Autore: Simone Maria Gargiulo V B classico

  • Presentazione libri da parte degli autori 2020/2021

    Presentazione libri da parte degli autori 2020/2021

    Il nostro Liceo Pitagora Benedetto Croce ha organizzato una serie di incontri con gli autori, alcuni di questi si sono già svolti. In occasione del Dantedì, il 22 marzo le classi quarte e quinte hanno dialogato con i professori Alberto Casadei, Armando de Martino e Francesco Sabatini su alcune delle tematiche più significative della produzione dantesca. In particolare, Casadei ha affermato che Dante è ancora una necessità per noi oggi, dal momento che, grazie alla capacità di legare la sua biografia con il mondo, riesce a darci il senso di un’interpretazione più profonda del reale. Molto interessante, inoltre, il confronto con Primo Levi e Montale: la zona grigia di Levi che diventa un problema di comportamento sociale e la Clizia montaliana che in qualche modo può essere definita la nuova Beatrice. Il professore De Martino, invece, ci ha esortati a porre attenzione alla forma linguistica delle parole e all’importanza della musicalità dei versi della Commedia.  Il professor Sabatini ci ha spiegato che Dante riesce a dare una concretezza alle sue riflessioni da tutti i punti di vista: sociali, politici, addirittura neurologici. Il presidente onorario dell’Accademia della Crusca ha ribadito, inoltre, la fondamentale importanza della lingua e ha concluso dicendo che la Commedia riguarda l’esperienza umana in tutti i campi; di conseguenza, privare un giovane dell’opportunità di conoscere Dante significa renderlo  incapace di riflettere di fronte a determinate opere di grande ricchezza e importanza. Infine, ma non per importanza, il notevole intervento di Ermanno Corsi, il quale ha affermato che, se non avessimo la lingua di Dante, saremmo mille anni indietro, in quanto è proprio con il Sommo Poeta che è nata la coscienza dell’unità linguistica; pertanto, egli è una necessità per noi oggi anche per irrobustire la coscienza dell’unità e dell’unificazione nazionale.

    Relativamente alle tematiche ambientali, il 20 febbraio c’è stata la presentazione del testo di Sergio Cirillo intitolato Lucido, racconto fantastico sull’intreccio tra gestione dei rifiuti e criminalità organizzata. Nel suo intervento alle classi seconde lo scrittore ha fatto riferimento ad argomenti di drammatica e stringente attualità, come le discariche a cielo aperto o la gestione illegale dei rifiuti, ma ha anche lasciato a noi giovani un grande messaggio di speranza e, al contempo, un invito ad agire, illustrando come, per salvare il nostro pianeta, sia possibile partire da poche e semplici norme di comportamento.

    Sempre in relazione all’ambiente, il 6 marzo si è tenuto un incontro con il docente toscano Rossano Ercolini che ha presentato agli alunni il testo Rifiuti Zero: dieci mosse che ci porterebbero a risolvere il problema”, in collaborazione tra il Dipartimento di Lettere e il Dipartimento di Scienze. Si è trattato di una vera e propria lezione magistrale sull’ambiente, nella quale Ercolini, coordinatore del centro di Ricerca Rifiuti Zero e vincitore del Goldman Environmental Prize ha ribadito agli alunni delle classi terze che la questione ambientale non può più essere   trascurata e che il “nostro conto è in rosso”, in quanto ogni anno ad agosto sono già state consumate tutte le risorse che il pianeta può rinnovare in un anno. A salvarci sarà proprio la cultura, secondo Ercolini, il quale auspica inoltre  che gli italiani si dimostrino in grado di gestire l’enorme e incommensurabile patrimonio artistico e di civiltà che abbiamo ereditato dagli antichi.

    Il prossimo 12 aprile gli alunni delle classi prime del nostro liceo incontreranno lo scrittore e giornalista Raffaele Sardo per la presentazione del suo libro La sedia vuota, che raccoglie storie di vittime innocenti della criminalità, tra le quali quella dell’imprenditore Luigi Staiano, ucciso a Torre Annunziata il 4 luglio 1986.

    Nell’ambito della tematica della legalità, è anche in programma  per alcune classi terze la presentazione del libro La stampa addosso (Giancarlo Siani, la vera storia dell’inchiesta), romanzo documento del magistrato Armando D’Alterio, in cui l’autore ha ricostruito le tappe dell’inchiesta che ha fatto condannare mandanti ed assassini del giornalista.

    Il 23 aprile prossimo, Paolo Siani porterà agli alunni  delle classi quarte un’importante testimonianza di impegno civile, attraverso la presentazione del libro Giornalista Giornalista, in cui sono stati raccolti gli articoli più significativi pubblicati dal fratello Giancarlo  sul quotidiano “Il Mattino”.

    In occasione della Notte dei Licei, che si terrà il 28 maggio 2021, i nostri alunni della redazione de LO STRAPPO dialogheranno con il giornalista Ermanno Corsi, sul testo 60 di giornalismo nelle prefazioni ai libri di Ermanno Corsi, editrice Compagnia dei Trovatori-Napoli, che contiene undici prefazioni ad altrettanti libri dell’autore, curate da autorevoli esponenti del mondo del giornalismo e della cultura .

     

    Simone Gargiulo, III B classico

  • Dante dalla A alla Z: V come “Virgilio”

    Dante dalla A alla Z: V come “Virgilio”

    Virgilio è, al tempo stesso, allegoria della ragione, la guida che accompagna Dante nel viaggio ultraterreno e il poeta esistito, vissuto nella Roma di Augusto. Agli occhi di Dante, Virgilio è guida e poeta. “Poeta che mi guidi, guarda la mia virtù s’ell’è possente, prima ch’a l’alto passo tu mi fidi” (Inferno, II, vv.10-12). È una guida come poeta, perché nel suo poema, nel viaggio agli Inferi di Enea, sono profetizzati e celebrati l’ordinamento politico che Dante considera esemplare e la pace universale sotto l’impero romano; perché nel suo poema è cantata la fondazione di Roma, sede predestinata del potere temporale e spirituale, in vista della sua futura missione.

     

    Soprattutto egli è una guida, come poeta, in quanto tutti i grandi poeti posteriori furono infiammati e ispirati dalla sua opera. Virgilio è una guida come poeta perché, come credevano i lettori medievali, ha anche annunciato, nella quarta Egloga, l’ordine eterno e sovratemporale, la venuta di Cristo, che era un tutt’uno col rinnovamento del mondo temporale: sia pure senza sospettare il significato delle proprie parole, ma in maniera tale che questa luce potesse infiammare i posteri.

     

    Ma egli era destinato a fare da guida non soltanto come poeta, bensì anche come romano e come uomo: non possiede solo la bella parola, non solo l’alta sapienza, ma proprio le qualità che lo rendono capace di guidare e che distinguono il suo eroe Enea e Roma in generale: si parla di “iustitia” e “pietas”. La piena perfezione terrena è incarnata per Dante già nel Virgilio storico, il quale è da lui considerato una “figura” per il personaggio, ora adempiuto nell’aldilà, del poeta-profeta che fa da guida.

     

    Simone Gargiulo, III B classico

  • Rispondendo alla lettera della professoressa Tancredi…

    Rispondendo alla lettera della professoressa Tancredi…

    I nostri studenti rispondono a Nicoletta Tancredi, giovane docente in un liceo campano, che ha scritto una lettera ai suoi studenti invitandoli a non sprecare il momento particolare che stiamo vivendo.

    https://m.famigliacristiana.it/articolo/prof-scrive-agli-alunni-a-distanza-la-lettera-e-una-lezione-di-vita.htm

     

    Cara professoressa,

    La ringrazio per la bellissima lettera che ha scritto a noi studenti, e mi trova pienamente d’accordo con quanto ha detto: questo non è e non sarà assolutamente un anno sprecato; è vero che siamo quasi da 1 anno in didattica a distanza, siamo diventati dei veri esperti: tra computer, Zoom, Google Meet, codici, link per le riunioni, Google Classroom; ormai tutto questo è entrato a far parte dell’ordinarietà, quando ci sembravano delle cose assolutamente distanti e futili. È un periodo in cui non possiamo svagarci come facevamo prima, uscendo con gli amici, facendo sport o altre attività che ora purtroppo sono assolutamente da evitare a causa di questa pandemia.

     

    Ebbene la nostra quotidianità è stata totalmente stravolta dal coronavirus. Siamo stati costretti ad una chiusura fisica, ma non mentale. Di questi tempi ho imparato molte cose, ho fatto errori, li ho compresi, proprio come se ci trovassimo in una situazione normale. Anzi, sono certo di poter affermare, che questo periodo è stato il più importante di moltissimi altri che ho vissuto: sono riuscito a dedicare più tempo alla mia famiglia; ogni giorno, attorno alla tavola, a colazione, pranzo e cena, c’eravamo tutti; non c’era chi era impegnato a scuola, chi all’università, chi in tribunale. Eravamo sempre tutti uniti, a condividere riflessioni e pensieri su cosa stava succedendo. E forse è stato proprio questo l’aspetto più bello della quarantena e dei vari lockdown che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo: lo stare in famiglia, sperimentare insieme cose nuove, dedicarsi alla cucina; chi si improvvisava pasticciere, chi panettiere, chi fornaio.

     

    Ho riscoperto il divertimento e l’unione che riescono a creare i giochi da tavolo, i giochi di ruolo; siamo diventati degli esperti di scacchi in una settimana. Non intendo dire però che c’era bisogno di un virus mortale che si espandesse a macchia d’olio, e che uccidesse tantissime persone, per imparare e scoprire cose nuove; intendo dire che in fondo, i lati positivi in questo terribile momento che stiamo vivendo ci sono, ci sono eccome. Vedere i compagni di classe, i tuoi professori, anche i tuoi amici e i tuoi parenti solamente attraverso uno schermo sicuramente non è il massimo. Ma anche questo è stato d’insegnamento: abbiamo capito l’importanza della scuola. Che ormai è evidente il fatto che le videolezioni non potranno mai sostituire le vere e proprie lezioni in presenza, quelle in cui ci si guarda negli occhi, non attraverso una telecamera, quelle in cui si osservano le reazioni dei prof, dei tuoi compagni, quelle in cui c’è pura interazione e partecipazione. Un ruolo fondamentale, oltre a quello affidato ai medici, in questo periodo è anche quello svolto da tutti gli insegnanti. Avendo una mamma che insegna, so perfettamente che non è per niente semplice organizzare una lezione in didattica a distanza, con modalità e strategie molto differenti rispetto a quelle utilizzate in presenza.

     

    È sicuramente molto più faticoso e talvolta anche frustrante quando non si riescono a raggiungere i risultati sperati. Ma proprio voi insegnanti siete stati eccezionali, avete dimostrato una grande capacità di adattamento, di resilienza, siete riusciti ad impadronirvi di applicazioni e di tecnologie con le quali non avevate dimestichezza e non eravate avvezzi ad utilizzare. In questo momento buio, ci avete comunque tenuto compagnia tutte le mattine, siete riusciti a trasmetterci la vostra passione con entusiasmo, e siete riusciti a farci staccare un po’ da quella che era la terribile realtà che ci circondava e che ancora purtroppo ci circonda. Ebbene professoressa, credo proprio che siano questi i periodi, i momenti che ci aiutano a riflettere e a guardare le cose da un’altra prospettiva; ho capito che in fondo vivere non significa uscire tutte le sere, andare a ballare, organizzare feste o cose del genere; vivere significa stare con la tua famiglia; vivere significa che se un giorno tutto dovesse andare male, hai sempre qualcuno su cui contare; vivere vuol dire saper riconoscere chi davvero ti vuole bene e chi davvero tiene a te. E infine vivere, vuol dire saper trasformare anche i momenti più bui e tristi, in occasioni per imparare e per maturare, in momenti che non dimenticheremo mai non solo per le cose negative, ma soprattutto per le cose belle che sono accadute.

     

     

  • Mattarella premia gli eroi del quotidiano

    Mattarella premia gli eroi del quotidiano

    Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito recentemente 36 onorificenze al merito. Si tratta di eroi di ogni giorno che si sono distinti per l’impegno quotidiano nella solidarietà, nel volontariato, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute.

     

    Sono state premiate ben 21 donne e 15 uomini, tra questi tre sacerdoti. Donne, dalla  più giovane di 18 anni alla volontaria della Croce Rossa che a 92 anni risponde alle urgenze anche nell’anno del Covid-19. Ci sono le “Cuoche Combattenti” che hanno trovato la strada per uscire dalla violenza di genere per ritrovare dignità e  indipendenza economica.

     

    C’è anche chi ha riconosciuto nella vulnerabilità di tutte le donne in difficoltà o in carcere un valore aggiunto e ha messo su una sartoria per dare una seconda possibilità a tutti. C’è chi promuove la cultura della legalità da Palermo a Napoli come strumento di inclusione, recuperando con un pallone la fiducia tra giovani a rischio e forze dell’ordine, o con un’idea diversa del sociale: la resistenza, che non è assistenza ma responsabilità.

    Bellissima la storia di Mattia che, vestito da Spider-Man, gira negli ospedali pediatrici della Liguria per strappare un sorriso ai bambini ricoverati. Quando il 27enne savonese non lavora, si trasforma nel supereroe per dare conforto a piccoli pazienti: “Io per primo sono stato un paziente del Gaslini di Genova, e ho deciso di ritornare in corsia come volontario; le loro emozioni sono la mia forza”, afferma Mattia.

    È bello ascoltare notizie del genere che mettono in risalto il bene che esiste.  Da tutto ciò ci arriva un messaggio di speranza, soprattutto in questo periodo particolare che stiamo vivendo. Ebbene sono proprio queste le persone che al giorno d’oggi possono fare la differenza: persone che dedicano un po’ del loro tempo al prossimo e da questo traggono la forza per sentirsi vivi ed essere testimoni della possibilità di costruire un mondo migliore, senza individualismo e indifferenza.

  • Ludwig van Beethoven: 250 anni in compagnia del suo genio

    Ludwig van Beethoven: 250 anni in compagnia del suo genio

    Il 16 dicembre del 1770, circa 250 anni fa, nasceva Ludwig van Beethoven, grande compositore della musica classica nonché maggiore esponente della corrente del Romanticismo.  Le sue composizioni, perlopiù pezzi molto drammatici, sono considerate  veri e propri capolavori; Beethoven, con il suo genio, è riuscito ad imprimere un emblematico sigillo alla tradizione colta della musica occidentale.

     

    Fu un compositore capace di  trasformare progressivamente in senso “moderno” tutte le forme musicali, nella struttura e nella sostanza, dalla sinfonia alla sonata, dal concerto al quartetto di archi; da questo punto di vista, infatti, rappresentò un modello di riferimento per i musicisti successivi. Perciò, a ragione, Beethoven viene per l’appunto definito come il “Titano della musica”.

     

    Fu attento lettore della letteratura e della filosofia del suo tempo, ma anche del periodo classico: “Plutarco mi ha consolato e mi ha ispirato la rassegnazione. Sono fermamente risoluto a contrapporre alle avversità del destino un’anima forte, anche se vi sono dei momenti in cui io sono la creatura più disgraziata del mondo”, sosteneva Beethoven.

    Le sue opere più celebri, dall’Eroica all’Inno alla gioia sono tardive e composte in circostanze del tutto sorprendenti, ovvero a 26 anni quando il musicista aveva ormai perso l’udito divenendo totalmente sordo. L’artista tentava di nascondere questa sua malattia dal momento che temeva che essa potesse compromettere la sua carriera; questo giustifica il fatto che molto spesso Beethoven veniva considerato come una persona schiva e con caratteri di misantropia.

    Ascoltando una composizione di Beethoven, si avverte quanto questa forma d’arte sia davvero sublime e quanto lui avesse ragione nel sostenere che “la musica costituisce una rivelazione più alta di qualsiasi filosofia”. La sonata per pianoforte n°8, definita anche “Patetica”, che io amo suonare, riesce ad imprimermi forza e, allo stesso tempo, ad alleggerirmi l’animo e a proiettarmi in una dimensione superiore. Come Beethoven stesso affermava, “ogni vera creazione d’arte è indipendente da colui che l’ha realizzata, più potente dell’artista stesso e ritorna al Divino attraverso la sua manifestazione. In questo è un tutt’uno con l’uomo che è testimone dell’espressione del Divino in sé”.

  • La magia del San Carlo in diretta Facebook

    La magia del San Carlo in diretta Facebook

     

    La sera del 4 dicembre c’è stata la presentazione online della Stagione lirica del teatro San Carlo di Napoli con “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni in forma di concerto, che ha accolto ben oltre 40.000 utenti i quali hanno assistito alla prima rappresentazione in streaming in uno dei teatri più antichi d’Europa. Tutti hanno espresso grande entusiasmo per questa iniziativa, con moltissimi commenti positivi di utenti da ogni parte del mondo.

    In particolare, tra gli spettatori virtuali di Cavalleria rusticana è stato presente anche il Ministro Franceschini che ha affermato: “E’ davvero una grande gioia essere qui con voi un altro anno, quest’anno per la Cavalleria rusticana al San Carlo, per l’avvio di un anno che sarà diverso dagli altri”. Ebbene sappiamo tutti che questo non è un anno come gli altri, caratterizzato dalla pandemia causata dal COVID-19.

    Il lirico più antico di Europa ha ospitato una grande quantità di spettatori virtuali. Un successo enorme, quindi, che dovrebbe proprio spingere le istituzioni a considerare maggiormente o magari ad ampliare il progetto  di una piattaforma della cultura italiana online, a maggior ragione nella specifica situazione in cui attualmente ci troviamo. Un tale provvedimento potrebbe risultare molto proficuo e vantaggioso. È notevole notare a tal proposito come, a una chiusura di tutti i teatri e in generale di tutte le attività legate al mondo dello spettacolo, il San Carlo abbia risposto sfruttando le tecnologie di cui oggigiorno disponiamo. Le attività online del massimo napoletano continuano in tutto il mese di dicembre. Sono in programma quartetti, le stagioni di Vivaldi, concerti di Natale, il Gala Mozart e Belcanto e tanto altro, tutto in diretta sulla pagina Facebook del Teatro San Carlo.

    Sono sempre stato fin da piccolo un grande appassionato di musica. Studio pianoforte da quasi otto anni, e ho sempre ritrovato nella musica una vera e propria compagna, con cui comunicare ed esprimere al meglio i miei sentimenti e le mie emozioni. Pertanto, soprattutto in questo tempo di pandemia, consiglio vivamente di assistere alle opere liriche e ai concerti che presenterà prossimamente il San Carlo: un’ottima opportunità per distrarsi, per viaggiare con la mente, per nutrire l’anima, distogliendosi dai pensieri negativi che purtroppo incombono in questo periodo terribile.

  • “Cronaca di una morte annunciata”: l’uccisione di Santiago Nasar e Cayetano Gentile

    “Cronaca di una morte annunciata”: l’uccisione di Santiago Nasar e Cayetano Gentile

    Il romanzo “Cronaca di una morte annunciata” è stato scritto da Gabriel García Márquez e pubblicato nel 1981, pochi mesi prima che l’autore ricevesse il Premio Nobel per la letteratura. Ripercorrendo brevemente la trama del libro, quest’ultimo narra la vicenda di Santiago Nasar che, accusato di aver deflorato Angela Vicario, era stato assassinato dai fratelli della donna, Pablo e Pedro Vicario con l’intenzione di difendere l’onore della propria famiglia. Dunque, tutti vengono a sapere che Santiago sta per essere ucciso. García Márquez annuncia fin dalle prime righe chi sarà la vittima, per poi tenere il lettore legato alla narrazione delle indagini intorno alle circostanze e alle ragioni dell’assassinio.

    È interessante, ma allo stesso tempo sconvolgente, notare come l’unico a rimanere all’oscuro di tutto è Santiago Nasar stesso, nonostante i gemelli Vicario avessero manifestato la loro chiara intenzione di ucciderlo. “Cronaca di una morte annunciata” non è tanto il racconto di un omicidio, bensì di come questo sia potuto avvenire pur essendo stato annunciato. Nel romanzo, infatti, si può distinguere una mentalità popolare caratterizzata da arretratezza morale e culturale ma in particolare segnata dal pregiudizio: se da una parte, la fatalità ha certamente avuto un peso nel far sì che Santiago restasse all’oscuro di ciò che il paese commentava da ore, in realtà la vera causa dell’indifferenza dei paesani è proprio la convinzione generale che l’onore offeso rappresentasse una valida motivazione per uccidere.

     

    L’impatto di Cronaca di una morte annunciata è ulteriormente accentuato dalla consapevolezza che la narrazione si basa in parte su alcuni eventi reali vicini all’autore. Il delitto originale avvenne lunedì 22 gennaio 1951, nella città di Sucre. In quella data, la futura moglie di García Márquez Mercedes Barcha Pardo, gli lascia un messaggio nei pressi della redazione di El Heraldo, nella quale lavorava Márquez, con su scritto “Hanno ucciso Cayetano”. Cayetano Gentile era un grande amico di Gabo (soprannome con cui era conosciuto Gabriel García Márquez), di origine italiana, di bell’aspetto e studente di medicina del terzo anno. Fu ucciso a colpi di coltello dai fratelli Victor Manuel e Josè Joaquín, i due fratelli di Margarita Chica, la quale aveva accusato Cayetano di essere responsabile della perdita della sua verginità.

     

    A questo punto, iniziò a maturare nella mente di Gabriel Garcia Marquez di scrivere un romanzo proprio sulla fatalità e sulla responsabilità, di cui abbiamo parlato prima, partendo dalla morte di Cayetano Gentile. Per concludere, bisogna evidenziare che la madre dell’autore non leggerà mai il romanzo affermando che “Una cosa risolta così male nella vita non può risolversi bene in un libro”.