Tag: Parità di genere

  • Dovresti smettere di esser donna

    Dovresti smettere di esser donna

    Te la cerchi.

    Parli troppo

    non sai stare al tuo posto

    ti intrometti sempre:

    dovresti smettere di rispondere.

     

    Te la cerchi.

    Pensi troppo alla tua carriera

    non gli dai attenzioni

    ti allontana il lavoro:

    dovresti restare a casa.

     

    Te la cerchi.

    Il tuo rossetto è troppo acceso

    sei seducente

    ti guardano in troppi:

    dovresti smettere di truccarti.

     

    Te la cerchi.

    Non lo soddisfi abbastanza

    lui è un uomo e ha i suoi istinti

    tu non li assecondi:

    dovresti essere più disponibile.

     

    Te la cerchi.

    Tu lo esasperi

    lui poi si stufa

    tu proprio non capisci:

    dovresti smettere di esser donna.

     

    Nel mondo che vorrei, non esiste la giornata contro la violenza sulle donne.

  • Il prezzo della pandemia pagato dalle donne

    Il prezzo della pandemia pagato dalle donne

    In tempi di crisi è ancora la donna a pagare il prezzo più alto. Secondo le stime di fine 2020 il 98% dei disoccupati in Italia è donna. L’aumento della disoccupazione femminile certo non è determinato dal COVID-19 ma è l’effetto di problemi a monte mai risolti: il peso della famiglia da sempre grava sul ruolo femminile. Anche prima che si analizzassero gli impatti sociali ed economici della pandemia era evidente che in tutto il mondo le disuguaglianze sia di genere che economiche colpiscono più le donne.
    Certo l’impatto economico del virus è grave e in questo quadro le donne sono le più colpite. Uno studio delle Nazioni Unite hanno confermato che i settori più colpiti dalla pandemia tendono ad essere quelli altamente “femminizzati”, come turismo, ospitalità e vendita al dettaglio. Di conseguenza, l’occupazione femminile è più a rischio rispetto a quella maschile. Non a caso in alcuni contesti anglofoni è stato coniato il neologismo “Shecession”, composto da “ she” e “ recession” per indicare come siano le donne a subire in modo prevalente gli effetti sociali ed economici della crisi innescata dal coronavirus. Si parla di “ crisi di genere”.
    L’Onu nella giornata internazionale della donna ha sottolineato la scarsa presenza di donne nella politica e nelle sale riunioni di tutto il mondo. Eppure la transizione digitale ed ecologica, pubblicizzata dai governi di mezzo mondo, non potrà perseguire il bene comune e favorire l’innovazione del pianeta senza una transizione sociale. In una società investita dai processi di globalizzazione la partecipazione delle donne al modo del lavoro può trovare nuove forme organizzative ed espressive, che favoriranno l’innovazione sociale. Vi è una stretta correlazione tra progresso e diversità di genere. È necessario, dunque, favorire lo sviluppo culturale e professionale delle donne, perché la leadership femminile non può prescindere dall’emancipazione culturale ed economica. Tale emancipazione è la chiave per l’uguaglianza di genere e per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dall’Onu.
    Se la donna non raggiunge al più presto la parità, anche economica, con l’uomo, le economie mondiali non saranno in grado di affrontare crisi inaspettate e drammatiche come quella causata dal Covid-19. Sarà proprio la crisi economica unita alla disuguaglianza sociale la sfida più rilevante che la società dovrà affrontare nel prossimo futuro, con l’obiettivo primario di combattere le disuguaglianze sia economiche sia sociali potenziando il sistema di istruzione. Difatti gli investimenti nell’educazione e nella formazione è uno degli interventi più urgenti per uscire dalla crisi economica generata dalla pandemia.
    Dal terribile momento che abbiamo vissuto potremmo trarre come monito l’impegno a raggiungere la parità di genere.