Un addio malinconico, inconsueto per uno come Francesco Totti, sempre pronto a ridere e non abituato a piangere davanti al pubblico. Ieri, il capitano della Roma, dopo aver letto una lettera, si è tolto per l’ultima volta la fascia di capitano e ha stretto forte a sé la moglie e i figli. Monchi dice: “E’ stato l’imperatore del calcio”. E, in effetti, Totti oltre a rappresentare tanto per il calcio, ha rappresentato tanto anche per la sua città, restandovi sempre fedele. Anche il premier del Canada, Justin Trudeau, ha voluto rendere omaggio al capitano giallorosso. Impressionato, tra l’altro, dalla festa che i tifosi hanno riservato a Totti. “Starei qui altri 25 anni” ha scritto Totti nella sua lettera. Il risultato? L’Olimpico in lacrime, compresi i giornalisti. “Sei stato il nostro avversario sportivo più acerrimo ma abbiamo avuto modo di apprezzare la levatura dell’uomo. In bocca al lupo Francesco Totti, da parte della nostra famiglia”, il messaggio lasciato da Giorgio Sandri, papà di Gabriele, il tifoso del Lazio ucciso nel 2007. L’ex tecnico del Leicester Claudio Ranieri, invece, dice: “L’addio di Totti? L’hanno detto tutti tranne che lui.” Il futuro dell’ormai ex-calciatore è dunque ancora incerto, tra battute e richiami all’estero. Certamente il calcio è per lui una passione così forte che non smetterà mai di alimentarla. Per celebrare la sua ultima partita il capitano non ha badato a spese e ha offerto ai suoi compagni giallorossi una raffinata cena al ristorante all’hotel Cavalieri Hilton.
Categoria: Sport
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L’addio di Totti
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Real Madrid – Napoli, prima e dopo
Tutti i tifosi del Napoli ricorderanno benissimo cosa è accaduto il 12 dicembre 2016. Siamo a Nyon, in Svizzera, ormai diventata casa dei sorteggi delle due massime competizioni continentali, la Champions League e l’Europa League.
Ed ecco che, per un fatale scherzo del destino, lo scontro tra Davide e Golia si riaccende nelle sue migliaia di sfaccettature: non è raro infatti, nel mondo del calcio, trovare una corazzata contro una squadra non certo della sua caratura. Da una parte abbiamo loro, i Golia della situazione, i Blancos, o meglio i Galacticos, così chiamati per il loro gioco straordinario e appunto galattico, i campioni in carica e forse la squadra di club più forte al mondo: il Real Madrid. Dall’altro lato Davide, che non può affidarsi che a un miracolo, come nel famoso racconto: il Napoli. A pensarci è un vero e proprio scontro tra classi sociali: da un lato coloro che hanno nel loro nome “Real”, gli imperatori del calcio mondiale, e dall’altro una squadra che rappresenta tutto un popolo, un popolo controverso, ma che merita questa sfida.
D’altronde nel capoluogo campano, il calcio è molto più di uno sport, magari per qualche fanatico è addirittura una specie di “religione”. E se per un buon cristiano è necessario andare in chiesa una volta alla settimana, di solito la domenica, così per questi uomini è necessario appunto sostenere il proprio “credo” ogni fine settimana.
Neanche a dirlo, appena è stato scoperto il blasonato avversario, la città e il suo popolo hanno cominciato una lunga marcia per prepararsi, sicuramente con grande trepidazione alla sfida. Gli azzurri di mister Sarri hanno sicuramente infiammato la platea nel corso di questi mesi, a suon di goal e di grandi prestazioni, guidati da Dries Mertens, Lorenzo Insigne e Marek Hamsik, la bandiera, il capitano e forse il miglior giocatore dei partenopei.
Il giorno della partita è stato il culmine dell’entusiasmo dei tifosi di fede azzurra: a Napoli la gente non poteva che parlare di quello che sarebbe accaduto la sera e la città era praticamente in festa; i più positivi pensavano al colpaccio, ad affondare Golia a casa sua. Purtroppo per i Napoletani e per tutto il calcio italiano ciò non è avvenuto. Dopo un improvviso quanto meraviglioso sigillo di Insigne la difesa azzurra è crollata ben tre volte sotto i colpi degli arrembanti Galacticos, guidati da “sua eccellenza” Cristiano Ronaldo. Il risultato al termine dei primi novanta minuti parla chiaro: Real 3, Napoli 1. Pare che, almeno per questa volta, Golia sia riuscito a battere Davide.
Dal canto loro, i tifosi azzurri continuano a stimolare i loro beniamini verso l’Impresa: battere i galattici tra le mura amiche per ben due reti a zero, se si vogliono evitare gli estenuanti supplementari o addirittura la roulette russa dei calci di rigore.
L’obiettivo appare irraggiungibile, ma il popolo napoletano è pronto a spingere i suoi undici leoni contro gli alieni spagnoli. Questi ultimi si troveranno a giocare in un inferno calcistico, caratterizzato come quello dantesco da urla e lamenti, e i sessantamila del San Paolo proveranno a spaventare i blancos; ma tutto sommato anche quest’ultima pare un’impresa impossibile, visto che il Real è stato in grado di espugnare il Camp Nou di Barcellona, fortino degli altri alieni in casacca blaugrana.I sessantamila di Fuorigrotta allora dovranno obbligatoriamente guidare gli azzurri verso l’Impresa: d’altronde è stata persa una battaglia, ma non la guerra. Forse, come nel racconto, anche questa volta Davide avrà la meglio contro il galattico Golia?
Gennaro Pesacane, 3A classico
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Solo il fato poté sconfiggerli
Durante le prime ore del 29 novembre 2016 c’è stato un tragico incidente aereo.
Su quel velivolo c’era la Chapecoense, club brasiliano in viaggio per la finale di andata di coppa sudamericana. I giocatori avrebbero dovuto sfidare l’Atletico Nacional, ma sono morti quasi tutti. Nell’incidente hanno perso la vita 71 persone, tra cui giornalisti, dirigenti e giocatori.
Ci sono stati solo pochi superstiti, due membri dell’equipaggio, tre giocatori e un giornalista.
Le cause del disastro non sono chiare: si è pensato a un guasto nell’impianto elettrico, a un’avaria del motore oppure, cosa che sembra molto più probabile, a un guasto dovuto a carenza di carburante.
L’episodio ci riporta indietro nel tempo, al 1949, data storica per gli appassionati di calcio. Nel giorno 4 maggio di quell’anno si consumò la tragedia di Superga, dove la più forte tra le squadre dell’epoca, il Grande Torino, perì atrocemente.
La Chapecoense è tutt’altro che un club storico: fondato nel 1973, ha raggiunto il suo apice proprio in questi anni con la qualificazione al secondo torneo continentale per importanza, dopo la “Copa Libertadores”. I Brasiliani erano considerati la “cenerentola” del torneo, grazie agli inattesi grandi risultati. Nel mondo dei social, in molti hanno tributato immagini, pensieri e hashtag per i bianco-verdi brasiliani. Tutto il mondo è rimasto traumatizzato dalla notizia, dai comuni cittadini alle autorità.
In un gesto di grande sportività, i colombiani dell’Atletico Nacional hanno chiesto che la coppa sia assegnata alla Chapecoense. Da tutto il Brasile sono arrivati prestiti per aiutare la società ormai distrutta. Inoltre il presidente del PSG, società parigina, ha donato quaranta milioni di euro ai Brasiliani. Molti monumenti nel mondo si sono tinti di bianco-verde e lo stadio di Wembey a Londra ha lanciato l’hashtag “ForçaChape” in onore dei brasiliani.
All’epoca del Grande Torino, fu formulata la frase “solo il fato poté sconfiggerli”; oggi, purtroppo, la frase è tornata attuale. E’ davvero triste pensare alla tragica fine di queste persone: stavano solo inseguendo il loro sogno. Il destino ha strozzato le loro speranze. Solo il destino poteva ucciderli, solo il caso poteva batterli.
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GSS di basket, il liceo Pitagora – B. Croce vola in finale
“Siamo felici per queste vittorie, sono state partite molto sofferte, ma il basket è anche questo. Vogliamo portare il trofeo a casa”, ha affermato il coach Ammirati al termine della partita.
Al Liceo Pitagora – B. Croce, la squadra allenata da Federico Ammirati e composta da Davide Mazzola, Mario Veropalumbo, Tony Ascione, Davide Morrone e Davide Vecchione, è sempre più una big dei GSS (giochi sportivi studenteschi) di basket. Dopo essersi imposta nei preliminari contro il “Nobel” di Torre del Greco, il “Silvestri” di Portici ed il “Nitti” di Portici, non concedendo spazio agli avversari, vincendo tutte le tre partite del girone e staccando il pass per le semifinali. Le semifinali sono state un’ulteriore conferma della forza di questo gruppo che, presso San Giorgio, accompagnato dal professore Mercurio e dalla professoressa Bellerani, ha affrontato due partite ricche di agonismo e grinta. Nel primo match il Pitagora si è imposto sull’ istituto Calamandrei di Napoli, dopo una gara molto combattuta e decisa solo allo scadere del tempo. Nel secondo match, la squadra del liceo torrese ha compiuto una vera e propria “Remuntada”, prendendo in prestito un termine calcistico che ben si presta a descrivere “l’impresa” realizzata. Una vittoria in rimonta sul liceo “Don Milani” di Gragnano, il quale a un certo punto credeva di essere già qualificato al turno successivo, senza fare i conti con i giocatori torresi. Essi non hanno mollato la presa, hanno colpito gli avversari giocando ogni pallone e macinando punti su punti che hanno permesso al liceo torrese di qualificarsi per la finale senza bisogno di scendere in campo per l’ultima partita. Da riportare anche la vittoria del liceo “Calamandrei” sul liceo di Gragnano, una gara a senso unico.
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Taekwondo: brillano i talenti del liceo
Tae, dare un calcio, kwon, pugno, do, arte: sono le tre parole che formano il termine Taekwondo, un’arte marziale destinata a potenziare non solo il fisico, ma anche lo spirito di chi lo pratica. È un’arte di combattimento che prevede l’uso delle mani e dei piedi per colpire l’avversario con pugni e calci in volo. La FITA, Federazione Italiana Taekwondo, e la UNITAM, Unione Taekwondo e Arti Marziali stanno cercando di avvicinare i giovani a questa disciplina che dal 2000 è entrata a far parte delle discipline olimpiche. Il 27 e il 28 febbraio scorso è stata organizzata proprio dalla UNITAM la dodicesima edizione del trofeo internazionale Poomsae e Sparring tenutasi a Cervia, dove Donato Arcella e Giovanni D’Avino, due alunni del “Liceo Statale Pitagora – Croce” di Torre Annunziata, sono saliti sul podio, aggiudicandosi in due diverse categorie la medaglia d’oro. I due atleti, tesserati del New Health Club del maestro Franco Cirillo, sono i nuovi talenti del taekwondo del liceo sotto la guida del maestro Giovanni Taranto, attualmente direttore tecnico del settore Taekwondo del liceo. Dopo il trofeo internazionale di Cervia i due giovani atleti si sono cimentati il 13 marzo anche nei regionali Unitam di combattimento, conquistando la medaglia d’argento. Ai regionali si sono messi in luce altri due alunni dello stesso liceo, Raimondo Boccia e Antonio Fucentese, che insieme ad Arcella e D’Avino, parteciperanno ai campionati italiani di combattimento UNITAM. Una bella soddisfazione per l’intero liceo che sarà rappresentato da questi quattro alunni ai prossimi importanti eventi di Taekwondo. -

Incontro annuale: la partita del cuore
Anche quest’anno, il 22 dicembre, è stata organizzata nello stadio Giraud di Torre Annunziata, la “partita del cuore” in onore dell’evento denominato “Mettiamoci il cuore. Un defibrillatore per la vita”, per la raccolta fondi Telethon. I ragazzi e i docenti di diversi licei statali hanno partecipato e assistito alla quadrangolare di calcio tra i professori-veterinari, il L.S. “Pitagora – B. Croce”di Torre Annunziata, il L.S. “Tito Lucrezio Caro” di Sarno e il L.S. “Leonardo da Vinci” di Poggiomarino. All’evento hanno partecipato anche alcuni personaggi sportivi famosi, come il torrese Ciro Immobile, calciatore italiano attaccante del Siviglia e della Nazionale italiana che ha interagito con i ragazzi ed è stato direttamente intervistato dal nostro preside, prof. Benito Capossela; l’arbitro Marco Guida; i fratelli Antonio e Gianluigi Donnarumma, il primo portiere del Genoa e il secondo, sedicenne, portiere del Milan e della Nazionale Under 21 italiana.Le prime due squadre a sfidarsi sono state quelle del liceo di Sarno e di Poggiomarino; la sfida è terminata con un pareggio di 0-0. Sono stati i tiri di rigore a determinare la vittoria del liceo “Tito Lucrezio Caro” che ha avuto accesso alla finale. Dopo una breve pausa per dare tempo alle altre due squadre di riscaldarsi, si sono sfidati i ragazzi del liceo Pitagora e i professori-veterinari. Il nostro liceo è riuscito a vincere gli avversari con un punteggio di 2-0, raggiungendo così la finale.
Noi ragazze di III D abbiamo assistito alla finale Pitagora VS liceo di Sarno direttamente a bordo campo. Dopo alcuni brevi scontri tra i componenti delle due squadre, dopo sostituzioni e ammonizioni, la partita è terminata con la vittoria della squadra ospite di Sarno, con un punteggio di 1-0. L’incontro si è concluso con le premiazioni per i capitani delle rispettive squadre sfidanti.
Con la “partita del cuore” si è concluso il trimestre ed è iniziata la pausa natalizia. I ragazzi e gli insegnanti, dopo averci messo il cuore, sono pronti a salutare il 2015 per accogliere con gioia il 2016. Da noi ragazze della III D un felice augurio di Buon Natale e di un sereno nuovo anno!
Emma Forte, Nunzia Sabatino, Martina Cimmino
III D scientifico
Incontro annuale: la partita del cuore
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Intervista al calciatore torrese Ciro Immobile
Intervista al calciatore torrese del Siviglia, Ciro Immobile, a cura dei giornalisti de Lo Strappo, durante la “Partita del Cuore” organizzata dal Liceo Pitagora – B.Croce di Torre Annunziata nell’ambito dell’iniziativa “Un defibrillatore per la vita”.
Federica Cirillo, Syria Cira Imparato, Alessandro Palermo
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Intervista al portiere del Milan Gianluigi Donnarumma
Intervista al giovanissimo portiere del Milan, Gianluigi Donnarumma, a cura dei giornalisti de Lo Strappo, durante la “Partita del Cuore” organizzata dal Liceo Pitagora – B.Croce di Torre Annunziata nell’ambito dell’iniziativa “Un defibrillatore per la vita”.
Federica Cirillo, Syria Cira Imparato, Alessandro Palermo
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Bologna nel pallone
Un mare rosso-blu si riversa in piazza Maggiore: tifosi che urlano, si abbracciano, ridono e insieme piangono , sventolando la bandiera della loro squadra.Non è un sogno, è una realtà: finalmente di nuovo in serie A. Dopo un anno di purgatorio, grazie al pareggio nella finale dei play-off di ritorno con il Pescara, il Bologna chiude alla grande il campionato.
Numerosi cori si alzano a gran voce per acclamare gli eroi che hanno reso possibile questo sogno, i quali sfilano a bordo del pullman per le vie della città a tarda notte.
“ E’ la vittoria dei giocatori, se la meritano. Sono arrivati sfiniti a fine stagione, ma non hanno mollato. E’ una grande gioia. Io? Non ho meriti, i meriti sono tutti dei ragazzi”. Con queste parole l’allenatore Felice Delio Rossi si unisce ai festeggiamenti dei tifosi gratificando i suoi ragazzi per il loro lavoro.
Federica Cirillo e Syria Cira Imparato
Immagine di Silvia Maggi, link https://www.flickr.com/photos/silvia-m/3582662915/ licenza CC BY-NC-ND 2.0




