Autore: Noemi De Luca – I A scientifico

  • La vertiginosa esponenzialità del progresso umano

    La vertiginosa esponenzialità del progresso umano

    Nel corso della storia il mondo ha subìto delle metamorfosi; la biologia, la chimica, la medicina , l’astronomia hanno contribuito. Tra le più rilevanti scoperte del passato riscontriamo: la clonazione della pecora Dolly (che fu il primo mammifero clonato da una cellula somatica),la scoperta della penicillina ( strumento con funzione antibiotica contro le infezioni batteriche), la teoria della relatività, la scoperta del DNA, i buchi neri. Negli ultimi decenni sono stati fatti passi da giganti; gli scienziati si stanno spingendo oltre la razionalità. Alcuni studi hanno confermato che si è realizzato un decodificatore cerebrale in grado di trascrivere i pensieri della mente umana. Non si tratta di un aggeggio che viene impiantato nel cervello ma solo di scansioni di risonanza magnetica; in teoria applicando questa procedura si é in grado di leggere il pensiero umano. Mi sembra qualcosa di sovrumano , un tentativo di assorbire con un solo sguardo l’anima umana. In questo esperimento emerge come tassello principale l’intelligenza artificiale. Quest’ultima  è agli albori ma si hanno tutte le intenzioni di approfondire e di scovare nuove tecnologie che possono essere adottate per compiere questi studi. Dovremmo essere elettrizzati per queste evoluzioni ma tutti si pongono una domanda: Fino a dove si spingerà la scienza? Dovremmo preoccuparci di un futuro mondo robotico? La maggior parte delle persone teme la scienza per diversi motivi, in primis: Sono terrorizzati dagli effetti che potranno scaturire da scoperte totalmente impensabili , dovendosi semplicemente affidare a dei pensieri “incerti “ che nessuno oltre a loro (gli scienziati)  possono confermare veri ,proprio come constata  il mito di Frankenstein: ovvero l’idea che gli scienziati possano manipolare il materiale biologico con effetti non prevedibili sulla vita e sulla libertà ( proprio come tratto dal libro di Mary Shelley il dottore ha voluto superare il confine della razionalità  ;così facendo attraverso un materiale senza vita ha dato origine ad una creatura che lui stesso abbandona tradito dalle sue stesse azioni).Altri invece contrastano queste opinioni favorendo il progresso scientifico vedendo in esso un mezzo attraverso il quale si arrivi a vedere i limiti connessi ad un eventuale problema che vede come protagonista il genere umano.

  • I giovani, la tecnologia e la sessualità

    I giovani, la tecnologia e la sessualità

    Lo smartphone ci consente di accedere ad una grande quantità di informazioni, di comunicare con persone distanti ma anche di rafforzare le relazioni che instauriamo con persone che vediamo tutti i giorni. Alcuni studiosi hanno dimostrato che lo smartphone riduce lo stress di adolescenti e adulti in quanto svolge una funzione di distrazione; quindi li allontana da situazioni sgradevoli. Attraverso lo smartphone accediamo ai social network che ci permettono di costruirci un’identità digitale con la quale ci presentiamo agli altri ma anche di superare i confini spazio-temporali. Sempre più utilizziamo con continuità i social e, quando qualcosa ci impedisce di farlo, ci facciamo trascinare dalla paura di non assistere ad un evento importante: in questo caso si sfocia nel FOMO ( una forma di ansia sociale caratterizzata dal desiderio di rimanere continuamente in contatto con le attività che fanno le altre persone, e dalla paura di essere esclusi da eventi, esperienze) che riduce il nostro benessere ma al tempo stesso ci spinge ad utilizzare i social, perdendo il senso dell’orientamento e di appartenenza. 

    Un esempio è il sexting. Il termine sexting nasce dall’unione delle parole sex e texting e definisce una serie di comportamenti di scambio (come inviare, ricevere e postare) di contenuti sessualmente espliciti attraverso smartphone e social network. I dati ci dicono che questo fenomeno è particolarmente diffuso tra gli adolescenti che, in una prospettiva evolutiva, vedono proprio il sexting come un nuovo modo di esplorare la loro sessualità, oltre che come uno strumento di divertimento e utile per dimostrare interesse e fiducia al proprio partner.

    Si associano al sexting adolescenziale dei fattori individuali e dei fattori sociali che spingono alla pratica di questo fenomeno.

    Tra i fattori individuali rientrano lo scarso senso di responsabilità degli adolescenti,  il sensation seeking che può essere definito come la volontà di ricercare esperienze nuove, una scarsa autostima.

    Tra i fattori sociali ci sono la normalizzazione del sexting, la pressione dei pari e il bisogno di popolarità che può variare in base al genere: i maschi che praticano sexting ottengono prestigio, mentre le ragazze ricevono solo giudizi negativi. In questi casi servirebbe maggior controllo da parte dei genitori per far ragionare i propri figli che inconsapevolmente si stanno addentrando in territori sconosciuti.

    ➢ Il monitoraggio va inteso come la conoscenza e la supervisione delle attività dei figli da parte dei genitori. Ad un maggiore monitoraggio corrispondono meno comportamenti di sexting (ovviamente senza valicare i confini della privacy);

    ➢ la mediazione comprende gli interventi genitoriali e l’imposizione di norme. Ad una maggiore mediazione corrispondono meno comportamenti di sexting;

    ➢ il funzionamento familiare deve corrispondere ad un giusto coinvolgimento emotivo. Ad un maggiore invischiamento corrisponde una maggiore frequenza di sexting così come ad una buona comunicazione corrispondono meno comportamenti di sexting.

    Gli studiosi guardano con grande attenzione allo smartphone. Alcuni credono che un utilizzo eccessivo di questo dispositivo possa avere delle conseguenza a livello fisico (dolori articolari e problemi nella postura), ad un livello psichico (stress, ansia) e a livello sociale (peggioramento delle relazione), mentre altri credono che possa generare una vera e propria dipendenza comportamentale.

    Pertanto le tecnologie costituiscono un enorme passo in avanti compiuto dalla nostra civiltà ma, nell’ambito relazionale, devono rafforzare  relazioni profonde nate in precedenza nella vita reale perché altrimenti si cade nel tranello dei social per cui, come afferma la scrittrice Silvia Avallone, “ciò che accade sui social accade di più”. Sarebbe bello, invece, che riscoprissimo la bellezza di un abbraccio, di una chiacchierata davanti ad un caffè perché la vita è qui adesso e non sui social.