Tag: Natale

  • Torna in TV “Natale in casa Cupiello”

    Torna in TV “Natale in casa Cupiello”

    Tra i ricordi natalizi di molti di noi resta indelebile una delle opere teatrali più amate del grande e indimenticabile drammaturgo napoletano Eduardo De Filippo, Natale in casa Cupiello.

    Basta anche solo questo per capire l’onore che ha avuto il regista Edoardo De Angelis nel dirigere la trasposizione filmica di questo capolavoro che Rai Fiction ha prodotto insieme a Picomedia per omaggiare De Filippo nel 120° anniversario dalla nascita. Per la prima volta, quindi, arriva in TV in prima serata un’opera teatrale che era già stata portata sul piccolo schermo dallo stesso De Filippo prima in bianco e nero nel 1962 e poi a colori nel 1977.

    Il film è andato in onda il 22 dicembre  su Rai 1, un dono  fatto ai telespettatori in occasione di questo Natale così difficile e insolito. Nei panni del protagonista Luca Cupiello vi è Sergio Castellitto, un non napoletano che ha raccolto un’eredità difficile, un ruolo nel quale poteva inciampare ma così non è stato. Al suo fianco vi è Marina Confalone nel ruolo della moglie Concetta; i figli Ninuccia e Tommasino sono interpretati rispettivamente da Pina Turco e Adriano Pantaleo. Nel cast vi sono anche Tony Laudadio, Alessio Lapice e Antonio Milo.

    Ambientato nel 1950 (diversamente dall’originale) Natale in casa Cupiello racconta il fermento in casa Cupiello nei giorni che precedono il Natale per l’allestimento del presepe. Un’eccitazione che in realtà riguarda solo il capofamiglia Luca, ossessionato dal suo presepe del quale non importa niente né alla moglie Concetta né tantomeno al figlio Tommasino il quale, incalzato dal padre con la famosa domanda “Te piace ‘o presepe?”, risponde sempre con un secco “No!”, scatenando l’ira del padre. Luca Cupiello così, preso dalla sua passione, non vede i guai che ha invece in casa: la primogenita Ninuccia, infatti, è oppressa da un matrimonio combinato, quello con Nicola Percuoco, un ricco commerciante. Pertanto la ragazza  ha deciso di lasciare il marito per il suo grande amore Vittorio ma questa scelta avrà  conseguenze inaspettate e tragiche.

    La storia ha al centro quella che oggi potremmo chiamare una famiglia disfunzionale o, semplicemente, una famiglia come tante altre nella quale i segreti, i dolori, le frasi non dette si tramutano prima o poi in  macigni.

    Una versione, questa di De Angelis, sicuramente più introspettiva nella quale le nevrosi e i drammi dei personaggi sono rappresentati in maniera più violenta, come nel caso di Ninuccia che Pina Turco riesce a rendere in tutta la sua tragicità: la sua è una vita intrappolata in un matrimonio senza amore che sopporta solo per non ferire i suoi genitori, per non affrontare il peso dello scandalo in un’epoca nella quale vige ancora il delitto d’onore. Una donna antica e contemporanea, divisa tra l’amore romantico e quello borghese, che sa benissimo quale deve seguire per essere felice. Una decisione che la madre Concetta non può accettare e che nasconde al marito, troppo preso dal suo presepe, dall’illusione di una famiglia felice, e questa cecità  gli sarà fatale. I cocci dei soprammobili rotti con rabbia da Ninuccia, il presepe che scaraventa per terra perché esausta, i pezzi che suo padre dovrà di nuovo mettere insieme,  sembrano quelli delle loro esistenze divise tra il dovere, la sofferenza e l’amore. Così Nicola  insegue una donna che non lo ama e  Vittorio non può avere la donna che ama e che lo ricambia.

    L’atmosfera del film è  suggestiva come quella descritta sapientemente da Eduardo De Filippo; la scenografia puntuale, tra mura fatiscenti e piccoli sfarzi tipici delle famiglie povere che custodiscono i loro pochi beni con devozione. E le interpretazioni  dei protagonisti non scadono mai  nel folclore ma restituiscono tutta la verità dei loro personaggi così tanto amati e per questo difficili da rendere. 

  • La congiunzione Giove-Saturno: il mistero della “stella cometa”

    La congiunzione Giove-Saturno: il mistero della “stella cometa”

    Con l’arrivo del solstizio d’inverno, il 21 dicembre, si è verificato uno dei fenomeni astronomici più rari. Si tratta della cosiddetta “Grande congiunzione” in cui i due pianeti gioviani, Giove e Saturno, si sono allineati nel corso della loro rivoluzione intorno al Sole. È un fenomeno astronomico che si verifica con regolarità: Giove e Saturno, infatti, si allineano perfettamente circa ogni vent’anni. Quest’anno, tuttavia, l’evento si è manifestato in modo particolare, perché i due pianeti non sono mai stati così vicini e si stima che un evento simile a questo si verificherà fra sessant’anni, intorno al 15 marzo del 2080.

    In realtà, Giove e Saturno non sono realmente così vicini nel momento della congiunzione, ma dalla Terra quest’anno appaiono tali più del solito. Infatti, Giove è a una distanza di 886 milioni di km dalla Terra; Saturno, invece, si trova a 1,619 miliardi di km da essa: i pianeti sono distanziati di 733 milioni di km, quindi hanno una distanza considerevole. Giove e Saturno, i pianeti più grandi del sistema solare, nel loro moto di rivoluzione si sono allineati come in un unico pianeta, che ad occhio nudo appare come una stella, la cosiddetta “stella di Natale”.

    Gli astronomi hanno sempre cercato di dare una spiegazione scientifica riguardo alla natura della stella che aveva mostrato il cammino ai tre saggi venuti dall’Oriente. Secondo la religione cattolica, i Magi furono condotti da Gesù bambino grazie a una stella, “la stella di Betlemme”.

    Nell’anno 7 a.C., data della nascita di Gesù (non datata nell’anno 0 a causa di un errore commesso dal monaco Dionigi il Piccolo, vissuto tra il V e VI secolo), avvenne un fenomeno simile a quello di quest’anno: allo stesso modo i due pianeti si sovrapposero nel cielo notturno di 2000 anni fa, creando uno straordinario effetto ottico. Potrebbe darsi che i Magi, che osservavano molto il cielo, siano riusciti ad intercettare il corpo luminoso. Ciò vuol dire che il corpo celeste individuato dai tre saggi non era la famosa “stella cometa”.

    Allora cosa avevano visto davvero i Magi? Forse quest’avvenimento verificatosi qualche giorno fa è lo stesso che accolse Gesù nel mondo, lo stesso fenomeno che illuminò il cielo antico e che ha illuminato il nostro cielo proprio con il Natale alle porte!

    Certo è che alcuni studi hanno assimilato questo avvenimento alla tradizione di porre sopra al presepe una stella. Il primo fu Giotto che, nella sua opera “Adorazione dei re Magi” del 1303-1305, dipinse una stella sulla rappresentazione del presepe, essendo stato ispirato dalla stella che aveva visto per caso nel cielo del suo tempo. Probabilmente, però, ciò che aveva visto Giotto era la cometa di Halley, oggetto di discussione da parte di molti studiosi.

    La “stella di Betlemme”, comunque, che altro non è che un effetto ottico generato da due pianeti molto lontani, è apparsa più e più volte nel corso della storia e in modi sempre diversi. Quest’anno lo ha fatto in modo speciale, come è accaduto 2000 anni fa.

    Ci piace credere che sia il segno che qualcosa sta cambiando e che essa sia di buon auspicio, che la situazione difficile che stiamo vivendo in questo periodo a causa del COVID19 sarà presto superata!

     

  • Articoli natalizi : regali perfetti e creativi

    Articoli natalizi : regali perfetti e creativi

    Siamo sempre più vicini al giorno di Natale. Babbo Natale e le sue renne sono pronti a distribuire doni a tutti bambini che quest’anno sono stati buoni. Gli alberi sono stati addobbati, le letterine sono in fase di elaborazione; ma i regali ? Avete già fatto i regali ai vostri parenti più cari o pensate che sia Babbo Natale a occuparsi anche di questo?
    Per chi non avesse idee in merito, ecco a voi una rubrica di consigli di regali di natale a prezzi accessibili per tutte le persone a cui quest’anno volete volgere una piccola attenzione.

    Per le bambine più vanitose andrà benissimo una mini trousse munita di specchio, vari ombretti e lucidalabbra. Per le bambine dai capelli lunghi e folti potrebbe essere un’ottima idea una bambola della principessa Rapunzel o, magari, una spazzola per capelli unicorno (facilmente reperibile online) per domare la propria chioma con un tocco di fantasia e originalità. Per le bambine e i bambini appassionati di macchinine, una pista da corsa può rivelarsi ottima, ideale e divertente. I tifosi del calcio invece potrebbero apprezzare le figurine della propria squadra del cuore o anche un semplice pallone da calcio per praticare al meglio lo sport che si ama!
    I bambini hanno bisogno di esternare le loro emozioni: cosa c’è meglio di una tela, un cavalletto e dei colori ?
    Per le ragazze e i ragazzi la cui passione è la lettura, “Alice nel paese delle meraviglie” è il libro di cui hanno bisogno: ricco di emozioni, tanta fantasia e infinite avventure! Una soluzione differente, se si tratta di una cara amica o di un caro amico, sarebbe quella di stampare delle vostre foto riponendole in uno scatolino a tema natalizio con degli snack e delle caramelle gommose.
    Per la vostra lei o il vostro lui: se volete essere terribilmente romantici, regalare una mappa stellare del cielo la prima volta che vi siete incontrati sembra proprio fare al caso vostro. Per maggiori informazioni basta digitare su internet “regalare una mappa stellare” e tra le varie ricerche risulteranno i siti opportuni per realizzare il tutto. Un altro regalo perfetto è il portachiavi Spotify Code con cui è possibile regalare al proprio fidanzato o alla propria fidanzata l’ascolto della canzone che più ama, a portata di mano. semplicemente scansionando tramite Spotify il codice fissato sul portachiavi!
    Per le vostre mamme in occasione del Natale un bel gesto può essere regalare una decorazione natalizia come una pallina di natale personalizzata con una dedica fatta da voi. Anche una candela profumata, per le amanti dei profumi, sarà apprezzata. Per i papà, azzardate con l’abbigliamento! Sono indubbiamente meno complicati delle mamme. Una sciarpa e dei guanti sono di gran lunga i regali più consigliabili e utili. Per i nonni: i nostri cari nonni sarebbero felici anche solo con una lettera in cui scriviamo che li amiamo, provare per credere! Alla lettera però è possibile abbinare una sciarpa calda per la nonna e un maglione per il nonno, magari entrambi a tema natalizio.
    Inoltre, per mantenere i nostri nonni sempre arzilli e attivi un libro si dimostra un dono efficace e sorprendente. La lettura, si sa, ha la forza di coinvolgere chiunque, grandi e piccini! Per i più creativi, invece, ecco alcune idee di regali fatti a mano. Chi non ama i regali fatti a mano, quelli creati col cuore, a volte con qualche errore di fabbricazione? Sarà sempre qualcosa di unico, che porterà il nostro ricordo a chi lo guarderà. Ebbene, la creatività, se non allenata, non riesce a dare frutti a comando. Per questo ci siamo noi, pronte ad aiutarvi con due tutorial che possono intrattenere grandi e piccini.

    ALBERELLI DI NATALE.  Per i nostri piccoli alberelli di Natale ci serviranno: coni di polistirolo di varie grandezze; lana verde (1 gomitolo); spilli colorati da sarta (set da 3); stelline di plastica dorate decorative (1 barattolo); colla vinilica presa forte (1 barattolo); filamento in poliestere luccicante (1\2 pacchetti); decorazioni piccole natalizie. (1\2 pacchetti). Ora che abbiamo tutti i materiali a nostra disposizione non ci resta che iniziare! Il primo step è prendere il cono di polistirolo e contando qualche millimetro di distanza dalla base, andare a sporcare una superficie di circa due o tre cm. con un velo di colla vinilica. Iniziamo quindi ad arrotolare la lana verde attorno al cono, dal basso vero l’alto, cercando di coprire tutti gli spazi bianchi.
    Continuiamo in questo modo, aiutandoci di tanto in tanto con la colla vinilica per fissare bene la lana al cono di polistirolo. Una volta arrivati fino in cima, a circa due cm. dalla punta dell’albero, prendiamo una delle nostre piccole decorazioni natalizie a forma di sfera e bucando il polistirolo con la stecchetta di ferro, andiamo a creare il “puntale” del nostro albero. Continuiamo quindi ad arrotolare la lana verde attorno alla superficie rimanente, aiutandoci stavolta con uno strato più abbondante di colla per essere sicuri che non scivoli via.
    Una volta finito basterà tagliare la lana e fissarla con un goccio di colla e uno degli spilli colorati. Ed ora, la parte più divertente: la decorazione! Iniziamo a decorare il nostro albero prendendo i nostri spilli da sarta e iniziamo a mettere un primo strato di decorazioni. Prendiamo quindi il nostro filamento di poliestere ed andiamo ad arrotolarlo attorno all’albero aiutandoci anche con le piccole “sfere di natale” (gli spilli) per fissalo meglio. Creiamo poi le stelline di natale (come da foto) e iniziamo a rendere l’albero allegro e luminoso.
    Il prossimo step sarà occuparci della base dell’albero. Usando la stessa tecnica che abbiamo usato per il puntale andiamo a mettere le palline di polistirolo decorative a circa due cm. di distanza ciascuna per tutta la base. Adesso con i filamenti di poliestere di un colore a vostra scelta, andremo a decorare la base. Basterà arrotolarne uno per volta attorno alla base del cono per coprire la parte bianca, usando le palline decorative come perni per aiutarci a tener fermo il filamento. Una volta fatto questo avrete realizzato una nuova, piccola e colorata decorazione natalizia, da regalare o tenere in casa per rallegrare l’atmosfera! Divertitevi nel creare concept sempre nuovi per abbellire casa, date sfogo alla vostra immaginazione!

    STELLE DI NATALE. Per creare le nostre stelle di natale ci serviranno: 5 rametti caduti, di grandezze uguali (non più piccoli di 10 cm); un gomitolo di lana rossa (o verde dal tutorial precedente); nastri decorativi colorati; decorazioni natalizie a piacere (piccole campanelle o palline di Natale ecc…). Potrete utilizzare la stella come puntale del vostro albero, aggiungendo alla lista del fil di ferro doppio, mentre se volete rendere la vostra stella un centrotavola, basterà una candela in un bicchiere, qualche piccola pigna e qualche foglia di agrifoglio finta. Adesso che abbiamo tutto ciò che ci occorre non ci resta che iniziare! Prima di tutto dobbiamo trovare l’ordine giusto per i bastoncini di legno; dobbiamo “creare” la stella e provare a sostituire un rametto all’altro per trovare la combinazione che ci sembra più giusta.
    Una volta fatto questo inizieremo a legare assieme i due rametti che creano la punta più alta della stella con la lana rossa, mettendo da parte gli altri rametti. Una volta assicurati i due rametti con il filo, ci basterà annodarlo un paio di volte e poi tagliarlo non troppo corto. Nascondiamo quindi il filo rimanente tra il resto della lana, dove vediamo lo spazio vuoto tra i due rametti, lì infileremo la parte in eccesso della lana aiutandoci con uno stuzzicadenti o uno spillo.
    Lo step successivo consiste nel formare nuovamente la stella (con i rametti) come fatto in precedenza e prendere in considerazione i due rami che formano la X centrale della stella. Li legheremo assieme con la lana rossa.
    Mentre leghiamo i bastoncini di legno con la lana, cerchiamo di non essere troppo rigidi o troppo morbidi o la stella rischia di spezzarsi o sciogliersi. Adesso abbiamo una X e un pezzo a forma di V al contrario. Tutto ciò che dobbiamo fare è iniziare a legare i rametti assieme in modo da formare le due punte più basse della stella. Ci basterà poi posizionare il ramo centrale della stella in modo da riuscire a legarlo per bene al resto della nostra composizione assicurandolo agli altri rami, prima sulle punte e poi sulle diagonali centrali (vedere foto). Una volta fatto questo potremmo decidere come addobbarla, decorandola con fiocchi colorati, agrifoglio finto e campanelle di buona fortuna.

    SFERE-PRESEPE. Per creare le nostre sfere-presepe ci serviranno: sfere di plastica trasparenti e apribili medie; personaggi del presepe di grandezza media (Maria, Giuseppe, Gesù, bue, asinello ed angioletto); terriccio finto; ovatta; mini alberello finto; stelline di plastica oro in barattolo; nastro rosso; cartoncino verde o marrone; colla trasparente a presa forte. Per creare la nostra sfera-presepe il primo passo è aprire la sfera a metà lasciando che la parte aperta vada verso l’altro. Lavoreremo in questa posizione fino a che non arriverà i momento dei pastorelli. Prendiamo quindi il cartoncino e con l’aiuto dell’altra metà della sfera ne disegneremo la circonferenza. Con il compasso andiamo a disegnare un cerchio di circa mezzo centimetro\ 1cm più piccolo; sarà la base del presepe e disegnarlo più piccolo servirà ad avere più spazio per i pastorelli. Dopo aver ritagliato il cerchio di cartoncino, lo posizioneremo nella sfera, aggiustando eventualmente la grandezza.
    Una volta assicurate le misure del cerchio di cartoncino lo posizioneremo in una delle metà della sfera e andremo a riempire la sua parte bassa con dell’ovatta, fino al livello del cartoncino. Riempiamo anche l’altra metà della sfera, cercando di usare la stessa quantità di ovatta così da essere ben bilanciati.
    Adesso, concentrandoci solo sul cartoncino, prendiamo il terriccio finto e aiutandoci con la colla vinilica ne stendiamo uno strato sottile quanto basta per coprire il cartoncino. Una volta che la colla sarà asciutta, mettiamo la sfera in verticale e proviamo a posizionare i pastorelli. Se sono troppo alti, non disperate! Basterà ridurre la misura del cerchio e diminuire la quantità di ovatta. Fatto questo, incolliamo l’ovatta alla parte sottostante del cartoncino. Prima di aggiungere definitivamente i pastorelli, prendiamo le stelline dorate e con la colla trasparente le attacchiamo prima all’interno e poi all’esterno della sfera, tutte in corrispondenza l’una con l’altra: ricordate di farlo solo in una metà della sfera, quella che farà da sfondo ai pastori.
    Una volta decorato il cielo, non ci resta che incollare i personaggi del presepe al posto prestabilito e richiudere la sfera, usando un velo di colla trasparente per sigillarla ed evitare spiacevoli incidenti. Adesso, con il nastro rosso creiamo il laccio per appendere la sfera; realizzeremo un fiocco, al centro del qualche incolleremo il piccolo angioletto. Una volta asciugata la colla la nostra sfera-presepe è pronta!

    Eccoci giunti alla fine di questa serie di mini-tutorial. Le vostre creazioni renderanno qualsiasi ambiente più gioioso e natalizio. Saranno perfette sia come decorazione che come regalo dell’ultimo minuto, facili e divertenti da fare, gli ultimi due anche adatti a bambini più piccoli. Speriamo di esservi state utili e di avervi dato l’ispirazione per creare qualcosa di nuovo. Ricordate sempre che lasciare spazio alla fantasia è molto importante nonché rilassante e produttivo.
    Detto questo, vi auguriamo un buon Natale ed un felice anno nuovo.

    Giusi Gargiulo, Sabrina De Stefano, IV A musicale

     

  • Il Natale: viaggio nelle tradizioni

    Il Natale: viaggio nelle tradizioni

    L’anno civile chiude le proprie porte con un periodo in cui l’atmosfera diventa magica e, nonostante il freddo, sembra tutto più caldo: il Natale. Come ogni evento ricorrente anche il Natale ha le proprie tradizioni: in ogni casa, infatti, la famiglia si riunisce per addobbare l’albero; gli innamorati si baciano sotto il vischio; nella notte tra il 24 e 25 dicembre i bambini aspettano l’arrivo di Babbo Natale e durante il pranzo avviene il consueto scambio dei doni. Quali sono, però, le origini di tali tradizioni?

    Attraverso un viaggio nel passato è possibile risalire al fulcro della magia del Natale. Girando le lancette dell’orologio a ritroso si può scoprire l’origine di una pianta cespugliosa, il vischio. Il vischio era considerato dai Druidi, i sacerdoti celti, quasi divino poiché cresceva in alto rispetto alla terra e quindi vicino agli dei. Si pensava che la pianta avesse effetti magici e curativi. Ad oggi è utilizzata principalmente per scopi decorativi, in particolare nel periodo natalizio. Ma il vischio è conosciuto soprattutto per il consueto bacio; ma perché qualcuno dovrebbe baciarsi sotto ad una pianta? L’origine è da attribuirsi ad un mito germanico. Si narra che Odino, re degli dei, avesse molti figli tra cui Loki e Baldr. Loki era da sempre geloso della bellezza e del fascino di Baldr, quindi la madre, la dea Freya, fece promettere a tutte le piante e a tutti i materiali la propria fedeltà, dimenticandosi però del vischio. Loki costruì così un’arma fatta del legno della pianta dimenticata e uccise il fratello. La leggenda ha però un lieto fine, si racconta che la dea Freya pianse sul corpo del figlio, le sue lacrime divennero le bacche rosse della pianta e il figlio Baldr si risvegliò. Da allora Freya ringrazia tutti dando un bacio sotto alla pianta. Il Cristianesimo riprese il simbolo del vischio ed è per questo che viene considerato ancora come il simbolo dell’amore e della fortuna. n Italia e in tutto il mondo occidentale, è tradizione diffusa addobbare l’albero di Natale all’inizio di dicembre. 

    Anche l’abitudine di decorare un albero nasce dalla cultura pagana, in particolare i Celti erano soliti decorare un albero con la frutta durante il solstizio d’inverno per un buon auspicio per la Primavera. Si sa che anche i cristiani, durante il Medioevo, erano soliti utilizzare un albero in onore dell’Albero della vita. L’albero che conosciamo noi oggi è nato nel Nord Europa ed in particolare il primo albero di Natale venne innalzato nella piazza di Tallinn, in Estonia, nel 1441. Inizialmente l’uso era presente soprattutto nei Paesi protestanti; solamente all’inizio del XX secolo si diffuse in tutta Europa, anche nei paesi tradizionalmente Cattolici, quali l’Italia e la Spagna. 

    La notte del 24 Dicembre i bambini vanno a dormire aspettando l’arrivo di Babbo Natale, l’uomo rosso e anziano che porta i doni ai più piccini. La figura “dell’uomo che porta i doni” è più antica di quanto si pensi. Le prime tracce si individuano nell’antica Grecia: il portatore di doni era in questo caso il mitologico Poseidon, dio del mare. Anche il dio Odino del Nord Europa era incaricato di portare i doni ai bambini. Con l’avvento del Cristianesimo, San Nicola, protettore dei bambini, divenne colui che porta gioia e regali ai più piccini. Il passaggio da San Nicola al famoso Babbo Natale è stato molto lento. La figura del Babbo Natale che conosciamo oggi è nato anche grazie alla Coca-Cola. Anzi, pare che proprio la pubblicità del famoso marchio abbia contribuito a costruire l’immagine del moderno Babbo Natale; prima infatti era raffigurato in tanti modi diversi, ad esempio come un elfo crudele o come “lo spirito del Natale”.

    Terminato il viaggio alle radici delle tradizioni natalizie, passiamo ora a considerare le tradizioni natalizie in ambiente europeo. Pronti a partire?  

    INGHILTERRA. Il Natale a Londra dal punto di vista decorativo è simile a quello italiano. Alcune settimane  prima vengono decorati negozi, case, strade e piazze e l’aria natalizia subito si fa sentire. 

    La vigilia di Natale e il pranzo di Natale. La vigilia è molto sentita in Inghilterra, soprattutto dai bambini, che dopo la Messa di Mezzanotte tornano a casa e appendono le calze al camino, che di solito viene lasciato acceso in segno di buon auspicio, e sull’albero.  Per ringraziare “Father Christmas” e “Rudolph” la renna, vengono lasciati sul tavolo dei biscotti con il latte e una carota. Nella mattinata di Natale, ci si dedica all’apertura dei regali e poi si pranza. Il piatto forte è ovviamente il “roast turkey”, ossia il tacchino ripieno che viene accompagnato da una deliziosa salsa ai mirtilli. Altri piatti tipici sono i timballi di salmone, lo spezzatino alla birra e il cosciotto di agnello. Il dolce tradizionale è la Christmas Cake. Altra tradizione è il Christmas Cracker, un tubo di carta a forma di caramella con un piccolo gadget all’interno. Concluso il pranzo al 15:00 c’è il discorso della Regina seguito da un film di James Bond che quasi nessuno riesce a guardare fino al termine: generamente si addormentano tutti! Da qui nasce il detto “Falling Asleep in front of the Bond Film”. Ovviamente verso le 18:00 non può mancare il tè, accompagnato da dolci come i mince pies o addirittura da qualcosa di salato a base di sausages. 

    Santo Stefano. Il 26 dicembre è il Boxing Day, chiamato così perché i datori di lavoro consegnavano i regali ai loro dipendenti. Questa tradizione è stata abbandonata e ora nel giorno di Santo Stefano ci si dedica allo shopping natalizio. 

    L’albero di Natale. L’albero di Natale nasce in Inghilterra all’incirca nel XIX secolo da un principe germanico, Alberto di Sassonia. Infatti l’albero è un elemento centrale della cultura tedesca (il Tannenbaum), simbolo di rinascita. Se avete voglia di respirare aria natalizia e di osservare alberi enormi, dovete visitare Trafalgar Square, Covent Garden e la Chiesa di St.Paul.

    FRANCIA. Il Natale in Francia è la festa più importante dopo la festa di San Martino, un santo venerato fin dal IV secolo. Come in Inghilterra le strade, le case e i negozi si riempiono di decorazioni. 

    Il 24, il 25 e il 26 dicembre. Conclusa la cena della Vigilia, la tavola viene lasciata apparecchiata in previsione della venuta della Vergine Maria. Dopo la messa di Mezzanotte i bambini, prima di dormire, mettono sul camino scarpe o zoccoli per ringraziare Bambin Gesù o Babbo Natale. La mattina del 25 i bambini aprono i regali mentre gli adulti si scambiano i doni a Capodanno. Santo Stefano invece è semplicemente un giorno festivo senza particolari tradizioni. Il 25 dicembre, a mezzogiorno, si siedono tutti a tavola e si inizia con abbondanti ostriche, lumache, salmone affumicato. A seguire, pollo e prosciutto cotto; in Alsazia è tipico preparare l’oca, mentre in Borgogna il piatto principale è il tacchino con una crema e castagne. Il pasto ovviamente è accompagnato dallo Champagne abbinato a fragole, formaggi ed insalata. Piatto unico, le torte salate con riso, verdure, patate o cipolle. Il vero protagonista, però, è il dolce, con 13 tipi di dessert che richiamano Gesù e i 12 apostoli. Il tronchetto natalizio è impiegato come centro tavola, con la torta dei re o il Kougelhopf a base di mandorle e frutta secca. Infine un posto speciale è occupato dalla meringa. 

    L’albero di Natale. Per l’albero di Natale in Francia dobbiamo recarci alla Galeries Lafayette Paris Haussmann, dove ogni anno l’albero è addobbato in modo diverso, secondo un tema differente. Quest’anno il tema è “Le Voyage De Noel”, il viaggio che affronterà Celeste, in rotta verso rotte immaginarie. Alla fine dei rami ci sono tutti i doni e ogni 30 minuti le luci della cupola vengono spente per dare spazio alle animazioni sonore e luminose. Altra tradizione francese che viene sentita moltissimo è il Presepe, che deve SEMPRE esserci. 

    SPAGNA. Anche in Spagna il Natale è la festa più importante, tant’è vero che le feste si protraggono dal 22 dicembre al 6 gennaio. Inizia tutto proprio con la “Loteria De Navidad”, evento che immette tutto nell’atmosfera natalizia. 

    Il 24, il 25 e il 26 dicembre. Nella serata della vigilia di Natale, chiamata anche “Noche Buena”, si celebra la cena più importante. Di solito si va a casa dei nonni e non dei figli e si mangiano prodotti tipici del luogo. Ovviamente non mancano la “paella” e l’agnello talvolta accompagnato da zuppe di legumi. Per quanto riguarda il pesce, si mangiano prettamente molluschi come i Percebes o il Besugo al forno; si aggiunge anche la zuppa di ceci, per non farci mancare nulla, con verdure, patate, carne di vitello, di pollo e derivati dal maiale. Per quanto riguarda i dolci c’è il Roscon de Reyes, una grande brioche a forma di ciambella oppure i Mantecados, a base di strutto, zucchero e farina. La loro consistenza è talmente leggera che si sciolgono in bocca. Non possono mancare infine il torrone e il gelato natalizio a base di pistacchio. Durante la notte, si cantano o si raccontano testi su Gesù o Betlemme o a carattere personale, che esprimono sia stati d’animo felici che non felici.  A Natale gli Spagnoli mangiano arrosto, gamberi e granchi, astici, baccalà e cavolfiore, accompagnati dai vini più pregiati come il Ribeiro e l’Albarino. Come secondo, c’è il pollo arrosto, il capretto al sidro e il maialino arrosto, con cavolo, scarola, granata. I dolci sono quelli che vengono preparati per la vigilia. Santo Stefano, come in Francia è un giorno semplicemente festivo. 

    Curiosità particolari in pillole. In Spagna nel presepe oltre alle note figure già presenti si aggiunge una statuina del folklore catalano chiamato “caganer”. I regali non li porta Babbo Natale, ma sono i Re Magi. Questo significa che i bambini ricevono i regali dopo 12 giorni, anche se questa usanza sta cambiando e quindi i bimbi ricevono i doni sia il 25 dicembre che il 6 gennaio. Il pesce d’aprile in Spagna è in realtà il pesce di dicembre, precisamente il 28 dicembre è il “Dia de Los Santos Inocentes”. Il Babbo Natale basco è diverso dai Babbo Natale che siamo abituati a vedere. Il suo nome è Olentzero ed è un gigante vestito con abiti da contadino e una pipa in bocca, e nella notte del 24 dicembre viaggia lungo la “Gran Via” a Bilbao. 

    Erik Pasquale Langella, Lorenzo Scassillo, IV A musicale

  • Natale a Londra: luminarie ecologiche in Carnaby Street

    Natale a Londra: luminarie ecologiche in Carnaby Street

    Come è già noto, la ricorrenza del Natale a Londra è un evento molto importante; non a caso ogni anno in questa occasione si celebrano feste in ogni quartiere e vengono installate delle luminarie a dir poco straordinarie. L’anno scorso la città aveva dedicato le sue luci di Natale ai Queen di Freddie Mercury, ricordati in Bohemian Rhapsody, il film dedicato alla storia della celebre rock band made in England e del suo frontman scomparso il 24 novembre 1991. Quest’anno le illuminazioni più belle sono state installate in Carnaby Street, una delle vie più commerciali di Londra.Sono state scelte luminarie a tema marino, per sensibilizzare sullo sviluppo eco-sostenibile e sulla protezione dell’ambiente, una tematica che è attuale e ci riguarda molto, anche grazie all’opera dell’attivista svedese Greta Thunberg che si sta battendo energicamente per chè si combattano i cambiamenti climatici. Ed è per questo che sull’arco iconico di Carnaby Street è inciso uno slogan ben chiaro: ”One ocean, one planet”, mentre le strade si sono riempite di luminarie dalla forma di bellissime creature marine fra cui tartarughe, balene, delfini, squali…

    Questo progetto è stato realizzato in collaborazione con la charity “Projecy Zero”, associazione che si occupa della salvaguardia degli oceani e al termine delle festività natalizie il tutto sarà donato in beneficenza a “Project Zero”. Queste luminarie, oltre al trattare di un argomento così attuale, sono anche state fabbricate con materiali ecologici, riciclati e riciclabili. L’opera è composta da una foresta di alghe fatta interamente di reti da pesca riciclate; la simulazione della barriera corallina  è stata possibile crearla grazie all’ausilio di 500m di pluriball; poi le specie marine sono state realizzate in cotone e vernice vegana a base di acqua e interamente eco-friendly.  Queste luminarie, oltre ad avere un fine artistico e una funzione di attrazione turistica, hanno anche uno scopo didattico-educativo, grazie al quale persone di ogni fascia  di età riflettono sulla necessità di rispettare l’ambiente e di proteggere le molte specie di fauna e flora marine che, a causa dell’inquinamento e della presenza di plastica nei nostri mari ed oceani, si stanno estinguendo. Le nostre acque infatti sono diventate delle pattumiere a cielo aperto. Contribuiamo anche noi per il bene del nostro pianeta e facciamo qualcosa di concreto. Ora o mai più.

  • Saturnalia, il Natale dell’antichità

    Saturnalia, il Natale dell’antichità

    Se si scavasse a fondo nelle nostre tradizioni, si scoprirebbe che una festa cristiana come il Natale possiede grandi analogie, per quanto possa sembrare paradossale, con la festività romana dei Saturnalia.

    A rendere evidenti queste analogie, l’Archeoclub di Torre Annunziata lo scorso 16 dicembre ha organizzato una rievocazione dei Saturnalia nel Museo dell’Identità a palazzo Criscuolo. Nata nel 1974, l’associazione ha lo scopo di valorizzare le risorse archeologiche e culturali del territorio, in questo caso quello torrese. Ma cosa erano i Saturnalia?

    Ci risponde la prof. Mirella Azzurro, dal 2004 presidente dell’Archeoclub di Torre Annunziata: “I Saturnalia erano feste che si svolgevano tra il 17 e il 23 dicembre; da esse derivano alcune nostre usanze natalizie, come lo scambio dei doni e degli auguri”.

    L’allestimento di uno scenario romano con abiti dell’epoca e un triclinium, a cura del Gruppo Storico Oplontino guidato ad Alfredo Scardone, ha costituito il fulcro dell’evento, per “restituire valore alle tradizioni del nostro territorio”.

    L’iniziativa è benemerita: mostra un’immagine migliore di un territorio difficile e rende la cittadinanza partecipe della bellezza.

     

    Dario Gargiulo 5A classico

    Giovanni Matrone 4C scientifico

  • Le vere origini del Natale

    Le vere origini del Natale

    Quando si parla del Natale, pensiamo subito ai regali, all’albero addobbato, al panettone, al cenone con i parenti, alla gioiosa attesa della nascita di Gesù Bambino… Però il Natale non si è sempre festeggiato nel modo che tutti oggi conosciamo. Le festività  legate alla nascita di Cristo hanno subito nel corso della storia mutamenti e trasformazioni che hanno portato allo sviluppo dell’insieme di tradizioni che caratterizza queste feste e che differisce da Stato a Stato, da regione a regione e da città a città. Infatti ormai il Natale non viene festeggiato solo dai cristiani ma anche da popoli di religioni diverse.

    25 dicembre

    Tuttavia oggi, nonostante questa festa sia così diffusa e radicata, abbiamo soltanto una vaga documentazione sulle origini e sulla storia del Natale. Il problema principale è che non si conosce la vera data di nascita di Gesù, in quanto i vangeli non ne indicano né il mese né l’anno. Allora perché oggi festeggiamo la nascita di Cristo proprio il 25 dicembre? La data del 25 dicembre ha una storia millenaria e uno degli intrecci culturali e religiosi più complessi di sempre. Questa data, infatti, celebrava già la nascita di personaggi divini precedenti la comparsa di Cristo: il Dio Horus egiziano, il Dio Mitra indo-persiano, il Dio babilonese Tammuz. In tale data viene accreditata la nascita anche di Zarathustra, Dioniso, Adone, Attis, secoli e millenni prima di Cristo.

    Il solstizio d’inverno

    Tutto questo, però, non è una semplice coincidenza, ma può essere semplicemente spiegato considerando la forte importanza che le popolazioni antiche davano allo studio degli astri, in particolare del sole che veniva sempre associato al Dio supremo che diffondeva luce, generava vita e regolava l’universo. Gli antichi così notarono che il sole nei mesi invernali iniziava a perdere calore e luminosità  e le giornate si accorciavano sempre di più. Tuttavia nei giorni tra il 21 e il 25 dicembre questo fenomeno si fermava e il sole, giunto nella fase più debole, non sprofondava nelle tenebre dove sembrava precipitare, ma diventava con la sua vitalità invincibile (invictus) sulle stesse tenebre, il Sole “rinasceva” cioè si aveva un nuovo “natale”.Ecco come i nostri antenati vivevano il solstizio d’inverno e proprio da questo fenomeno nacquero nella cultura di diverse popolazioni le numerose festività  dedicate agli dei solari.

    I culti solari

    I diversi culti religiosi che festeggiavano la rinascita del sole si svilupparono principalmente in Medio Oriente; però conobbero il massimo sviluppo solo nei primi secoli dopo Cristo quando migrarono insieme al cristianesimo nella Roma Imperiale. In linea di massima la venerazione dei nuovi dei era ben tollerata  nell’universo politeistico della religione romana, così presero piede culti solari come quello monoteista persiano di Mitra nel II-III Secolo d.C., il culto egiziano di Horus e Iside o di Serapide, il culto ellenico-orientale di Dioniso e Apollo.

    La festa del Sole

    In questi secoli, anche a rappresentazione delle nuove tendenze culturali e religiose solari, furono eletti numerosi imperatori cultori del Dio Sole. L’imperatore Commodo, infatti, si fece raffigurare in compagnia di Iside e Serapide. L’imperatore Massimino il Trace fu invece cultore del Dio Sole Mitra come sembra lo fosse stato Nerone. Nel 218 divenne imperatore Elagabalo (già sacerdote del Sole ad Emesa), che si attribuì il nome del Dio Sole (El Galab = Dio Sole) e che fece costruire un tempio sul Palatino dedicato al Dio Sole Invictus. Tuttavia il 25 dicembre come giorno di festa grande compare in Italia e in Europa per la prima volta solo nel 274 D.C. per ordine dell’Imperatore Aureliano che fece diventare festa ufficiale il Natale del Sole con il nome di Dies Natalis Solis Invicti.

    Aureliano e il dio Sole di Emesa

    L’imperatore Aureliano aveva appena concluso la riunificazione dell’Impero Romano ed era reduce dalla grande vittoria sull’allora principale nemico dell’impero, il Regno di Palmira. La vittoria era stata resa possibile dallo schierarsi di Emesa, città-stato rivale, a fianco dell’esercito e la decisione di scendere in campo a favore dei Romani fu sostenuta proprio dai sacerdoti di Emesa, cultori del Dio Sol Invictus. Aureliano inoltre all’inizio della battaglia decisiva disse di aver avuto la visione benaugurante del dio Sole di Emesa. Quindi l’imperatore decise di ufficializzare il culto del Sole in tutto l’Impero per consolidare la riunificazione ed essere elemento di unità  culturale dell’Impero. Subito dall’oriente all’occidente la festa del Sol Invictus si affermò come la festa più importante dell’Impero, con grande partecipazione popolare a Roma, anche perchè si innestava ed andava a concludere la festa romana più antica, i Saturnali.

    Il Dio Mitra

    Molte sono le somiglianze che questa festa ha con il Natale cristiano; infatti, durante le celebrazioni del rito della nascita del Sole in Siria ed Egitto, i celebranti si ritiravano in appositi santuari fino a mezzanotte, quando uscivano annunciando che la Vergine aveva partorito il Sole (raffigurato dagli egizi come un bambino). Infatti proprio in Siria si sviluppa il culto del dio sole Mitra che, secondo molti studiosi, è quello che ha più influenzato il rito religioso del Natale e la stessa religione cristiana. A Mitra è accreditata la nascita il 25 dicembre in una grotta dove si riunirono dei pastori per venerarlo. In vita ebbe 12 compagni, effettuò miracoli, morì e risorse dopo tre giorni.

    Il primo Natale cristiano

    In seguito con la maggiore diffusione del cristianesimo nell’Impero la festa del 25 dicembre e i numerosi culti ad essa associati si fusero con le tradizioni della nuova religione. Cosi l’Imperatore Costantino, che era anch’egli un cultore del Dio Sole, abbracciando la fede cristiana, trasformò nel 330 la festa del Sol Invictus in festa cristiana. Nel 337, invece, Papa Giulio I ufficializzò la data del Natale da parte della Chiesa Cattolica, anche se all’epoca erano discordanti le opinioni sulla vera data di nascita di Gesù. La scelta della Chiesa di Roma di far coincidere la nascita di Cristo con la festa pagana più celebrata fu un tentativo di rispondere alla grande partecipazione che il culto del sole conservava tra la popolazione dell’Impero, adattandolo alla nuova religione.

    Il Natale oggi

    Da questo punto in poi la tradizione del Natale si è radicata nella cultura dell’Occidente e più in generale del mondo, attraversando eventi storici, mutamenti culturali e trasformazioni religiose, rimanendo intatta fino ai giorni nostri. Cosi dal culto pagano del “Sol Invictus” nel tardo impero romano ebbe origine la festa più celebrata e amata oggi,  da cattolici, protestanti, musulmani, ebrei, tutti uniti con la consapevolezza di far parte dello stesso pianeta Terra illuminato ogni giorno dalla stessa sfera di fuoco che tutti chiamiamo Sole.

     

     

     

  • Il mio primo Natale napoletano

    Il mio primo Natale napoletano

    Ciao a tutti,

    sono in Italia da 4 mesi fa, e in questo momento della mia vita posso dire che fare questa esperienza  mi fa cambiare come persona e mi fa apprezzare tutto quello che ho già, e tutto quello che sto conoscendo e vivendo.

    Quando me hanno detto che venivo qua a Napoli, la gente me diceva però che a Napoli è pericoloso e la gente è strana. Però questa idea è sbagliatissima!!!. Qui ho trovato  gente maravigliosa, la gente che si preocupa per me anche se non ti conoscono bene, che ti riceve a braccia aperte e ti fa sentire parte di essi. E questa è la cosa più bella.

    Questo mese è un mese di feste e di stare insieme alla famiglia: questo mi fa mancare la mia. Però anche sono molto felice di trovarmi qua, perché l’Italia ha qualcosa di molto speciale a Natale che lo fa essere un paese unico, forse per il buon cibo o forse per il modo di vivere il  Natale: la gente sempre così allegra, gli artigianati per strade, i presepi fatti a mano etc. L’Italia è un paese magico in cui non manca nulla. Secondo me, me trovo nel migliore posto possibile.

    BUON NATALE a tutti

    P.s. Mi scuso per mio Italiano ma sono all’Italia da sittembre e sto estudiando Italiano da pochi mesi

     

    Paulina Torre Bores – studentessa  messicana di scambi internazionali individuali al Liceo Pitagora – B. Croce di Torre Annunziata, classe 3A linguistico

  • Buon Natale dal Michigan

    Buon Natale dal Michigan

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    Cari professori e Caro Preside,

    è quasi Natale e sono già passati quattro mesi dalla mia partenza. Il Natale qui non è tanto diverso dal nostro; le decorazioni ricoprono le case che brillano sotto lucine colorate accompagnate da grandi addobbi o generalmente da grandi riproduzioni della Natività. E’ finalmente arrivata la neve e questa penso sia la cosa più bella dell’inverno in Michigan. La neve ormai ricopre tutte le strade e i tetti delle case che sono ben diverse dalle case che caratterizzano la nostra città. Svegliarmi la mattina e vedere tutto ricoperto da quei piccoli fiocchi bianchi è ancora molto strano per me (abituata a svegliarmi e vedere il mare con  tutte le isole della nostra bellissima costiera). Il paesaggio è completamente differente dal nostro. Grandi spazi “verdi” (ormai diventati bianchi per la neve), fattorie e grandi magazzini, specialmente riguardanti l’agricoltura. La vita è certamente diversa e non è stato facile abituarmi a una cultura, come dire.. rurale! Ogni giorno, però, cerco di imparare cose nuove. Con la neve, ovviamente, non potevano mancare le fredde temperature. Penso che la cosa che mi manchi di più (oltre al cibo) sono le calde temperature di Torre Annunziata. I miei genitori ospitanti non fanno altro che ridere ogni giorno poiché ho comprato circa 6 cappotti, 3 cappelli di lana e 5 sciarpe. Si divertono tantissimo a vedere la mia faccia quando esco di casa e entro in contatto con temperature freddissime, che penso siano l’unica cosa che riesca a svegliarmi la mattina. Ho iniziato anche un nuovo trimestre a scuola e amo le mie nuove materie.

    Ho la classe di British- English livello 12 con tutti seniors e la cosa più incredibile è che il mio professore è originario della Grecia. Inoltre British-English non è per niente difficile e il latino mi sta aiutando tantissimo. Non pensate che il latino sia una lingua morta perché è molto più che viva ed è la cosa che mi sta aiutando di più. Ho finalmente Algebra (che stavo iniziando a dimenticare J); sono ancora nella classe di weights and lifting perché ho veramente bisogno di tenermi in forma. La quarta ora è la mia preferita perché ho storia mondiale e devo dire che sono una delle più brave allieve, anche perché stanno studiando la mia bellissima Italia durante il Rinascimento. Mi diverto tantissimo quando ascolto il professore pronunciare nomi come Lorenzo De’ Medici o Niccolò Macchiavelli in inglese e mi diverto ancora di più quando il professore chiede il mio aiuto per la pronuncia. Non amo molto l’ultima ora poiché ho Zoologia e gli argomenti sono prevalentemente inerenti l’agricoltura; credo comunque che mi aiuti ad avvicinarmi di più alla cultura dello stato in cui mi trovo.

    Il periodo di Natale, comunque, non è certamente facile per uno studente in scambio poiché essere lontani dalla propria famiglia è veramente molto difficile. Nonostante ciò sono felice. Ho festeggiato il giorno del Ringraziamento con la mia famiglia, ho avuto una festa formale nella mia scuola un po’ stile PROM e ho avuto anche una piccola festa con tutti i miei amici in cui ci siamo scambiati i regali e abbiamo mangiato, proprio come un piccolo Natale tra amici. Presto cambierò famiglia e sono molto contenta. In questa seconda famiglia avrò tre fratelli; i genitori sono fantastici!

    Nonostante i brutti giorni, il sorriso durante questa esperienza non mi manca mai. Se penso che tutto va male, basta focalizzare i miei pensieri a quanto io sia fortunata e quanto questi giorni mi stiano arricchendo e fortificando ogni giorno di più.

    Insomma questo è un po’ tutto ciò che sta accadendo a distanza di quattro mesi dalla mia partenza dall’Italia durante un periodo così importante come il Natale. Spero che tutto vada bene in Italia e specialmente nella scuola. Auguro un buon Natale a tutti i professori, ai miei compagni di classe che mi mancano tantissimo e al Preside che mi ha permesso di vivere questa bellissima esperienza che mi sta arricchendo tanto. Merry Christmas and enjoy youselves!

    From Michigan, 15/12/2016

    Chiara Rossitti, 4 B classico