Tag: Ambiente

  • Jj4: bestia o vittima di un sistema inefficiente?

    Jj4: bestia o vittima di un sistema inefficiente?

    Nelle ultime settimane si è discusso molto dell’aggressione di un giovane runner da parte di un orso bruno femmina di 17 anni in Trentino.

    Il tragico evento è avvenuto lo scorso 5 aprile in una zona boschiva alle pendici del monte Peller, intorno a Caldes, vicino Trento. Il jogger ventiseienne si chiamava Andrea Papi e stava tornando a casa dopo una corsa ma [Le fotografie della vittima e dell'aggressore messe a confronto]ttutina, quando si è imbattuto nell’orsa e nei suoi cuccioli. Nei giorni successivi all’aggressione, la polizia scientifica ha compiuto alcuni accertamenti genetici che hanno identificato come colpevole dell’uccisione dell’uomo l’orsa Jj4. Inoltre, la Provincia Autonoma di Trento aveva già segnalato l’animale per aver attaccato un padre e un figlio, senza provocarne la morte, nel giugno del 2022 nella stessa zona dell’aggressione al corridore.

    L’orsa e i suoi cuccioli facevano parte di un progetto di ripopolamento delle foreste del Trentino avviato nel 1989, chiamato “Life Ursus”, per far fiorire una comunità di orsi bruni che fosse in grado di autosostenersi. Durante i 33 anni successivi, tuttavia, è stato scoperto che nel progetto erano presenti numerose falle, a partire dalla mancanza di misure che impedissero agli orsi di avvicinarsi ai centri urbani fino all’insufficienza di cartelli che ne segnalassero la presenza.

    La cattura dell’orsa è avvenuta nella notte tra il 17 e il 18 Aprile nei pressi della foresta della Val Meledrio, poco lontano dal luogo dell’aggressione. Probabilmente rallentata dai suoi cuccioli, è stata attirata con della frutta in una trappola tubolare e trasferita presso il centro faunistico del Casteller a Trento. I cuccioli, invece, non vi sono stati condotti poiché, secondo quanto ha riferito la guardia forestale, sono capaci di sostenersi in modo autonomo.

    È notizia di qualche giorno fa che il presidente della Regione autonoma del Trentino-Alto Adige Maurizio Fugatti ha firmato un’altra ordinanza per l’abbattimento di Jj4. Fugatti, infatti, aveva già inviato una prima richiesta che, però, il Tribunale Regionale di Giustizia amministrativa aveva sospeso dopo il ricorso presentato dalla Lega Anti Vivisezione.

    La possibilità che l’orsa venga abbattuta è elevatissima, in quanto è considerata pericolosa per i cittadini. Tuttavia, tale possibilità ha scatenato l’indignazione e le polemiche degli ambientalisti e degli animalisti italiani.

    Questo tragico caso solleva interrogativi sui diritti degli animali, le responsabilità umane e il ripopolamento delle specie in via di estinzione. Da un lato, in molti sostengono la decisione di abbattere l’orsa, nonostante questa non possa essere ritenuta responsabile diretta dell’atto, in quanto secondo la legge italiana ogni animale è oggetto di diritto. Pertanto l’unico responsabile giuridico dell’accaduto è l’ente o l’associazione affidataria. Al contrario, altri credono che sia stata effettivamente la negligenza umana a causare questo incidente, poiché non sono state messe in atto adeguate misure di sicurezza per prevenire vicende così tragiche. Non è chiaro cosa accadrà ora. Difatti, per una sentenza più esplicita si dovrà attendere l’11 maggio, giornata in cui il tribunale esaminerà il caso.

  • L’economia prima della vita

    L’economia prima della vita

    La COP26 è la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021. Da quasi tre decenni l’ONU riunisce quasi tutti i Paesi della terra per i vertici globali sul clima. Quando ci fu la COP21 nel 2015 che si tenne a Parigi, successe qualcosa di epocale: tutti i Paesi accettarono di collaborare per limitare l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi, puntando a mantenerlo a 1,5 gradi. Inoltre i Paesi s’impegnarono ad adattarsi all’ impatto dei cambiamenti climatici e a mobilitare i fondi necessari per raggiungere questi obiettivi. Nasceva l’Accordo di Parigi. I Paesi concordarono che ogni cinque anni avrebbero presentato un piano aggiornato che rifletteva la loro massima ambizione possibile in quel momento. A causa della pandemia il vertice è stato rimandato di un anno, ma a Glasgow i Paesi si sono incontrati con piani aggiornati di riduzione delle proprie emissioni. Per come tutto si è concluso, la conferenza si può definire fallimentare. Per salvare il pianeta dal riscaldamento globale si è assistito all’ennesimo processo: molte parole, molte promesse, molto circo, solito accordo insufficiente. India, Cina, Sudafrica, Bolivia e Arabia Saudita hanno detto no alla “rinuncia” all’utilizzo del carbone, ma sarà solo “diminuzione”. Stati Uniti e Unione Europea non hanno voluto concedere ai paesi più vulnerabili una struttura di finanziamento per i danni causati da eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico. Intanto il riscaldamento globale cresce avviandosi verso livelli insostenibili. Si allontana l’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura terrestre a 1,5 gradi.

    La storia è sempre la stessa. Le lacrime del presidente di turno, le mani nei capelli dei negoziatori, le proteste degli attivisti, le rassicurazioni dei politici che garantiscono che sì, si poteva fare di più ma qualcosa è stato fatto. I Paesi ricchi si accontentano degli accordi presi, ma non per tutti sono convenienti. Per alcuni Paesi (specialmente i poveri) se non si prendono subito dei provvedimenti concretamente efficaci, sarà la fine. Infatti anche se i Paesi più poveri sono quelli che inquinano di meno, sono i più soggetti alle conseguenze catastrofiche dei cambiamenti climatici. Ma non bisogna pensare che le conseguenze dei cambiamenti climatici riguardino soltanto questi Paesi lontani da noi, bensì anche luoghi appartenenti alla nostra penisola, come Venezia e i vari arcipelaghi, spariranno sommersi dall’innalzamento dei mari. L’Italia è uno dei posti più belli del mondo, ma la sua bellezza, la sua cultura e la sua storia sono a rischio e noi abbiamo il dovere di preservarla. Gli animali, la natura, il pianeta, ci stanno chiedendo aiuto da molti anni ormai e le loro voci non possono essere messe a tacere per sempre, ma vanno ascoltate. Noi giovani vogliamo un futuro pulito e prospero.

     

    Aida Piscicelli 2A classico

  • COP26, EMISSIONI ZERO: UN FUTURO POSSIBILE?

    COP26, EMISSIONI ZERO: UN FUTURO POSSIBILE?

    La Conferenza delle Parti, o COP26, è l’incontro di quasi tutti i Paesi del Mondo per i vertici globali sul clima, presieduto quest’anno dal Regno Unito a Glasgow in Scozia.

    La COP26 ha tre obiettivi principali: il primo è quello di azzerare le emissioni nette a livello globale entro il 2050 e puntare a limitare l’aumento delle temperature a 1,5°C; il secondo mira alla salvaguardia delle comunità e degli habitat naturali; il terzo consiste nella mobilitazione di finanziamenti per ottenere quanto prefissato. Per raggiungere questi tre obiettivi c’è bisogno soprattutto della collaborazione di tutti i Paesi sviluppati, cercando di fare il prima possibile.

    Il 31 ottobre scorso a Glasgow ha avuto inizio l’ultima conferenza ONU per discutere dell’eliminazione del carbone dai processi di industrializzazione;  purtroppo si è ottenuta solo una riduzione di questo e il problema del surriscaldamento della Terra resta una responsabilità esclusiva dei governi che dovranno autoregolamentarsi. Questo è accaduto a causa principalmente degli Stati Uniti e dell’Unione Europea i quali non hanno concesso una struttura di finanziamento per favorire lo sviluppo industriale di Paesi emergenti, evitando loro il ricorso all’uso di energie inquinanti. Inoltre anche la Cina e l’India hanno ridotto le possibilità di realizzazione degli obiettivi della COP26 poiché hanno cercato il compromesso, firmando il patto solo se tutti gli Stati avessero fatto un passo indietro sui combustibili fossili. In questo modo ne hanno tratto vantaggio anche altri Paesi quali l’Arabia Saudita, l’Australia e la Russia.

    Un altro problema, tra i maggiori, riguarda la mobilitazione finanziaria che prevede il superamento dei 100 miliardi l’anno, già confermato, arrivando alla cifra di 600 miliardi di dollari entro il 2025, come promesso già nel 2009 a Copenaghen; per il reperimento dei soldi ci sarà bisogno, dunque, dell’aiuto dei Paesi sviluppati che dovranno raddoppiare il loro sostegno economico passandolo da 20 a 40 miliardi di dollari all’anno. Purtroppo su questo punto non è ancora stato trovato un accordo se non quello di avviare un programma di lavoro di due anni utili ad identificare le esigenze dei Paesi in via di sviluppo.

    Anche l’obiettivo dell’adozione della Roadmap per la riduzione delle emissioni climalteranti al 2030 è stato rinviato di un anno, con la speranza di trovare un accordo per il taglio del 45% delle emissioni di CO2 rispetto al 2010 per raggiungere l’azzeramento completo entro metà secolo.

    A conferenza terminata, la giovane ambientalista svedese Greta Thunberg espresso il suo commento:

    “Ecco un breve riassunto: bla, bla, bla”.

    Aggiungendo:

    “Il lavoro continua fuori da queste sale”

    E promette che mai si arrenderà.

    Giorgia Cannavacciuolo 2A classico

  • FFF: 24 Settembre 2021

    FFF: 24 Settembre 2021

    Il 24 settembre 2021 una rappresentanza di alunni del nostro liceo si è recata a Napoli per partecipare alla manifestazione del movimento ambientalista internazionale Fridays For Future. Il corteo è partito da piazza Dante, dove gli alunni di tutte le scuole si sono incontrati per proseguire insieme. Durante il tragitto abbiamo mostrato tutti gli striscioni e cartelloni preparati, intonando cori di protesta. In particolare abbiamo realizzato un disegno del QR code del link della petizione indetta dalla nostra scuola con l’obiettivo di salvare il fiume Sarno, per invitare gli altri ragazzi a firmarla e condividerla.

  • Presentazione libri da parte degli autori 2020/2021

    Presentazione libri da parte degli autori 2020/2021

    Il nostro Liceo Pitagora Benedetto Croce ha organizzato una serie di incontri con gli autori, alcuni di questi si sono già svolti. In occasione del Dantedì, il 22 marzo le classi quarte e quinte hanno dialogato con i professori Alberto Casadei, Armando de Martino e Francesco Sabatini su alcune delle tematiche più significative della produzione dantesca. In particolare, Casadei ha affermato che Dante è ancora una necessità per noi oggi, dal momento che, grazie alla capacità di legare la sua biografia con il mondo, riesce a darci il senso di un’interpretazione più profonda del reale. Molto interessante, inoltre, il confronto con Primo Levi e Montale: la zona grigia di Levi che diventa un problema di comportamento sociale e la Clizia montaliana che in qualche modo può essere definita la nuova Beatrice. Il professore De Martino, invece, ci ha esortati a porre attenzione alla forma linguistica delle parole e all’importanza della musicalità dei versi della Commedia.  Il professor Sabatini ci ha spiegato che Dante riesce a dare una concretezza alle sue riflessioni da tutti i punti di vista: sociali, politici, addirittura neurologici. Il presidente onorario dell’Accademia della Crusca ha ribadito, inoltre, la fondamentale importanza della lingua e ha concluso dicendo che la Commedia riguarda l’esperienza umana in tutti i campi; di conseguenza, privare un giovane dell’opportunità di conoscere Dante significa renderlo  incapace di riflettere di fronte a determinate opere di grande ricchezza e importanza. Infine, ma non per importanza, il notevole intervento di Ermanno Corsi, il quale ha affermato che, se non avessimo la lingua di Dante, saremmo mille anni indietro, in quanto è proprio con il Sommo Poeta che è nata la coscienza dell’unità linguistica; pertanto, egli è una necessità per noi oggi anche per irrobustire la coscienza dell’unità e dell’unificazione nazionale.

    Relativamente alle tematiche ambientali, il 20 febbraio c’è stata la presentazione del testo di Sergio Cirillo intitolato Lucido, racconto fantastico sull’intreccio tra gestione dei rifiuti e criminalità organizzata. Nel suo intervento alle classi seconde lo scrittore ha fatto riferimento ad argomenti di drammatica e stringente attualità, come le discariche a cielo aperto o la gestione illegale dei rifiuti, ma ha anche lasciato a noi giovani un grande messaggio di speranza e, al contempo, un invito ad agire, illustrando come, per salvare il nostro pianeta, sia possibile partire da poche e semplici norme di comportamento.

    Sempre in relazione all’ambiente, il 6 marzo si è tenuto un incontro con il docente toscano Rossano Ercolini che ha presentato agli alunni il testo Rifiuti Zero: dieci mosse che ci porterebbero a risolvere il problema”, in collaborazione tra il Dipartimento di Lettere e il Dipartimento di Scienze. Si è trattato di una vera e propria lezione magistrale sull’ambiente, nella quale Ercolini, coordinatore del centro di Ricerca Rifiuti Zero e vincitore del Goldman Environmental Prize ha ribadito agli alunni delle classi terze che la questione ambientale non può più essere   trascurata e che il “nostro conto è in rosso”, in quanto ogni anno ad agosto sono già state consumate tutte le risorse che il pianeta può rinnovare in un anno. A salvarci sarà proprio la cultura, secondo Ercolini, il quale auspica inoltre  che gli italiani si dimostrino in grado di gestire l’enorme e incommensurabile patrimonio artistico e di civiltà che abbiamo ereditato dagli antichi.

    Il prossimo 12 aprile gli alunni delle classi prime del nostro liceo incontreranno lo scrittore e giornalista Raffaele Sardo per la presentazione del suo libro La sedia vuota, che raccoglie storie di vittime innocenti della criminalità, tra le quali quella dell’imprenditore Luigi Staiano, ucciso a Torre Annunziata il 4 luglio 1986.

    Nell’ambito della tematica della legalità, è anche in programma  per alcune classi terze la presentazione del libro La stampa addosso (Giancarlo Siani, la vera storia dell’inchiesta), romanzo documento del magistrato Armando D’Alterio, in cui l’autore ha ricostruito le tappe dell’inchiesta che ha fatto condannare mandanti ed assassini del giornalista.

    Il 23 aprile prossimo, Paolo Siani porterà agli alunni  delle classi quarte un’importante testimonianza di impegno civile, attraverso la presentazione del libro Giornalista Giornalista, in cui sono stati raccolti gli articoli più significativi pubblicati dal fratello Giancarlo  sul quotidiano “Il Mattino”.

    In occasione della Notte dei Licei, che si terrà il 28 maggio 2021, i nostri alunni della redazione de LO STRAPPO dialogheranno con il giornalista Ermanno Corsi, sul testo 60 di giornalismo nelle prefazioni ai libri di Ermanno Corsi, editrice Compagnia dei Trovatori-Napoli, che contiene undici prefazioni ad altrettanti libri dell’autore, curate da autorevoli esponenti del mondo del giornalismo e della cultura .

     

    Simone Gargiulo, III B classico

  • Gli alunni delle classi seconde dialogano con Sergio Cirillo

    Gli alunni delle classi seconde dialogano con Sergio Cirillo

    Lo scorso 20 febbraio gli alunni delle classi seconde della nostra scuola hanno partecipato all’incontro con Sergio Cirillo, autore del libro “Lucido”. L’incontro era stato programmato per l’anno scolastico passato, ma a causa dell’emergenza sanitaria è stato rimandato fino al momento in cui non è stato possibile svolgerlo in modalità telematica. Per ogni classe sono stati scelti 5 o 6 alunni che hanno partecipato attivamente all’incontro, presentando i lavori realizzati dalla classe o ponendo domande all’autore; la restante parte degli alunni ha seguito l’incontro dalla diretta trasmessa su youtube. Insieme agli alunni erano presenti anche il preside Benito Capossela, alcuni tecnici, la professoressa Stefania Barbara Sorrentino, che ha diretto l’incontro, e le altre docenti di lettere impegnate nel progetto. Gli alunni avevano letto il libro già a gennaio del 2020, ma per preparare l’incontro hanno ripreso il testo, probabilmente scoprendo dettagli che non avevano notato in precedenza e che sono stati motivo di riflessione. 

    L’incontro è stato aperto dagli alunni della IIA classico, che hanno presentato un power point dedicato alla vita e alle opere di Sergio Cirillo. L’autore, infatti, è stato insegnante di educazione fisica, ha scritto numerosi testi di canzoni, tra cui alcune per Andrea Bocelli, e il romanzo “Lucido”. Dopo la presentazione, gli alunni della IIA scientifico hanno posto le prime domande, volte a fare luce su alcune scelte stilistiche dell’autore, come quella di fare del cane Lucido il protagonista o quella di preferire una narrazione dei fatti quasi fiabesca alla semplice raccolta di informazioni e dati oggettivi. Sin dalle prime risposte, il professore Cirillo ci mostra tutta la sua semplicità: il cane, perché “E’ meglio avere un cane per amico che un amico cane”, la narrazione leggera e fantastica, perché “Le piccole cose sono più importanti delle grandi”. Alla terza domanda, che si riferiva alla vita piena di cambiamenti dell’autore, quindi al suo essere passato dal lavorare come insegnante di educazione fisica, alla musica e poi alla letteratura, il professore risponde raccontando una storia. Parla di una sua classe, la IIA, composta da “ragazzi difficili” che non riuscivano a stare seduti e a seguire le lezioni per più di due ore. Lui e i suoi colleghi decisero di provare a far recitare i ragazzi, che furono entusiasti del progetto e riuscirono anche a realizzare un cortometraggio che poi si sarebbe classificato al primo posto alla rassegna internazionale “Pompeo”. L’autore afferma di non essere stato felice per la vittoria, ma per essere riuscito a far appassionare i ragazzi alla recitazione. L’arte parte dal disagio, e le due cose vanno di pari passo. 

    Gli alunni di IIC scientifico, con tre domande, fanno riferimento a specifici elementi del testo e all’ispirazione per la creazione di alcuni personaggi. Quando gli viene chiesto perché abbia scelto l’odore di mughetto per le miracolose esternazioni di Lucido, o perché Luigi Caso si sia recato proprio in Portogallo, Sergio Cirillo risponde, con un po’ di stupore: “Quando si scrive, a volte la penna va per conto suo”. Per quanto riguarda il personaggio della maestra Caterina, afferma di essersi ispirato alla vicepreside della scuola media di Boscotrecase, Irene Sorrentino. Fa riferimento all’importante ruolo che i politici ricoprono, soprattutto nei luoghi più disagiati, e dice che probabilmente i personaggi di Don Antonio e del Sindaco Capece sono frutto dei tanti incontri con persone poco responsabili e affidabili. 

    I ragazzi della IIE scientifico si sono poi allacciati ad un recente fatto di cronaca, cioè la comparsa di straordinari cani dal pelo blu in Russia. Chiedono all’autore se si sarebbe mai aspettato che Lucido diventasse realtà. Lui sottolinea l’importanza dei sogni e della capacità di viaggiare con la mente, soprattutto per gli artisti. Con un’altra domanda, gli viene chiesto se i cani possano aiutarci nelle difficoltà quotidiane. L’autore fa nuovamente ricorso al racconto di un aneddoto: quando sua figlia è malata, il suo Golden Retriever le si avvicina per farle compagnia. Il modo semplice e diretto di rispondere dell’autore sarà confermato proprio da lui qualche minuto dopo, quando i ragazzi della IIE gli chiedono come sia riuscito a rendere fatti drammatici così leggeri. Egli cita Coco Chanel: “Nella semplicità c’è la perfezione”. 

    Gli alunni della IIA scienze applicate pongono a Sergio Cirillo una domanda che a molti sarebbe risultata difficile: cosa può aiutarci a rispettare di più l’ambiente? L’autore, ancora una volta, ci ricorda che sono le piccole cose a fare la differenza. Fare la raccolta differenziata, non gettare i rifiuti a terra, questi sono i veri miracoli, non Lucido. Ancora una volta la curiosità degli alunni è rivolta all’ispirazione, e il professore Cirillo, con la sua risposta, ci rassicura. “Ognuno ha il suo futuro nel DNA”, questa è la frase con cui spiega che ognuno di noi nasce per fare una cosa, e chi nasce per scrivere l’ispirazione la trova dentro di sé. 

    I ragazzi di IIB scienze applicate gli chiedono cosa servirebbe per bonificare il Parco Nazionale del Vesuvio, e lui risponde che basterebbero tanti ragazzi volenterosi che raccogliessero tutti i rifiuti lasciati dove non si dovrebbe. Un’altra domanda fa riferimento al significato del gabbiano nel libro, e Sergio Cirillo afferma che, nonostante non ci abbia pensato molto, il gabbiano rappresenta per Luigi Caso l’aria della sua terra. 

    L’ultima domanda è stata posta dalla IIB classico, che ha chiesto all’autore se il cane Lucido sia riuscito a colmare il vuoto lasciato dall’assenza di Luigi Caso. Il professore risponde negativamente, perché l’unica ad essere riuscita a sostituire Luigi Caso è stata Dorina, la madre di Tom e Luca. 

    L’incontro si è concluso con la presentazione di una sintesi del libro realizzata dagli alunni della IIB scientifico, una scheda conclusiva in cui i ragazzi di IIB classico hanno elencato i motivi per leggere “Lucido”, e la lettura di alcuni passi significativi con un relativo commento dai ragazzi della IIA classico. Partecipare a questo incontro dopo un anno è stato quasi liberatorio. Per me ha significato molto, perché mi ha ricordato che la nostra vita non è in sospeso, e che anche nelle difficoltà siamo in grado di trovare soluzioni e spunti di riflessione. L’autore, come già detto, si è distinto per la sua umiltà e semplicità, caratteristiche che hanno permesso a noi ragazzi di comprendere pienamente il suo messaggio: per cambiare le cose non serve molto, basta essere sé stessi, nel proprio piccolo. Il resto viene da sé. 

  • L’umanità è a un bivio: l’appello di Greta Thunberg in Piazza del Popolo

    L’umanità è a un bivio: l’appello di Greta Thunberg in Piazza del Popolo

    “Viaggio per parlare in molti Paesi. Il problema è lo stesso dovunque: non è stato fatto niente per invertire la situazione del clima. Negli ultimi sei mesi abbiamo scioperato, ma niente è cambiato. Le emissioni stanno aumentando, non c’è nessun cambiamento in vista”.
    Con queste parole Greta Thunberg ha parlato di fronte a migliaia di persone in Piazza del Popolo a Roma, venerdì 19 aprile.

    Greta è una giovanissima ragazza svedese di appena 16 anni, che da un anno circa, ogni venerdì sciopera davanti al Parlamento del suo Paese con lo slogan “Skolstrejk för limate” («sciopero scolastico per il clima»).
    “Ci dicono che stiamo perdendo le lezioni andando a manifestare, noi diciamo che stiamo cambiando il mondo. Lo stiamo facendo noi bambini per svegliare gli adulti e farli agire. Siamo stufi delle bugie e delle promesse non mantenute”. Proprio gli studenti si sono attivati per sostenere Greta e a seguito del grande sciopero a livello mondiale, tenutosi venerdì 15 marzo, è partito il movimento del “Fridays for future”.

    Da giovedì 18 aprile, Greta è stata impegnata in molti incontri qui in Italia, prima con Papa Francesco e poi in Senato, ma proprio venerdì scorso, su un palco alimentato dall’energia prodotta dalla pedalata di 124 biciclette, Greta ha parlato ai cittadini romani circa il cambiamento climatico. “Dobbiamo prepararci a lottare per lungo tempo. Non basteranno settimane o mesi, ci vorranno anni(…), tra 10 anni la crisi del clima sarà irreversibile”. La situazione infatti è sottovalutata da molte persone nel mondo.

    E per questo l’obiettivo principale di Greta è quello di suscitare sempre di più l’attenzione soprattutto di coloro che sono ai vertici dello Stato, affinché entro 10 anni si possa prendere un provvedimento necessario per tutelare l’ambiente.
    “Noi stiamo cambiando il mondo. Quando saremo vecchi sapremo che abbiamo lottato per cambiare il mondo e continueremo a lottare fino alla fine”

  • Un mare da salvare

    Un mare da salvare

    Bottiglie, buste, giocattoli, stoviglie … la plastica è ormai il materiale “per eccellenza” più utilizzato.  Negli ultimi anni l’impiego squilibrato della plastica e la mancata attenzione per la raccolta differenziata hanno provocato l’accumulo di questo materiale su spiagge e mari di tutto il mondo.

    Nel Pacifico, tra la California e le Hawaii, si è accumulata un isola interamente composta da 79 000 tonnellate di rifiuti plastici: la Great Pacific Garbage Patch. Tutta questa plastica presente nel mare provoca danni non soltanto all’ uomo, ma anche e soprattutto alle specie animali marine che la ingeriscono, con gravissime conseguenze sulla loro salute.

    Non a caso il numero di animali morti è molto aumentato nel corso degli ultimi anni. Esistono alcune associazioni che difendono queste creature e salvaguardano il mare. Tra queste vi sono associazioni quale Legambiente e Sea Shepherd, un’organizzazione internazionale che lotta sia per salvaguardare il mare, sia anche per combattere chi uccide e vende abusivamente i pesci. Questa organizzazione ha tenuto una conferenza alla presenza di alcune classi del Liceo Pitagora – B. Croce di Torre Annunziata, con la Guarda Costiera. Nel corso dell’incontro sono state mostrate le varie attività e campagne che sono o saranno presto realizzate nei nostri mari.

    Come si è potuto comprendere dall’incontro la situazione è gravissima e continuerà a peggiorare. Secondo alcuni dati riportati dall’UNEP, ogni anno più di 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani; il loro peso, secondo alcune stime, diventerà presto superiore di quella di tutti i pesci del mare.

    L’ESA ha promosso il programma  Remote Sensing for Marine Litter, capace di monitorare il flusso delle plastiche nel mare; tutto questo per cercare di tracciarle ed estrarle dal mare. Nonostante le numerose attività già avviate, il problema resta aperto e potrà essere risolto solo grazie alla cura delle persone nell’utilizzo moderato della plastica e nel suo corretto smaltimento.