Categoria: La nostra scuola

  • La donna tessitrice: incontro con Teresa Civitella

    La donna tessitrice: incontro con Teresa Civitella

     

     

    Il 24 novembre 2023, noi della classe 1AS, insieme alle classi 1BS, 1DS e 1BC, nell’ambito del progetto ‘Scrittori in classe’ abbiamo  incontrato la professoressa e scrittrice Teresa Civitella. Siamo stati invitati a leggere uno dei suoi libri più recenti, “La Donna Tessitrice”. Attraverso questo breve libro, abbiamo colto molteplici spunti di riflessione e varie prospettive proposte dalla scrittrice, che ha suggerito interessanti confronti tra epoche diverse a proposito  della condizione femminile.

    Ogni classe ha elaborato un proprio lavoro: alcuni hanno realizzato presentazioni powerpoint, mentre altri hanno prodotto video. Noi abbiamo creato un video-poster raffigurante Ulisse e Penelope, considerati quasi come un unico personaggio nella storia e nella vita, vista la loro simile capacità di affrontare con furbizia e intelligenza le difficoltà in cui si imbattono nelle loro vite, trovando sempre soluzioni adeguate.

    Inoltre gli alunni di ogni classe hanno posto alcune domande alla professoressa, che ha risposto in modo brillante senza risultare noiosa. La parte dell’incontro che ha maggiormente colpito la maggioranza degli studenti è stata quando la professoressa Civitella ha raccontato un episodio personale. Durante una sua lezione, un  alunno chiese se le poteva portare sua madre, la quale denunciò le violenze subite dal marito. Abbiamo collegato questo evento a quello tragico di Giulia Cecchettin e la professoressa ha condiviso il suo pensiero, sostenendo che gli “uomini”  diventano violenti a causa dell’eccessivo amore materno ricevuto o per la mancanza dello stesso. Questo  porta spesso  il ragazzo a cercare una figura materna nella propria partner che diviene oggetto di attaccamento possessivo e malato.

    L’incontro con l’autrice del libro è stato un’esperienza interessante perchè ci ha dato l’opportunità di riflettere su un tema che tutti abbiamo a cuore.

    Rosa Papa, I AS

  • 1/12/2023- 20/01/2024-Open Day del Liceo Pitagora B. Croce: vi racconto la mia esperienza!

    1/12/2023- 20/01/2024-Open Day del Liceo Pitagora B. Croce: vi racconto la mia esperienza!

    Open day, la traduzione è facile ed il significato ormai noto. Non c’è bisogno di conoscere la lingua Inglese per capire che si tratta di una giornata in cui il nostro Liceo apre le porte al territorio e docenti ed alunni raccontano della scuola, delle attività, dei progetti e dei tanti punti di forza. La cosa più importante da tenere in considerazione è l’obiettivo che ha l’open day: consentire alle famiglie, ai genitori e ai figli, di poter valutare l’offerta formativa più adatta alle inclinazioni dei ragazzi che si accingono a scegliere un nuovo percorso scolastico.
    Grazie all’open day, i ragazzi stessi entrano in prima persona in contatto con la scuola, valutando concretamente ciò che viene offerto loro. Spesso però sono i genitori a scegliere per loro, oppure i ragazzi valutano l’opportunità di seguire i compagni o gli amici del cuore per non doversi separare da loro. (Questo ovviamente è sbagliato!).
    L’Open day non è solo un evento ma è un concetto molto più ampio: non è per noi studenti una vetrina per esporre le attività che svolgiamo o una semplice promozione dell’Istituto, è la nostra essenza, la nostra creatività che si esprime liberamente. Una scuola attenta a queste dinamiche è una scuola sempre pronta a raccontarsi, perché si conosce a fondo e sa come presentarsi. Il nostro istituto ha saputo raccontarsi ed ha aperto le porte il 1 dicembre 2023 ed il 20 gennaio 2024 per offrire un’opportunità unica ai futuri alunni e ai loro genitori. È stata curata molto la comunicazione con manifesti, leaflet e sui social. Originale, a mio avviso, è stato anche il progetto “Liceali per un giorno” grazie al quale gli allievi, si sono potuti prenotare inquadrando un QR Code posto a piè di manifesti e locandine pubblicitarie dell’evento, sparse per la città e vivere così l’esperienza di essere “liceali per un giorno”, a scuola, in classe proprio come dei veri liceali.
    Vorrei però raccontarvi la mia esperienza come studentessa della 3 B indirizzo Scienze applicate del Liceo. Insieme ad alcuni miei compagni siamo stati coinvolti dalla nostra intraprendente professoressa di Inglese a metterci in gioco, d’altronde la sua filosofia è: “Bisogna infondere fiducia e stimolare curiosità ed interesse nelle famiglie e, soprattutto, nei futuri studenti attraverso l’organizzazione di open day illuminanti”.
    Presentarsi nel miglior modo significa trasmettere sensazioni positive e grande sicurezza in ciò che si fa. È stato questo l’obiettivo principale perseguito per un’ottima riuscita nell’accoglienza, infatti abbiamo parlato delle nostre reali esperienze e di ciò in cui crediamo. Personalmente sono stata coinvolta insieme ad un altro mio compagno nella realizzazione di una presentazione intitolata: “Be sustainable!”, mentre altri miei compagni, veri geni dell’informatica (geek), hanno creato un Escape Room “horror” in inglese che ha tenuto i visitatori con il fiato sospeso.
    Il mio progetto era improntato sull’utilizzo di Genially, una piattaforma digitale innovativa per la realizzazione di un elaborato interattivo che comprendeva anche video e giochi istruttivi che hanno coinvolto gli studenti visitatori, che sono stati numerosi e si sono complimentati con noi per la serietà e l’abilità nell’uso del digitale!  È stata un’esperienza coinvolgente che mi ha ripagato di tutto l’impegno profuso: un impegno che ha visto una grande sinergia tra Dirigente scolastica, noi studenti, gli insegnanti e i collaboratori scolastici, questi ultimi sempre disponibili, pronti a darci una mano o un consiglio. Ve lo confesso: è stata una grande soddisfazione!

  • Torre Annunziata: liceali in libreria

    Torre Annunziata: liceali in libreria

    Dal  4 al 12 novembre 2023  alcune classi del Liceo “Pitagora – Croce” di Torre Annunziata hanno animato due pomeriggi presso la locale  libreria “Libertà”, aderendo all’iniziativa nazionale #Ioleggoperché, che ha come scopo quello di avvicinare i giovani ai libri, offrendo la possibilità di fare donazioni alle biblioteche scolastiche. “Pomeriggi letterari” all’insegna di maratone di lettura, momenti di intrattenimento musicale, interviste a persone anziane, drammatizzazioni di miti e di classici della letteratura italiana come “I promessi Sposi”, tutte occasioni per scoprire o “riscoprire” il potere speciale, che hanno i libri, di farci entrare in contatto con le nostre emozioni, il nostro vissuto, di  vivere temi universali, senza tempo, consentendo a chiunque, dai piccoli ai grandi, di dare voce a frammenti della propria esistenza.  Nonostante i ragazzi non leggano molto, sono tuttavia consapevoli dell’importanza della lettura.  Da questo progetto è emerso che gli studenti non vogliono sentirsi dire che la lettura è importante, ma vogliono piuttosto sperimentarlo in prima persona. L’ entusiasmo con cui è stato accolto questo progetto ci ha portato quindi a riflettere su quanto sia bello che la scuola si apra a iniziative coinvolgenti, formative ed entusiasmanti come quella di #Ioleggoperché. A seguire vi offriamo uno “speciale”  su quella che è stata l’esperienza della nostra classe.

    Benedetta Serpe 2B classico

    Martedì 7 novembre, noi ragazzi della 2B classico abbiamo partecipato al progetto “Io leggo perché” presso la libreria “Libertà” di Torre Annunziata.

    Il titolo del lavoro che abbiamo presentato è “Curare la lettura, la lettura come cura”, infatti l’attività era basata sull’importanza della lettura ed aveva lo scopo di promuoverla in quanto sicura fonte di ispirazione e riflessione.

    I nostri docenti di italiano e greco ci hanno aiutato nella stesura di un copione da interpretare, ispirato ad un articolo di Marco Erba in cui veniva raccontata la storia di Carolina, una ragazza apparentemente disinteressata a tutto, che nasconde, dietro la maschera della ragazza ribelle, una grande sensibilità e una storia di disagio familiare.

    La vera Carolina verrà fuori grazie al suo insegnante e al compito in classe: “Come l’Eneide ha parlato alla tua vita”. La ragazza infatti, sviluppando la traccia, racconterà di come  sua madre rappresenti per lei un eroe al pari di Enea, avendo portato in salvo lei e suo fratello dalle macerie della vita in cui erano intrappolati.

    Abbiamo interpretato i ruoli di Carolina e dei suoi insegnanti, creando un video che ne raccontasse la storia.

    In seguito ci siamo concentrati su alcune opere letterarie che ci hanno particolarmente colpito, leggendone e commentandone i passi per noi più significativi.

    Abbiamo infine realizzato dei segnalibri, recanti la trascrizione di poesie da noi stessi composte e  ispirate a colori, immagini ed emozioni.

    Attraverso le attività svolte abbiamo cercato di spiegare e mostrare come la lettura possa essere una cura per la mente e lo spirito nella misura in cui siamo noi a prenderci cura di essa. Incrementare la lettura significa infatti arricchirsi di nuove pagine e nuove parole in cui rifugiarsi o alle quali chiedere aiuto e conforto nei momenti difficili della vita, quelli in cui –come nella storia di Carolina- sentimenti e personaggi che animano le pagine di un libro, se capaci di dischiudere il nostro mondo interiore, possono fare tutta la differenza del mondo, trasformandosi in una vera e propria “cura”.

    Teresa Oreste 2B classico

  • Alla scoperta dell’incanto

    Alla scoperta dell’incanto

    “[…] Se è vero che tutti possiamo essere << Pellegrini spirituali>>  , è evidente oggi la perdita d’importanza delle discipline classiche che non godono più di alcun riconoscimento sociale. È colpa anche della scuola se sempre più spesso i ragazzi non provano interesse per l’arte, la storia e la bellezza?” Questa è stata una delle domande poste al direttore degli scavi archeologici di Pompei,  dottor Gabriel Zuchtriegel, il 13 dicembre scorso nell’Aula Magna del nostro liceo, dove si è tenuto l’evento per la presentazione del suo libro intitolato Pompei, la città incantata.

     L’ evento, organizzato dalla Dirigente Scolastica, prof.ssa Tiziana Savarese  in collaborazione con i docenti di storia dell’ arte  e moderato dalla prof.ssa Lina Fiordoro,   ha trattato proprio dell’attualità della cultura classica e dell’importanza del suo studio in quanto chiave di lettura del mondo attuale. Attraverso gli interventi dei relatori,  si è fatto un salto indietro nel tempo ed è stata illustrata quella che era la vita quotidiana degli abitanti di Pompei prima della distruttiva eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. All’inizio dell’incontro, infatti, è stato proiettato un video  girato nel Parco archeologico , ideato e recitato dagli studenti ed  è stata rappresentata , così, l’essenza del libro direttamente dal Parco Archeologico, con protagonista un abitante di Pompei del I secolo d.C., interpretato dall’alunno Marco Tortora della 4°C Scientifico.

    Il direttore del Parco, dottor Zuchtrieghel, durante l’evento non si è sottratto alle domande postegli dagli studenti: “Studiare il mondo antico è importante per conoscere le nostre radici ma senza trascurare ciò che è l’oggi, in cui sarebbe impensabile non conoscere la storia del ‘900 o non studiare le lingue straniere e le discipline informatiche che un mondo globalizzato richiede è la sua risposta alla domanda citata all’inizio dell’articolo. Successivamente ha anche spiegato tutto il lavoro impiegato per la scrittura del libro, mentre i tempi venivano scanditi dalle armonie dei ragazzi del Liceo Musicale che hanno eseguito brani che hanno accompagnato i vari momenti  della formazione culturale del direttore, diplomato in pianoforte .

    Un evento emozionante, interessante e soprattutto coinvolgente che ha rapito l’attenzione non solo di docenti e studenti, ma anche dei numerosi cittadini intervenuti all’incontro. La partecipazione degli studenti è stata ammirevole e ha dimostrato  che gli argomenti relativi al mondo classico non sono mai superati anche per le nuove generazioni se riescono a toccare le corde dei sentimenti dei giovani.

  • Emozioni in versi

    Emozioni in versi

    Le parole hanno il potere speciale di dare forma ad emozioni, pensieri e sensazioni. In questo piccolo “canzoniere”, composto dagli studenti della 2 B Classico,  le parole si caricano di intensità,  colorano di emozioni il bianco della pagina, raccontano con delicate immagini  paure e speranze, mancanze e  attese, sogni e fragilità, svelando la  bellezza e la ricchezza custodite nel loro animo giovane e sensibile.

     

    Specchio

    di Benedetta Serpe

    Questi versi ti dedico,

    anche se tu, crudele come sei,

    regali solo lacrime e complessi

    all’anima mia.

    Guardando quei minimi problemi

    che agli occhi miei paiono enormi,

    mi rinchiudo e rifugio nei dubbi miei.

    Quella maschera di trucco,

    che nasconde ogni giorno

    le mie insicurezze

    e la vera me,

    è l’amante mia

    e, al contempo, la mia peggior nemica.

    Questo maledetto bisogno

    di essere accettata

    mi perseguiterà

    finché non avrò capito

    che la vera me

    non è colei che guardo

    ogni giorno allo specchio.

     

    Libertà

    di Asia Scognamiglio

    La libertà,

    un desiderio a me caro.

    Amo sentirmi libera di esprimermi

    libera di mostrami,

    libera di diventare,

    di essere,

    di correre veloce

    come un cavallo dal mantello nero

    che esprime forza,

    energia di desiderio,

    eleganza.

    I cavalli sono la libertà,

    quella libertà senza sella,

    senza padrone,

    ma solo con il desiderio

    di essere libero

    come mi sento io,

    sono loro che mi danno quelle ali

    che spesso mi mancano

    per spiccare il volo.

     

    Autunno

    di Serena Miranda

    Nel grigio di un mattino nuvoloso,

    un’emozione nuova mi rende curioso.

    L’immagine di un autunno dorato,

    appare come in un canto innamorato.

    Un fiore che appassisce,

    anche l’anima intenerisce.

    Gli alberi si spogliano

    e le loro foglie muoiono.

    L’aria fresca sfiora il mio viso,

    quando ormai il sole è già sceso.

    Il profumo della terra inumidita,

    dà ai sensi un’armonia infinita.

    Il colore che avvolge l’autunno,

    è il marrone del manto che copre il terreno.

    E così immagini e colori si uniscono,

    offrendo un paesaggio incantato

    che non resterà eterno.

     

    Amo il mare

    di Salvatore Ascione

    Amo il mare

    come il mare ama la riva

    Mi rivedo

    nella sua briosità

    Con il suo colore speciale

    la sensazione di volare

    nel blu che luccica di bianco

    quando il sole risplende

    Amo il mare

    È l’unico luogo

    in cui potrei restare

    senza la noia mortale

     

    Mare

    di Federica Salvatore

    Mare,

    la tua immensità

    genera in me tranquillità.

    Mare,

    la tua bellezza

    lenisce in me la tristezza.

    Mare,

    con il suono delle tue onde

    serenità attorno a me si diffonde.

    Mare,

    quando guardo il tuo colore blu

    la mia gioia sale e l’ansia va via.

     

    La spensieratezza

    di Adriano Orofino

    La spensieratezza è…

    un cielo azzurro senza nuvole,

    sotto il quale gioca un bambino

    in un prato fiorito,

    che perde ogni cognizione del tempo.

    Un tramonto incantevole al mare,

    che ti fa dimenticare tutto per un istante,

    le serate con gli amici in vacanza,

    stesi sulla sabbia a guardare il cielo stellato.

    La spensieratezza la vedo in quei momenti lì,

    che sembrano per un istante interminabili,

    ma che poi non tornano più.

     

    L’emozione di un goal

    di Alessandro Sansone

    Un popolo intero, una città,

    unita per un’unica passione.

    Il giocatore calcia il pallone…

    «Goooal!» ‒ urla il telecronista ‒.

    La passione di tutti i tifosi

    presenti allo stadio

    si trasforma in un sentimento

    di gioia incontenibile,

    come l’immagine di una madre

    che ha appena partorito suo figlio,

    come se dentro di essa

    fosse terminata un’attesa

    che non riusciva più a colmare.

    Il tutto, sotto uno splendido

    tramonto rosso fuoco.

    Rosso come la passione,

    la stessa passione che li ha spinti

    a non mollare mai

    e a crederci sempre,

    anche dopo le sconfitte.

     

    Tranquillità della notte

    di Silvia Matrone

    La notte

    tranquillità infonde,

    i ricordi  riaffiorano,

    osservando la luna e le stelle

    mentre il mondo dorme.

    Di quel blu profondo

    si colorano lieti e tristi pensieri.

    Mi guardo dentro,

    mi ascolto,

    una marea di emozioni

    rendono unico e malinconico

    questo istante.

    Mi assale il fruscio dei pensieri,

    distrugge il silenzio,

    ma quando guardo la luna,

    in quel preciso istante,

    tutto torna com’era.

     

    Tranquillità

    di Antonia Giugliano

    Un colore ed un’immagine,

    arancione come il tramonto:

    la notte sta per arrivare,

    il sole cala,

    lento.

    Io che resto a guardare,

    mi incanto ad osservare.

    Tranquillità m’ispira.

     

    Tempesta

    di Nicolò Graziano

    Sono triste,

    le lacrime bagnano i miei occhi.

    Non voglio essere consolato,

    mi calmo e prendo fiato.

    Una nuova lacrima solca la mia guancia,

    punge come la punta di una lancia.

    Anche il cielo è triste,

    urla, si sfoga,

    mostra la sua foga,

    le sue lacrime bagnano

    la mia finestra,

    sfiorano anche il mio viso.

    Perderà per un po’ il sorriso.

     

    Sogno

    di Fabio Cirillo

    Ho visto un giardino incantato.

    Era verde, tutto verde.

    E tu eri un albero ricco di foglie

    che coprivano i miei timori e le mie ansie.

    Tu c’eri, io lo so, ma non ti vedevo.

    Là un’immagine confusa nella luce

    si specchiava nella mia mente.

    Tu c’eri, ma io non ti vedevo.

    Sono qui, mamma, vieni e accarezzami…

     

    Mare

    di Denise Carmen Acunzo 

    Mare.

    Come era bello sperare

    sognare a riva

    mentre il sole moriva.

    Tra sussurri e grida

    il sogno svaniva

    intanto che l’estate finiva.

     

    Il rosa

    di Irene Pinto

    Il rosa non è solo un colore,

    ma un atteggiamento.

    Il rosa è una nuance particolarmente

    emozionale.

    Il rosa è emozione: stato d’animo,

    protezione, gentilezza e tranquillità.

    Il rosa è metafora della donna

    che il gentiluomo ama

    sinceramente.

    Il rosa è il più immateriale dei colori,

    sfuggente alla vivacità,

    ricorre con delicatezza.

    Il rosa è speranza

    che infonde

    sicurezza e ottimismo.

     

    Benvenuto autunno!

    di Antonio Diego Di Ronza

    L’arietta è frizzantina

    di sera e di mattina.

    Sarà la scuola che apre i battenti,

    i bimbi che entrano sorridenti.

    Sarà il cestino pieno di funghi

    o quei giorni non più così lunghi,

    o la pera che cade dal ramo,

    ormai è autunno: benvenuto, ci siamo!

     

    La serenità

    di Teresa Oreste

    Dopo la rabbia e la tristezza

    torna sempre la pace e la serenità

    che si prova quando si guarda

    il mare e le onde,

    quando il cielo torna blu

    o sentendo il rumore delle ruote

    che vanno sulla pista silenziosa.

    Torna la pace e torna il colore.

  • Giancarlo Siani e la deontologia della professione giornalistica

    Giancarlo Siani e la deontologia della professione giornalistica

    “Questo evento è un po’ il riscatto di Giancarlo, i ragazzi si impegnano a portare avanti il suo vero ricordo. Qui stamattina stiamo facendo una piccola evoluzione, ricordarlo dopo trentotto anni dalla sua morte dimostra che non morirà mai”. Con queste parole il giornalista Giovanni Taranto ha aperto l’evento che si è tenuto nella giornata del 29 Settembre presso l’Aula Magna Capossela del Liceo Pitagora-Croce, sei giorni dopo l’anniversario della morte di Giancarlo Siani.

    Vi hanno partecipato quattro classi dell’Istituto (4A classico, 4D scientifico, 4A linguistico e 5C scientifico) e sono stati invitati a intervenire Gianmario Siani, Presedente della fondazione Polis, Ottavio Lucarelli, Presidente Ordine Giornalisti della Campania, Marilù Musto, Presidente Commissione legalità O.G.C, Giovanni Taranto, Vicepresidente Commissione legalità O.G.C. e moderatore dell’evento, Vincenzo Sbrizzi, componente Commissione legalità O.G.C e Massimo Corcione, giornalista e già Direttore Sky.

    L’evento è stato aperto dalla canzone Ogni volta di Vasco Rossi, cantante preferito di Giancarlo, che, in quella sera decisiva, si stava recando proprio a un suo concerto. Hanno fatto seguito la visione di un video realizzato in onore della sua memoria e una drammatizzazione che, come ha detto lo stesso Taranto, ha fatto molto effetto.

    Ricordare la figura di Giancarlo Siani è senza dubbio fondamentale, in quanto, nonostante siano passati così tanti anni dalla sua morte, e la situazione a Torre Annunziata sia certamente cambiata, egli resterà sempre un esempio. Ottavio Lucarelli ha affermato infatti che il messaggio di Giancarlo è deontologico poiché ci aiuta in un momento non facile per l’informazione, in quanto la carta stampata attraversa un momento di crisi  e contrastare le fake news si sta rivelando sempre più difficile.

    C’è bisogno di un giornalismo fatto di verità. In una società democratica e libera, quale dovrebbe essere quella italiana, esso rappresenta la sua forza essenziale. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza, la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente in allerta le forze dell’ordine e sollecita la costante attenzione della giustizia.

    Anche a distanza di tempo, gli articoli di Giancarlo Siani sono una testimonianza del valore e dell’ efficacia di un giornalismo che si ispira a valori di verità e giustizia. Essi sono un esempio  per quelli che vogliono intraprendere la professione di  giornalista.

     

  • Liceo Pitagora-Croce: eccellenze delle arti marziali

    Liceo Pitagora-Croce: eccellenze delle arti marziali

    Angelo Longobardi, Nicola Esposito, Emilia Esposito, Gioele Russomanno. Sono i nomi di alcuni dei campioni che il Liceo Pitagora-Croce attualmente ospita. Ad una giovane età, queste promesse nell’ambito delle arti marziali sono già campioni a livello regionale, nazionale e sono impegnati anche all’estero.  Studenti dell’Indirizzo Sportivo, i giovani talenti emergenti hanno rilasciato un’intervista nella quale hanno descritto alcuni aspetti salienti degli sport che praticano e tutte le responsabilità che derivano da questo impegno sportivo.

    “Quanto, lo sport che praticate, ha influito sulle vostre relazioni con gli altri?”

    Le arti marziali forgiano lo spirito e il carattere. Praticare uno sport è fondamentale nell’interazione umana ed è importante iniziare a farlo fin da bambini poiché allenando la forma fisica si acquisisce anche una forma mentis. Inoltre l’apprendimento di tecniche di autodifesa è essenziale per potersi difendere dai fenomeni di bullismo che avvengono, purtroppo, quotidianamente nella nostra società.

    “Come riuscite a conciliare l’impegno scolastico e quello sportivo?”

    Volere è potere. Maggiormente se si è professionisti e si ha una chiara visione dell’obiettivo a cui si aspira. Conciliare studio e sport non è una cosa impossibile. Con la forza di volontà e la determinazione si riescono a compiere grandi cose. La chiave è la dedizione verso ciò che si fa. Pur dovendo sacrificare, a volte, il tempo libero, si sa che per raggiungere un risultato bisogna lottare.

    “Avete mai avuto l’istinto di utilizzare le vostre conoscenze in quest’ambito in momenti di rabbia?”

    Le arti marziali insegnano l’autocontrollo. Le regole fondamentali che si devono apprendere per poter praticare questo sport sono: il rispetto delle regole, la disciplina e l’autocontrollo. Anche se a volte può esserci l’istinto di utilizzare le proprie conoscenze è importante frenarlo e ricordarsi che potrebbero mettere in pericolo le persone intorno.

  • Gabriel Zuchtriegel: un incontro con la nostra storia

    Gabriel Zuchtriegel: un incontro con la nostra storia

     

    Lo scorso 25 maggio ha avuto luogo, al liceo Pitagora Croce, un incontro con Gabriel Zuchtriegel, direttore del sito archeologico di Pompei, Oplonti e Boscoreale

    Ma chi è davvero Gabriel Zuchtriegel? Ha studiato archeologia classica, preistoria e filologia greca presso l’università di Humboldt di Berlino e, in seguito alla laurea e al dottorato, è diventato nel 2015, direttore del sito archeologico e del Museo Nazionale di Paestum e, successivamente, dal 2021 Direttore degli scavi archeologici di Pompei, Oplonti e Boscoreale

    L’incontro con i ragazzi del liceo è stato quello conclusivo di un percorso di PCTO, intrapreso dagli alunni del “Pitagora – Croce con l’Archeoclub, che prevedeva lezioni di archeologia riguardanti il territorio campano, ma che era aperto a chiunque vi volesse prendere parte.

    Il direttore Zuchtriegel ha da subito affermato di non voler parlare di un argomento specifico, bensì di archeologia in generale, con lo scopo di coinvolgere il più possibile i ragazzi presenti. La presentazione è iniziata proprio da Pompei, con varie spiegazioni sui recenti ritrovamenti , senza, però, mai entrare troppo nello specifico, riuscendo così ad appassionare tutti. Per quanto, a volte, questi argomenti possano sembrare lontani dalla realtà quotidiana , la loro conoscenza  ci permette di guardare al passato e alla storia del territorio in cui viviamo con più consapevolezza e allo stesso tempo ci fa capire che è sempre interessante scoprire da dove proveniamo e quali sono effettivamente le analogie e le differenze con il passato.

    Oltre che di archeologia vera e propria, però, il direttore ha voluto discutere persino di alcuni personaggi storici, e in particolare, di Nerone. Le leggende che circondano questo imperatore sono infatti tante, ma le certezze sono poche . Zuchtriegel ha voluto perciò precisare che questo personaggio così singolare, probabilmente era un uomo di cultura, amante dell’arte e della poesia, a differenza delle narrazioni che lo descrivono come un folle, artefice dell’incendio di Roma. L’ascolto di queste nozioni è stato estremamente piacevole e “leggero” nonostante non sia poi così semplice trasmettere queste informazioni a ragazzi che nutrono altri interessi, magari lontani dal mondo della storia e dell’archeologia. Infatti, tra un racconto e l’altro riguardante la moglie e la madre di Nerone, Zuchtriegel ha divertito tutti i presenti grazie a una “battuta” che vedeva protagonista Agrippina, sfuggita alla morte grazie al suo ingegno e, proprio per questo, le ha voluto dedicare un caloroso applauso da parte del pubblico.

    In seguito, come atto conclusivo dell’incontro, Zuchtriegel ha concesso la parola a noi alunni che, pieni di curiosità, abbiamo potuto ricevere ulteriori informazioni e chiarimenti su ciò che più ci interessava. Nonostante il tempo fosse poco, egli è stato in grado di soddisfare le nostre curiosità e quindi rispondere alle domande in modo esaustivo, mostrandosi estremamente disponile  con tutti. Per noi alunni è stato un onore aver avuto modo di parlare con il Direttore degli Scavi di Pompei, uomo di cultura e sensibile al patrimonio culturale che la Campania  offre, ma soprattutto interessato a quello che noi ragazzi avevamo da chiedere.

    Questo evento sicuramente  ci ha arricchito culturalmente ed eticamente  suscitando in noi  emozioni che custodiremo nel tempo e che contribuiranno a stimolare in noi la curiosità   di  conoscere in modo più approfondito  il nostro passato.

  • Francesco Paolo Oreste: dialogo su bullismo e cyberbullismo

    Francesco Paolo Oreste: dialogo su bullismo e cyberbullismo

    Il 18 aprile 2023 i ragazzi di alcune classi (1A classico, 1B classico, 2B classico, 1B linguistico, 2B scientifico, 2A linguistico) del liceo Pitagora Croce, hanno incontrato l’ispettore di polizia Francesco  Paolo Oreste, criminologo e scrittore da tempo impegnato sul campo in importanti indagini sulla malavita locale ma anche molto attento alle tematiche sociali ed ambientali.

    Autore di alcuni libri  gialli (L’ignoranza dei numeri, Il cortile delle statue silenti, “Mi sono visto di spalle che partivo…”), l’ispettore è impegnato da alcune settimane in un tour nelle scuole del territorio per discutere con i ragazzi su temi che impattano  principalmente sulla vita degli adolescenti.

    Fra le cose che più ci sono rimaste impresse ci sono le considerazioni dell’Ispettore ma anche il modo accorato con cui ci ha parlato.  Ha enfatizzato il concetto del Rispetto come antidoto fondamentale contro il bullismo: se impariamo a coltivarlo, a renderlo parte del nostro comportamento quotidiano, nei rapporti con i nostri coetanei ma anche verso gli adulti, a richiederlo anche agli altri nostri interlocutori, lo stare in classe diventa molto più semplice, agevole e piacevole.

    Rispettare il prossimo significa minare alla base il bullismo, perché se si ha rispetto per gli altri, per chi è più debole o per chi semplicemente appare tale, la prepotenza viene sostituita dall’accoglienza, dalla considerazione, dalla collaborazione.

    Il tema del bullismo è particolarmente attenzionato e tanti sono i fatti di cronaca che nel tempo hanno trovato spazio sulle pagine dei quotidiani nazionali e locali.

    Tanto si sta facendo per mettere in condizione di reagire chi di tale fenomeno è vittima.

    Alla domanda se dopo i molteplici interventi sul tema svolti nelle scuole si sia attenuato il fenomeno del bullismo, l’ispettore ha risposto che i casi stanno purtroppo aumentando e, in particolare, è il cyberbullismo che preoccupa  perché in intensificazione: per questo si avverte da parte delle scuole  la “necessità” di intervenire con incontri e discussioni sul tema perché l’aumento è stato esponenziale, soprattutto da quando sono arrivati lo smartphone, i “social”, Whatsapp, che hanno cambiato il nostro modo di relazionarci con gli altri e tutti abbiamo dovuto adattarci a questa novità. E’ forse paradossale ma il cellulare, strumento che consente a tutti di essere “connessi”, in continuo contatto, ci ha reso tutti più soli e non è un caso che l’utilizzo dei messaggi social (e il loro uso improprio) è notevolmente aumentato con il COVID che ci ha costretti tutti a casa, in isolamento forzato, facendoci dimenticare cose che prima davamo per scontate come stringerci la mano, guardarci negli occhi, scambiarci un abbraccio. E qui l’ispettore si è soffermato sulla parola “schermo”: il continuo “schermarci” , nasconderci, ci ha portato a non renderci conto di ciò che prova una persona, ma se ci nascondiamo dietro un display, ci estraniamo dalle emozioni di chi ci circonda, non le percepiamo (oalmeno non con la necessaria intensità)  e non ci rendiamo conto che una frase o anche solo una parola scritta con leggerezza, magari può ferire. Il “virtuale”,  non consentendo al lettore di comprendere il tono di una conversazione (scherzoso, serio, preoccupato…), rende possibile l’incomprensione, il fraintendimento e una frase può così, con facilità, divenire offensiva. E’ molto importante sforzarsi di capire che  i problemi degli altri riguardano anche noi, non rassegnarci all’isolamento “social” e ricordare che possiamo rendere il mondo un posto migliore non limitandoci a “farci gli affari nostri”. “Dobbiamo aiutare, soccorrere e rispettare il prossimo”.

    L’ispettore ha concluso il suo intervento dicendo che tutti noi abbiamo il “talento del tempo” e  non dobbiamo sprecarlo ma utilizzarlo al meglio.

    Siamo usciti arricchiti da questo incontro poiché ci ha portato ad analizzare il bullismo sotto punti di vista che non avevamo ancora approfondito e speriamo  di fare tesoro delle parole dell’ispettore per rendere il mondo, o anche solo il nostro Paese, la nostra classe, un luogo dove la convivenza è più facile poiché basata sul rispetto.

  • Il Dantedì al Liceo Pitagora-B. Croce

    Il Dantedì al Liceo Pitagora-B. Croce

     

    Il Dantedì è la giornata internazionale dedicata a Dante Alighieri, che si celebra ogni 25 Marzo. L’idea del Dantedì è nata da un editoriale del giornalista Paolo Di Stefano apparso sul Corriere della Sera il 19 Giugno 2017, dove si proponeva di istituire una giornata dedicata al poeta, proprio come il Bloomsday per James Joyce. La proposta è stata approvata dal ministro della cultura Dario Franceschini il 17 Gennaio 2020, in vista della commemorazione per il settecentesimo anniversario dalla morte del poeta, avvenuta il 14 Settembre 1321. Così dal 2020 il 25 marzo ogni anno è il giorno di Dante.

    Perché proprio il 25 Marzo? E’ stato indicato tale giorno poiché molti ritengono che il viaggio narrato nella Divina Commedia sia  iniziato proprio il 25 Marzo del 1300.

    Ogni anno, in vista di tale ricorrenza, molte scuole d’Italia, tra cui anche il nostro istituto, organizzano eventi e manifestazioni, a cui partecipano gli studenti che hanno elaborato anche progetti curiosi e creativi ispirati a dante e alla sua opera. A causa dell’impossibilità per la nostra scuola di festeggiare il Dantedì nella data stabilita, la Dirigente, prof.ssa Savarese, ha deciso di riorganizzarsi per il 15 Aprile. Quest’anno hanno partecipato alcuni classi del terzo anno, 3A e 3B per l’indirizzo classico, 3D per lo scientifico tradizionale, 3A e 3B per lo scientifico scienze applicate.

    Ad inaugurare l’evento è stata la 3A scienze applicate che ha approfondito l’incontro di Dante con i suicidi, narrato nel c. XIII dell’Inferno. Hanno associato questo testo a una famosa canzone di Fabrizio de Andrè, Preghiera in gennaio, ispirata al suicidio del famoso cantautore Luigi Tenco, rivisitandola in chiave moderna. Successivamente la 3B classico ha approfondito il ruolo che la Commedia ha rivestito nell’ispirazione di alcuni fumetti più o meno recenti, mostrando come il poeta, seppur vissuto tra il XIII e il XIV secolo, abbia ancora una notevole influenza nella cultura dei giorni nostri. La 3A classico, invece, ha presentato un lavoro su Dante nella musica contemporanea, proponendo inizialmente la lettura dei versi che raccontano l’incontro tra Filippo Argenti e il poeta nel canto VIII dell’Inferno e poi l’ascolto della canzone Argenti vive di Caparezza. Successivamente la 3D scientifico ha presentato Fuga dall’Inferno, un gioco basato su semplici domande incentrate sui primi canti dell’Inferno, e la 3A classico ha proposto l’ascolto di Dolente Pia di Gianna Nannini, ispirata alla figura di Pia de’ Tolomei nel V canto del Purgatorio.

    Accanto ai lavori degli studenti c’è stato l’intervento della professoressa Margherita De Blasi, docente di Letteratura italiana all’università L’Orientale di Napoli,  che ha proposto una riflessione in merito alla contemporaneità del poeta. Attraverso alcuni esempi, tratti direttamente dai canti della  Commedia, la professoressa ha insistito particolarmente sul fatto che Dante, ancora oggi, deve essere letto e studiato. Egli infatti, seppur facendo un viaggio immaginario nei regni dell’aldilà, racconta le varie sfaccettature della società a lui contemporanea (ma anche della nostra) e considera il suo pubblico un interlocutore privilegiato. L’attualità di Dante riguarda la determinazione critica con cui egli ha osservato e descritto il suo mondo, dando risalto a  valori che anche ai nostri giorni riteniamo importanti. Non a caso considerato il padre della letteratura italiana, Dante riesce a descrivere luoghi, momenti, passioni e desideri, proprio come se fosse qui fisicamente a parlare con qualcuno e, nonostante sembri assurdo immaginare luoghi come la Selva Oscura, i gironi dell’Inferno…, si trova conforto nel pensare che forse un futuro dopo la morte esista davvero e che il suo viaggio funga da modello per gli uomini per arrivare alla salvezza. Molti considerano di Dante l’intellettuale che meglio incarna tutti i valori del Medioevo, ma allo stesso tempo egli è rivolto verso il futuro. Per citare un esempio, nel Canto V dell’Inferno riconosce che Francesca da Rimini è una peccatrice ma, nonostante questo, sviene, mosso dall’umanità che lo caratterizza. Dunque leggere Dante nel 2023 ha ancora senso? Ovviamente sì. Dante è un poeta eterno, incomprensibile senza il suo tempo ma anche fuori dal tempo, attraverso il quale è possibile comprendere meglio la società e l’essere umano.