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  • La medicina del futuro: vaccini a mRNA, ricerca e nuove speranze

    La medicina del futuro: vaccini a mRNA, ricerca e nuove speranze

    Negli ultimi anni la medicina ha compiuto progressi che, fino a poco tempo fa, sarebbero sembrati quasi irraggiungibili. Non si tratta solo di nuove cure, ma di un cambiamento più profondo: oggi il paziente non è più considerato un caso generico, bensì un individuo unico, con caratteristiche specifiche che richiedono terapie mirate. Un esempio evidente di questa trasformazione è rappresentato dai vaccini a mRNA, diventati noti durante la pandemia di COVID-19. Sviluppati in tempi rapidissimi, hanno dimostrato quanto la ricerca scientifica possa essere efficace quando sostenuta da investimenti e collaborazione internazionale.

    Tra obbligo e sicurezza: vaccini e tutela dei diritti umani – IUS In Itinere

    Tuttavia, ciò che molti non sanno è che questa tecnologia non nasce improvvisamente: deriva da anni di studi, soprattutto in ambito oncologico. I vaccini a mRNA funzionano in modo diverso da quelli tradizionali: non introducono nel corpo virus o proteine già pronte, ma forniscono alle cellule le istruzioni per produrre una sostanza che il sistema immunitario può riconoscere e combattere. È come se si insegnasse direttamente all’organismo come difendersi. I principali vantaggi sono la rapidità di sviluppo, la flessibilità e soprattutto la possibilità di personalizzare le terapie. Proprio questa caratteristica rende i vaccini a mRNA particolarmente promettenti nella lotta contro il cancro. Oggi si parla sempre più di vaccini terapeutici, cioè vaccini destinati a persone già malate. L’obiettivo è aiutare il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali, che spesso riescono a “nascondersi” all’interno dell’organismo. I primi studi clinici, ad esempio sul melanoma o su alcuni tumori del polmone e del pancreas, stanno dando risultati incoraggianti. Ancora più interessante è la prospettiva dei vaccini preventivi. In questo caso si tratterebbe di “allenare” il sistema immunitario di una persona sana a riconoscere eventuali cellule tumorali prima che si sviluppino. Alcuni vaccini di questo tipo esistono già indirettamente, come quelli contro virus che possono causare tumori, ad esempio HPV o epatite B. Tuttavia, i vaccini preventivi diretti contro il cancro sono ancora in fase di studio. Un ambito in cui questa ricerca potrebbe avere un impatto molto importante è quello delle persone con predisposizione genetica ai tumori. Si tratta di una piccola parte della popolazione, ma con un rischio molto più alto di ammalarsi. Per loro, vaccini personalizzati potrebbero rappresentare una forma di prevenzione particolarmente efficace. Naturalmente non mancano le difficoltà. I tumori sono molto diversi tra loro e riescono spesso a sfuggire al sistema immunitario. Inoltre, sviluppare terapie personalizzate ha costi elevati e pone il problema di garantire un accesso equo a tutti i pazienti. Nonostante questi ostacoli, la direzione è chiara. La medicina sta diventando sempre più precisa, preventiva e personalizzata. I vaccini a mRNA, dopo aver avuto un ruolo fondamentale durante la pandemia, potrebbero diventare uno degli strumenti principali anche nella lotta contro il cancro. Non è una soluzione immediata, ma rappresenta una prospettiva concreta e, soprattutto, una nuova forma di speranza per il futuro.

    GIULIANA AFFLITTO 3AC

  • Scegliere il futuro senza paura

    Scegliere il futuro senza paura

    Ogni giorno, entrando a scuola, sentiamo che il tempo passa velocemente e che il futuro sembra sempre più lontano e complicato. Al liceo studiamo tantissime materie: filosofia, latino, storia, matematica… e a volte ci chiediamo: “A cosa servirà tutto questo? Quale percorso ci porterà davvero a un lavoro sicuro e che ci piaccia?”

    Nonostante l’impegno e le ore passate sui libri, molti di noi provano ansia e incertezza per quello che ci aspetta dopo la scuola. La paura nasce soprattutto dal fatto che oggi avere buoni voti non basta più. Il mondo del lavoro cambia continuamente e sembra impossibile stare al passo. Guardando i nostri amici, a volte ci chiediamo perché loro sembrano avere le idee chiare e noi no. La sensazione di dover scegliere senza sbagliare è stressante, e alcune materie ci sembrano lontane dalla realtà, facendo apparire la scuola meno utile di quanto sia davvero.

    Eppure, la scuola resta molto importante. Non è solo un luogo dove impariamo nozioni: è uno spazio in cui possiamo allenare il pensiero critico, coltivare la curiosità, confrontarci con idee diverse e imparare a risolvere problemi. Tutto questo ci aiuta anche per il futuro, perché ci prepara ad affrontare situazioni nuove e a muoverci in contesti che cambiano rapidamente. Oggi molte scuole offrono anche strumenti pratici per orientarci meglio: colloqui con gli insegnanti, laboratori, stage, incontri con professionisti e percorsi di orientamento che ci aiutano a capire le nostre capacità e le nostre passioni. Anche se il futuro può apparire incerto e pieno di dubbi, esistono molti modi per affrontarlo. Approfittare delle opportunità offerte dalla scuola, sperimentare esperienze diverse e confrontarsi con chi lavora già nel settore che ci interessa permette di capire meglio cosa ci appassiona davvero. Con curiosità e coraggio, anche le scelte più difficili possono trasformarsi in occasioni di crescita, aprendoci a nuove possibilità e aiutandoci a costruire un percorso lavorativo più adatto a noi .

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  • Per aspera ad astra

    Per aspera ad astra

    Vecchio 2021, ti confesso una cosa: avevo riposto in te ogni mia speranza. Salutai l’anno precedente con la convinzione di aver visto davvero tutto, ma mi sbagliavo. Il vero campione sei stato tu: ti sei rivelato sin da subito tanto duro e ostinato. Sei stato ostinato perché mi hai spinta al limite innumerevoli volte, ma mi hai anche insegnato a resistere alle difficoltà, a non subire gli eventi della vita ma a reagire sempre e a non arrestarmi mai dinnanzi a nulla. 

    Mi hai insegnato a non perdere la speranza nel domani, nonostante ci fossero mille motivi per non credere più in niente. Proprio in quei momenti lì, ho imparato a non farmi schiacciare dalle avversità, a non restare intrappolata in un opprimente presente e a non farmi intimorire dalla sua fastidiosa precarietà, riluttante per natura verso la nascita di ogni nuovo progetto.

    Mi hai insegnato a non precludermi nuove esperienze, ma a proiettarmi sempre in avanti e a prendere decisioni in vista di un futuro che – sebbene offuscato -, sarebbe arrivato comunque… ed io non ho mai amato l’idea di farmi cogliere impreparata. Non appena ho compreso che crucciarmi per tutto ciò non mi avrebbe mai portato a nulla, ho cominciato a volgere al domani uno sguardo fiducioso e ho abbracciato l’assoluta certezza che nessuna notte dura in eterno e che non esiste un solo giorno in cui non sorga il sole.

    Mi hai insegnato, quindi, a non farmi sfuggire la vita tra le mani, mai e per niente al mondo, e a non tarparmi le ali da sola, ma a credere di più nella mia forza e nella bellezza mai sfiorita dei miei sogni. Anzi, ti dirò di più: adesso sogno ancora più in grande e non riesco a smettere. Mi hai stravolta… ma, grazie a te, sono diventata un po’ più me stessa.

    Sei stato un po’ come quando, durante una lettura, arriviamo a quei capitoli che vorremmo tanto saltare perché magari sono poco scorrevoli, perché forse risultano anche un po’ contorti e ci chiediamo chissà cosa intendeva dire veramente l’autore… ma alla fine non saltiamo alcuna parte, perché non saremmo più capaci di apprezzare il libro nel complesso. Quindi, si legge e si va avanti, sempre. Anche quando i capitoli non sono dei migliori e anche quando proprio non ci piacciono. 

    Sai, se ci penso, sei stato anche un po’ come quell’alunno mezzo indifferente che, mentre il professore sta spiegando con tutta l’enfasi e la passione del mondo, alza la mano e a tutti si illumina il viso perché pensano che stia per fare un intervento… ma, in realtà, poverino, dice soltanto: “posso andare in bagno?”. E, ogni volta, la risposta è un sospiro seguito da un semplice: “vai…”. Ma ti svelo un segreto: non arriverà mai il giorno in cui il professore smetterà di sperare in lui ogni volta in cui vedrà alzata quella mano. Non arriverà mai il giorno in cui i suoi occhi smetteranno di brillare.

    Credo proprio che bisogna affrontare il 2022 in questo modo: con spirito fidente, determinato e grintoso. Invito i miei compagni, coetanei e non, a non essere troppo pessimisti verso il futuro di cui ho tanto parlato finora. Lottiamo per prendercelo, perché nessuno può negarcelo, e non diamolo mai per spacciato. Non è tutto rosa e fiori, è vero, ma nessuno ha mai percorso una strada già spianata: ogni generazione ha dei problemi da affrontare. Invito, quindi, tutti i maturandi come me a non preoccuparsi troppo delle decisioni che saranno prese in vista dell’esame di Stato. Non chiediamo ulteriori facilitazioni: se cerchiamo sempre di scappare, non avverrà mai il nostro percorso di maturazione. Sono sicura che, con l’attitudine giusta, saremo capaci di affrontare tutto nel migliore dei modi. Non siamo noi a non credere nel nostro potenziale, ma impegniamoci a tirarlo fuori e a dimostrarlo.

    Per aspera ad astra, semper.

  • Lettera al Presidente Draghi

    Lettera al Presidente Draghi

    Carissimo Presidente Draghi,

    sono solo poche settimane che lei ricopre il ruolo di Presidente del Consiglio e siamo entusiaste e onorate di avere la possibilità di scriverle. Abbiamo appena compiuto diciotto anni e frequentiamo l’ultimo anno in un liceo classico, il Pitagora – B. Croce di Torre Annunziata, in provincia di Napoli. La nostra quotidianità, come quella di tutti, è stata stravolta dalla pandemia, che ha colpito improvvisamente e inaspettatamente tutto il mondo impedendo a studenti come noi di cominciare a immaginare e a costruire il proprio futuro, in quello che probabilmente è l’anno più importante e decisivo per la nostra crescita personale.

    Siamo consapevoli della gravità e della globalità del problema e, con questa lettera, non intendiamo attribuire colpe, ma unicamente confidare a lei le nostre preoccupazioni e le problematiche derivate da questo periodo incerto e complesso. A oggi, infatti, sappiamo di non avere e di non poter ricevere gli strumenti adeguati a individuare nitidamente le scelte relative al nostro domani.

    Affrontiamo ora uno dei momenti più difficili della nostra vita: le ansie e i dubbi aumentano. Siamo alla ricerca della nostra identità, delle passioni, delle qualità che possediamo e degli ideali da seguire. Protagonista delle nostre giornate è la paura di non trovare un posto nel mondo e di scoprire solo dopo che non sia quello giusto. Per questo sentiamo il bisogno che lo Stato e le istituzioni ci guidino durante il nostro percorso di crescita e che ci sostengano nelle decisioni che prenderemo. Desideriamo che il futuro ci venga mostrato più chiaramente, che la scuola ci permetta di capire quali sono le nostre attitudini e che ci consenta, orientandoci, di individuare scelte universitarie e lavorative che ci aiutino a valorizzare i nostri talenti. Con l’avvento del COVID-19 la situazione è notevolmente peggiorata: le certezze che avevamo sono svanite né riusciamo a crearne di nuove, a causa dei repentini cambiamenti che il nostro paese sta subendo.

    Durante questi mesi trascorsi in DAD, tante sono state le difficoltà che, soprattutto all’inizio, abbiamo incontrato nell’adeguarci a questa nuova modalità di fare scuola: a distanza di tempo, però, possiamo affermare con certezza che le lezioni online non hanno danneggiato il nostro bagaglio culturale che, secondo noi, ha continuato ad arricchirsi anche durante questa esperienza. Abbiamo avuto la possibilità inoltre di scoprire nuovi strumenti che certamente potranno essere utili anche quando tutto ciò sarà solo un terribile ricordo: la didattica a distanza ci ha permesso di continuare il nostro percorso di studi. Dunque, considerate anche le recenti notizie riguardanti la Maturità, dal punto di vista didattico ci sentiamo pronti ad affrontare la tipologia d’esame proposta.

    In questa drammatica situazione il naturale desiderio di socializzare e di arricchire il nostro bagaglio di esperienze personali e umane certamente è rimasto inappagato, ma avremo tempo per ripristinare relazioni e rapporti; la cultura, che invece abbiamo potuto continuare a coltivare, non avrebbe accettato e trovato “giustificazioni”. Ma ora ci sentiamo abbandonati a noi stessi: sono pochi, ormai, i mesi che ci separano dalla fine del percorso liceale e dalla scelta universitaria. Il tempo, però, è come dilatato e tutto ciò ci sembra così lontano e inafferrabile. Desideriamo che lo sguardo dell’Italia cada più spesso su di noi: abbiamo la necessità di sentirci il futuro, non vogliamo che le nostre preoccupazioni ci portino a viaggiare verso realtà diverse da quella in cui viviamo per realizzare i nostri sogni. Vogliamo che il nostro paese possa accogliere e sostenere le nostre prospettive di vita.

    È sempre più in crescita il numero di giovani che, anche a malincuore, si trova costretto a lasciare l’Italia per lavorare o per continuare gli studi e non comprendiamo il motivo per cui a tale fenomeno, presente già da anni, non sia stata mai trovata un’adeguata soluzione. L’Italia non ha bisogno dei suoi giovani? Il desiderio di contribuire al progresso del paese è forte, ma di gran lunga maggiore è la paura di non riuscire a raggiungere questo obiettivo.

    Chiediamo certezze. Chiediamo attenzioni. Chiediamo fiducia.

    Chiediamo di poter creare il futuro che meritiamo, che l’Italia merita.

    Cordiali saluti,

    Benedetta Marciano, Marika Gallo, Maria Sabrina Mollo,

     

     

  • Sarà possibile collegare il nostro cervello al computer? Ecco la risposta di Elon Musk.

    Sarà possibile collegare il nostro cervello al computer? Ecco la risposta di Elon Musk.

    Elon Musk ,imprenditore sudafricano naturalizzato statunitense e inventore di PayPal , Tesla Motors e SpaceX, ha annunciato il suo nuovo progetto “Neuralink”.

    L’obiettivo principale è  quello di curare numerose malattie tra cui quelle legate alla perdita della funzione degli arti, della vista,  dell’udito e del movimento, ma si presenterebbe performante addirittura per contrastare l’Alzheimer e gli ictus. È lui stesso a dichiarare che fra le potenzialità del dispositivo ci sarebbe addirittura la possibilità di riuscire ad estendere la portata dell’udito umano nonché quella di riuscire a salvare e rivedere i nostri ricordi.

    Tutto questo sarebbe possibile grazie all’utilizzo di un chip che metterebbe in comunicazione il cervello umano con l’intelligenza artificiale. Il chip si collegherebbe al processore neurale “Neuralink A SIC” che ha lo scopo di raccogliere quante più informazioni possibili dal cervello. Prima di arrivare a testare questo dispositivo sull’essere umano, però, il team Neuralink sta sperimentando il chip su diverse specie di animali.

    A tal proposito, sono stati resi noti due esperimenti: il primo fatto a Gertrude, un maiale al quale è stato impiantato il chip, che ha permesso ai membri del team di Musk di vedere la sua attività celebrale.

    Il secondo, condotto su un esemplare di scimmia. Durante quest’ultimo gli studiosi, dopo aver impiantato il chip nel cervello, sono riusciti a far sì che la piccola scimmia giocasse ai videogiochi  usando la mente. Dall’attività celebrale risultava, inoltre, che le reazioni della scimmia al videogioco erano positive!

    Il lavoro da fare, per Elon Musk e il suo team, è ancora tanto e, tuttavia, sebbene l’obiettivo da raggiungere sembri ancora alquanto lontano , questi ultimi studi ed esperimenti stanno dimostrando che quella di cui lui parla non è pura fantascienza ma una futuribile realtà.

     

     

  • Restare in Italia o andare all’estero?

    Restare in Italia o andare all’estero?

    Noi ragazzi dello “Strappo”, durante il mese di Novembre, abbiamo effettuato circa 500 interviste rivolte ai ragazzi del nostro liceo “Pitagora – B. Croce”.

    Gli intervistati appartengono ad una fascia d’età compresa fra i 13 e i 19 anni. Abbiamo posto loro due domande inerenti al futuro universitario e lavorativo, le cui possibilità di risposta erano “Italia” oppure “Estero”.

    Le domande erano le seguenti:

    • “Dopo il liceo dove preferiresti proseguire gli studi?”
    • “E dove vorresti lavorare?”

    Le risposte ottenute sono state registrate e riportate su Excel; per quanto riguarda la prima domanda il 66% dei ragazzi preferisce restare in Italia, il 34% ha affermato di voler andare altrove … invece, per il lavoro, il 41% predilige l’Italia, la restante parte opta per l’estero.

    I dati riscontrati fanno evincere che l’Italia è più ambita solo per il proseguimento degli studi; ciò è conveniente e agevole per esempio dal punto di vista economico, però per maggiori sbocchi lavorativi si punta all’estero. In Italia, invece, le varie opportunità fornite non sono considerate abbastanza appaganti e gratificanti a tal punto da arrestare questa “fuga di cervelli” che ormai cresce vertiginosamente.

    “É più comodo restare qui, ma non ci sono presupposti, possibilità.”, “Vorrei davvero portare a termine i miei sogni nel mio paese, ma la qualità del lavoro non è la stessa.” Queste sono le risposte più comuni ricevute; dunque alla fine i laureati si convincono a trasferirsi oltre i confini perchè aspirano a una retribuzione superiore e a contratti a tempo indeterminato , specialmente per l’ambito tecnico-scientifico.

     

     

     

     

     

     

     

  • Convegno ‘I mestieri del futuro’: gli alunni del Pitagora – Croce alla Camera dei Deputati

    Convegno ‘I mestieri del futuro’: gli alunni del Pitagora – Croce alla Camera dei Deputati

    img_1388Nell’epoca dell’elettronica il poeta è colui che scrive il software, il nuovo linguaggio. “La nuova poesia è il software” ha affermato Derrick De Kerckhove, sociologo belga naturalizzato canadese, durante la conferenza sui mestieri del futuro tenuta a Montecitorio, nella sala antistante alla Camera dei Deputati il 21 settembre. Ad essa hanno assistito gli studenti del Liceo Pitagora – Croce, impegnati nel progetto di Alternanza  scuola-lavoro. Secondo De Kerckhove tra qualche anno non esisterà più il lavoro fisso, ma bisognerà reinventarsi in tanti lavori. Sempre il sociologo belga-canadese ha affermato che il lavoro fondato sull’informatica  farà da padrone e startup come AirBnb, BlaBlaCar, Uber e ThumbTack saranno tra le aziende più redditizie economicamente. Il futuro sarà basato anche sul crowdfunding, la raccolta di fondi, realizzata per lo più tramite Internet, attraverso piccoli contributi di gruppi molto numerosi che intendono sostenere un’idea innovativa. E’ intervenuto poi Roberto Saracco, il direttore del Nodo Italiano di EIT DIGITAL con sedi in tutta Europa, che ha sostenuto che si lavorerà in futuro per progetti e non per aziende e che i mestieri più richiesti saranno 3D Food Printers, coloro che stampano cibo attraverso stampanti 3D, i Privacy Manager, i Bacteria Programmers, i programmatori di batteri, i Body Parts Makers, coloro che tramite stampanti 3D costruiscono parti del corpo e i Drones Distatchers, coloro che guideranno i droni quando questi saranno milioni nel cielo. Il dott. Saracco ha parlato poi della sua azienda, la EIT DIGITAL, nata nel 2010, che da allora ha movimentato 1,2 miliardi di euro, creando filiali in molti paesi. L’Italia, secondo il dott. Saracco, è un grande esportatore di startup, ma a causa delle elevate tasse le aziende non sono interessate a investire, preferendo nazioni come Germania e Gran Bretagna, mentre sono moltissime le città transatlantiche a essere interessate a creare sedi EIT DIGITAL per investire sul 5G come Kansas City, Austin, Montevideo e Città del Messico. Dopo il dott. Saracco e De Kerckhove sono intervenuti alcuni ragazzi che sono stati costretti a spostarsi in Europa per lavorare nel settore informatico. Successivamente hanno preso la parola anche alcuni giornalisti come Barbara Carfagna e politici come l’ex ministro dell’istruzione Profumo. I giornalisti, spostando l’attenzione sull’ informazione, hanno dichiarato che Internet non è la soluzione per arrivare alla notizia, ma solo il mezzo, che solo le agenzie sono indispensabili ai giornali e che Internet deve essere usato con attenzione. Inoltre anche loro hanno affermato che poiché nelle aziende le macchine prenderanno il posto degli uomini, questi dovranno essere la parte creativa del mondo del lavoro, “poeti” come li chiamava De Kerckhove. Gli studenti del Liceo Pitagora – Croce hanno poi potuto mostrare il lavoro da loro elaborato nell’ambito del progetto “alternanza scuola – lavoro”. È stata una conferenza molto interessante, grazie alla quale i ragazzi presenti hanno capito che solo espandendo gli orizzonti e andando sempre oltre,grazie alla ricerca della conoscenza, si potrà essere protagonisti del futuro mercato del lavoro.