosfera di un futuro in cui la vivibilità del pianeta è ormai fortemente compromessa dall’inquinamento ambientale. Il film è uscito nei cinema italiani il 5 ottobre di quest’anno e ad oggi si può affermare che si è rivelato un flop, in quanto ha incassato globalmente molto meno del previsto: a quanto pare non ha attirato una massa notevole di spettatori. Sebbene sembrasse avere le carte in regola per essere apprezzato anche da chi è poco esperto di cinematografia o da chi semplicemente voleva passare due ore e mezza di divertimento, in realtà è caratterizzato da ritmi esasperatamente lenti, che possono annoiare lo spettatore medio. La storia ruota attorno ad un “blade runner”(interpretato da Ryan Gosling), ossia un poliziotto incaricato di trovare ed eliminare i vecchi “replicanti”(entità artificiali intelligenti e somiglianti in tutto all’uomo), che non adempiono più al loro dovere di lavoratori manuali; egli si troverà ad affrontare una serie di vicessitudini che lo porteranno a riconsiderare la sua vera natura e ad incontrare il protagonista del primo capitolo, interpretato ancora da Harrison Ford. Come detto la parte tecnica è eccezionale, ciononostante la sceneggiatura lascia vari punti oscuri, quando invece sarebbe stato preferibile chiarire alcuni aspetti relativi ai personaggi, soprattutto a quello dell’antagonista, creatore dei “replicanti”, impersonato da Jared Leto, a cui sono dedicate solo due scene; inoltre si è contestata la monoespressività di Gosling; infine i temi filosofici ed etici e i monologhi poetici presenti nel film del 1982, seppur presenti in questo sequel, non sono sviluppati in modo tale da imprimersi nella memoria. Complessivamente “Blade runner 2049” è un ottimo prodotto, che i fan della pellicola di Scott ed i cultori dell’estetica non possono rinunciare di vedere al cinema, ma che non è consigliabile a chi cerca qualcosa di rilassante e di spensierato. Probabilmente si è trattata di un’opportunità sprecata, considerati il talento e l’esperienza del regista e il cast di cui disponeva: si riteneva che Villeneuve avrebbe potuto realizzare un nuovo capolavoro, ma ciò non è avvenuto.