Categoria: Territorio

  • Field My Job

    Field My Job

    Quest’anno, il liceo Pitagora-B. Croce di Torre Annunziata ha proposto  per l’attuazione dell’alternanza scuola lavoro un progetto ed  uno stage extra-curriculare per un’impresa agricola intitolato “Field My Job”. Il progetto è nato ad opera dell’ASP Cambalache ed ha ricevuto anche il sostegno dell’UNHCR (l’agenzia ONU per i rifugiati) in quanto modello virtuoso di integrazione. In realtà,  “Field My Job” discende da un progetto molto più ampio chiamato “Bee My Job”,  articolato in attività di apicoltura ed agricoltura, che vede come principali protagonisti i rifugiati e i richiedenti asilo. Oltre ad essere finalizzato alla crescita delle risorse coinvolte e dei territori, lo scopo principale del progetto è la diffusione del valore dell’integrazione e dell’inclusione che sembra essere estraneo alla nostra società. Attualmente l’immigrazione costituisce una grande piega sociale ed è per questo motivo che è di fondamentale importanza che gli enti scolastici in primo luogo sostengano progetti che sensibilizzano i giovani su tematiche cosi scottanti come quella dell’integrazione. Il liceo Pitagora B-Croce si fa promotore di questi valori, sostenendo il progetto “Field My Job” che punta soprattutto ad avvicinare i giovani al mondo della cooperazione internazionale e a stimolare il pensiero critico su tematiche quali i fenomeni migratori ed il razzismo, cercando di aiutare i ragazzi a superare i pregiudizi e gli stereotipi che condizionano la società odierna e ad apportare cambiamenti. Obiettivo del progetto è dunque quello di educare, sensibilizzare e far partecipare gli studenti alla produzione agricola in collaborazione con rifugiati ed immigrati,  al fine di favorire l’integrazione. Il progetto sarà per gli studenti anche un’opportunità per cimentarsi in attività di tipo lavorative; infatti nell’arco di tre anni, le classi IIIAs e IIIBs si impegneranno a coltivare diversi tipi di piante tra cui ulivi, alberi di limoni, alberi di diverse varietà di arancia e piante di mandarino; inoltre il progetto prevede anche la collocazione di alveari che permettano agli studenti di svolgere attività di apicoltura. Al termine delle coltivazioni, è prevista anche la vendita dei prodotti biologici ottenuti da parte degli studenti. L’aspetto innovativo e valido di questo progetto è la collaborazione tra i rifugiati e gli studenti, che permetterà a quest’ultimi di confrontarsi con realtà diverse dalla loro, con persone che non hanno avuto la loro stessa fortuna e con una società fortemente manipolata dal razzismo e dal pregiudizio. Nel primo incontro tra gli studenti e gli immigrati, i ragazzi hanno avuto modo di ascoltare le difficili storie degli immigrati provenienti da Costa D’Avorio e Mali. Gli immigrati hanno spiegato le difficoltà che hanno incontrato appena arrivati in Italia; difficoltà non solo dovute al non riuscire a parlare bene l’italiano, all’assenza di un lavoro o di una dimora, ma anche alla difficoltà dovute al razzismo di cui sono stati vittime nei primi periodi di soggiorno in Italia. Inoltre, i rifugiati si fanno promotori di un messaggio di rispetto verso il diverso, di antiviolenza e, attraverso il racconto delle loro difficoltà, spingono i ragazzi a riflettere. Il progetto, dunque, oltre che permettere ai ragazzi di approcciarsi al mondo del lavoro, costituisce un trampolino di lancio verso obiettivi di inclusione molto ambiziosi che si affidano ai giovani per ottenere un radicale cambiamento della società, che abolisca i pregiudizi e non abbia paura di confrontarsi con ciò che è diverso.

    III A e III B SC.

  • Salesiani per il sociale: Casa Valdocco e Pizzoratorio

    Salesiani per il sociale: Casa Valdocco e Pizzoratorio

    Armi, droga, malavita. È questo purtroppo l’unico mondo che non pochi ragazzi, anche qui a Torre Annunziata, conoscono; è quella del male l’unica strada che purtroppo percorrono. “In ogni ragazzo, anche il più disgraziato, v’è un punto accessibile al bene” – affermava, però, Don Bosco – “ed è compito di un educatore trovare quella corda sensibile e farla vibrare.” Questa è la frase che rappresenta l’ordine dei Salesiani fondato dallo stesso don Bosco, su cui, ormai da più di 150 anni, si basa l’operato anche dei salesiani di Torre Annunziata.

    Lunedì 4 novembre, proprio presso la sede di questi ultimi, c’è stata l’inaugurazione del centro diurno “Casa Valdocco” e del “Pizzoratorio”. Due iniziative molto importanti, entrambe dirette ai giovani di questa città, a quelli meno fortunati. Da un lato un centro che accoglie giovani dai 6 ai 18 anni, per contrastare la dispersione scolastica, dall’altro un progetto che vede i giovani che hanno abbandonato la scuola alle prese con l’imparare il mestiere del pizzaiolo.

    Ciò significa togliere ragazzi dalla strada e, soprattutto, dare loro la possibilità di vivere onestamente. “Non è facile – dice Don Antonio Carbone – per un ragazzo che prima soleva guadagnare diverse centinaia di euro al giorno, abituarsi a una nuova vita, in cui cifre del genere vengono viste soltanto una volta a fine mese.” Eppure ci sono ragazzi che si lasciano aiutare da Don Antonio e i suoi. Ed ecco che per loro si apre un nuovo mondo, un’alternativa alla loro difficile realtà, un mondo in cui anche guadagnare poco, ma onestamente, diventa magicamente bello. E ciò afferma lo stesso Don Antonio, parlando di ragazzi “che in vita loro hanno conosciuto soltanto un tipo di polvere bianca, che non ha niente a che vedere con quella così pura della farina, che adesso stanno riscoprendo”.

    Sono ragazzi con situazioni difficili, è vero, ma d’altronde anche in passato è stato così. Nessuno più di Don Antonio, infatti, che fin da sempre è a contatto con i ragazzi, sa che nel mondo, oggi come ieri, c’è chi è meno fortunato. Anch’egli racconta di aver avuto un’infanzia difficile sotto certi aspetti. Egli ha avuto, però, la fortuna di possedere “qualcosa che molti altri ragazzi, purtroppo, non hanno: la famiglia, un luogo sano in cui sviluppare amicizie sane (come l’oratorio) e la possibilità di studiare. Si può ritenere fortunato chi queste cose le ha, deve essere dura invece per chi non le possiede, ma la legge del bene impone che, chi ha avuto di più, ha l’obbligo di donare a chi invece ha di meno”. Sono queste le parole esatte di Don Antonio, che, in questo modo, fa riferimento a ciò che lo spinge a proporre sempre nuove iniziative, a prodigarsi nell’ aiutare gli altri, i giovani, quelli che non sono stati fortunati come lui.

    “E non è vero che la gioventù di oggi, rispetto al passato, sia peggiorata. Questi che affrontiamo ogni giorno con i ragazzi sono problemi che si sono avuti sempre, anche negli anni passati”. Del resto anche Don Bosco affermava, riferendosi ai ragazzi incontrati nelle carceri minorili, che se qualcuno si prendesse cura di loro, li seguisse nella scuola, nei posti di lavoro o insegnasse loro un mestiere, sicuramente riuscirebbero ad avere un futuro migliore. “Quello che manca a questi ragazzi spesso – ribadisce don Antonio – è la fiducia nel poter fare cose belle”. Non sempre si riesce a recuperarli, ma l’importante è mettercela tutta.

    E continua: “È proprio da questi ragazzi che si ricevono le maggiori soddisfazioni. Tante volte, dopo tanti anni, li ho rivisti realizzati, e mi sono sentito parte integrante della loro vita, soddisfatto per essere riuscito, insieme a tutti gli altri, a far sì che questa fosse migliore. E sono tanti i messaggi che ricevo – parole semplici, un tvb o un grazie – che mi fanno capire che  tutto quello che abbiamo fatto e che stiamo facendo per i giovani ha veramente un senso, che bisogna crederci”.

    E Don Antonio ci ha sempre creduto. Non poche sono state le difficoltà incontrate nella realizzazione di Casa Valdocco e del Pizzoratorio, ma come ricorda il nome stesso dell’associazione di cui Don Antonio è presidente, “Piccoli passi grandi sogni”, anche a piccoli passi si possono raggiungere grandi traguardi. E ognuno di noi può impegnarsi in tal senso. È grazie al contributo anche di ognuno di noi, oltre che a fondi messi appositamente a disposizione, che è possibile realizzare iniziative del genere. Dare di più a chi la vita ha dato di meno, insieme si può.

  • LICEO PITAGORA B.CROCE DIVENTA “PLASTIC FREE”

    LICEO PITAGORA B.CROCE DIVENTA “PLASTIC FREE”

    Il giorno venerdì 4 ottobre 2019, il liceo Pitagora B.Croce, è diventato ufficialmente “Plastic Free”. Il dirigente scolastico, prof. Benito Capossela, in accordo con l’associazione GORI, ha introdotto una fontanella di acqua potabile, che i ragazzi possono utilizzare quotidianamente. Inoltre, sono state distribuite a tutti i ragazzi borracce metalliche firmate Liceo Pitagora. È stato un giorno di gran festa per il nostro liceo, che ha visto concretizzare un progetto che sembrava impossibile da realizzare; ormai la plastica è solo un brutto ricordo. Nei distributori, le bottiglie di plastica sono state sostituite da lattine di acqua, i bicchieri del caffè ora sono di carta e il bastoncino per girare le bevande è di legno.

    Presso l’aula magna del nostro istituto scolastico, si è tenuta la presentazione del progetto, realizzato in concomitanza con 74 comuni e con il patrocinio della Direzione Scolastica Regione Campania. Ad illustrare il progetto, sono stati Giovanni Paolo Marati, amministratore delegato della GORI, l’avv. Domenico Marrazzo, con

    sigliere della Città Metropolitana di Napoli, Vincenzo Ascione, sindaco di Torre Annunziata, Cristoforo Salvati, sindaco di Scafati, Costantino Peccerillo, sindaco di Casola. Inoltre erano presenti i rappresentanti delle associazioni partecipanti al progetto: “Libera”, “Slow food”, “Just do it”, “Legambiente”, “Marevivo”, “Zero Wast Italia”.  

     

    “Il vostro impegno sta dando vita ad un miracolo, avete di

    ffuso co

    nsapevolezza e corresponsabilità, grazie”. Queste sono le parole di Maria Teresa Imparato, rappresentate di “Lega Ambiente Campania”.

    Il progetto è stato molto apprezzato dall’opinione pubblica e il nostro istituto è stato giudicatori come una “scuola ecosostenibile, che guarda al futuro”.

    Quest’ iniziativa nasce dalla consapevolezza che la plastica, nonostante abbia facilitato la vita di chiunque per molti anni, non sempre viene smaltita in modo opportuno ed è diventata un grande pericolo per l’ecosistema e l’uomo stesso.

    Infine, noi ragazzi, ci auguriamo che questo non sia l’unico progetto relativo all’ambiente, ma che ci siano altri interventi che diano alla nostra terra la possibilità di contrastare l’inquinamento.

     

  • La lotta alla illegalità da Giancarlo Siani ad oggi: il lavoro dei giovani

    La lotta alla illegalità da Giancarlo Siani ad oggi: il lavoro dei giovani

    Il 23 settembre, nel giorno della commemorazione di Giancarlo Siani, il Liceo Pitagora-B.Croce ha
    caldamente voluto porgere i propri saluti al dottor Alessandro Pennasilico, Procuratore del tribunale di
    Torre Annunziata dal 2013, ormai giunto al termine del proprio percorso lavorativo. In questa occasione, gli studenti del liceo hanno presentato il progetto #40forlife contro la violenza sulle donne e l’iniziativa, a cui ha dato l’imput la svedese
    Greta Thunberg, contro l’inquinamento ambientale.
    Gli studenti hanno, inoltre, espresso la loro gioia per la possibilità di avere nuovamente il dott. Pennasilico come guida nel corso delle future iniziative ; a lui è stata donata  una targa di pietra lavica come ringraziamento per gli anni  di lavoro in cui è stato a servizio della comunità torrese.

    La cerimonia è iniziata con il coro del liceo musicale e il video dimostrativo dell’impegno della nostra scuola nel ricordare la figura di Giancarlo Siani e nel la lotta alla camorra, da sempre
    presente nel nostro territorio, che Siani raccontava 30 anni fa e che, ancora oggi, noi combattiamo.
    Si è passati ,poi,  alla “tavola rotonda”
    nel corso della quale gli alunni hanno avuto modo di confrontarsi con i loro ospiti, esprimendo perplessità e curiosità sul contesto socio/culturale della nostra cittadina. Dalle parole  dei nostri interlocutori sono scaturiti interessanti spunti di
    riflessione . La “tavola rotonda” è iniziata con un intervento del
    dottor Pennasilico che ha parlato in modo diretto, chiedendo agli studenti : “Qual è la risposta
    all’ inquinamento ambientale e alla presenza della camorra sul nostro territorio? Siete voi ragazzi , poiché è illusorio pensare che i magistrati, il sindaco e le varie autorità da soli possano risolvere questi problemi.” In seguito, si è discusso  sul problema ambientale, in relazione al quale il nostro liceo ha presentato il progetto “ Plastic free” e ha consegnato ai vari ospiti borracce in alluminio, che saranno distribuite anche  a tutti gli studenti  nei prossimi giorni.
    Alla “tavola rotonda” hanno partecipato molte autorità torresi,  tra cui Il Presidente del tribunale, dott. Aghina, a cui dobbiamo la realizzazione del progetto di alternanza scuola-lavoro, svolto nelle aule del tribunale, seguito dal Sindaco Vincenzo Ascione di Torre Annunziata,  dal Dirigente  della polizia di stato, dott. De Salvo, dal colonnello della guardia di finanza, dott. Farina  e da una rappresentanza della Marina militare e dell’ arma dei Carabinieri. Inoltre c’era Don Ciro come rappresetante dell’Associazione Libera.

    Infine, il dottor Taranto, presidente dell’Osservatorio per la legalità di Torre Annunziata,  ha presentato il lavoro del suo team e quello di tutte le istituzioni cittadine nella lotta alla camorra e all’ illegalità. Lo definisce un lavoro di ‘ecologia sociale’ e ci chiede di farlo nostro, formando, insieme, uniti, una catena di aiuto e  di sostegno.
    “Coraggio ragazzi, non guardate, ma fate! Fate la vostra parte!”

    Giulia D’Avino, Rossella Esposito VACL.

  • Salviamo il fiume Sarno

    Salviamo il fiume Sarno

    Centinaia di studenti si sono riuniti venerdì, 7 Giugno, alla foce del fiume Sarno per sensibilizzare la popolazione e le istituzioni locali in merito alle pessime condizioni in cui è ridotto il fiume Sarno. Un fiume riconosciuto come il più inquinato d’Europa. Una gara podistica, partita da Sarno, ha accompagnato la marcia svolta dalle scolaresche di Sarno, Castellamare di Stabia, Torre Annunziata. Tutti si sono riuniti presso la foce del Sarno, alla casa del fanciullo, per consegnare la petizione firmata dagli studenti della zona e per chiedere l’avvio della bonifica del fiume.

    Presenti alla manifestazione il parlamentare Antonio Pentangela; l’assessore all’ ambiente Fulvio Bonavitacola; Mario Casillo, consigliere regionale; Giuseppe Canfora e Vincenzo Ascione, sindaci rispettivamente di Sarno e Torre Annunziata.

    I ragazzi del nostro liceo Pitagora-B.Croce dell’indirizzo musicale hanno cantato l’inno “Munno” scritto dal prof. Aniello Misto.

    E’ stata, inoltre, presentata l’dea del sociologo Derrick De Kerckove, che prevede l’installazione sui 5 ponti di dispositivi elettronici attraverso i quali sarà possibile rilevare informazioni sul fiume. Un’idea che può coinvolgere quante più persone possibili e che può promuovere la consapevolezza della gravità del disastro ambientale.

  • TORRE ANNUNZIATA: “STOP” ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

    TORRE ANNUNZIATA: “STOP” ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

    “Abbiamo bisogno di cittadini che sentano che il cambiamento non ha bisogno di parole, ma di fatti”. Così si esprime don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione  “LIBERA-CONTRO LE MAFIE”, in piazza Ernesto-Cesaro a Torre Annunziata, davanti a più di un centinaio di persone e ragazzi.

    La manifestazione si è svolta il giorno 14 maggio ed è stata organizzata da Don Ciro Cozzolino, parroco rettore della parrocchia della SS.Trinità e docente del nostro liceo, in collaborazione con il comune di Torre Annunziata. I ragazzi di quasi tutte le scuole del territorio, uniti come non mai e accompagnati dai propri docenti, hanno sfilato per tutto il corso cittadino fino ad arrivare in piazza e assistere al discorso del grande don Ciotti, un uomo che con coraggio e dedizione da tanti anni combatte costantemente la criminalità organizzata. Don Ciotti non ha  paura di nessuno ed è consapevole della battaglia che sta combattendo, una battaglia che non assume le vesti di una sfida individuale, ma di una pacifica lotta cittadina.

    Alla manifestazione era presente anche il sindaco Vincenzo Ascione che dapprima ha voluto ringraziare le forze dell’ordine per il loro quotidiano lavoro sul territorio e poi ha affermato, con grande commozione: “La camorra è stata quasi del tutto debellata, grazie all’acquisizione dei beni confiscati da parte della Città Metropolitana e dal Comune”.                                                                            

    Tutti dovremmo far in modo che le parole di don Ciotti siano il nostro “pane quotidiano”, perché “una città senza sicurezza è simile ad una città senza amore”. Per realizzarla, occorre la collaborazione di ogni singolo cittadino.

  • Don Ciotti, allarme mafie: sono tornate più forti di prima, hanno solo cambiato modalità.

    Don Ciotti, allarme mafie: sono tornate più forti di prima, hanno solo cambiato modalità.

    Là mattina del 14 maggio scorso, piazza Ernesto Cesaro di Torre Annunziata si è riempita grazie alla presenza di Don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione internazionale “Libera contro le mafie”. è stata organizzata una manifestazione col motto “dall’incubo, al sogno. Dal sogno all’impegno”, curata da un parroco locale, Don Ciro Cozzolino, anche docente del liceo Pitagora-B.Croce, in prima linea nel dibattito con il “prete di strada”, che ha visto la presenza anche di molte autorità locali e del primo cittadino Vincenzo Ascione. Tutti insieme per andare incontro al futuro, non per attenderlo nella paura. è necessario prendere coscienza che il vero problema è la mafiosità, quell’insieme di atteggiamenti, di linguaggi, di mentalità, di gesti, che rubano la dignità, il lavoro e la libertà delle persone. Don Ciotti ha lanciato un allarme: le mafie sono tornate, più forti di prima, appaiono di meno, sono trasversali al nostro paese e presenti in tutta Europa. Tuttavia è possibile sconfiggere la malavita imparando ad avere più coraggio, che si concretizza con il desiderio di conoscere i problemi incominciando dalle piccole cose. Il prete settantaquattrenne ha infine esortato tutti i cittadini ad essere lottatori di speranza, il che vuol dire essere anche lottatori per la buona vita, dove l’esistenza di ognuno trova senso nella condivisione e nella corresponsabilità.

  • Conferenza Fiume Sarno

    Conferenza Fiume Sarno

    Il  15 Aprile il nostro liceo insieme a tanti altri si è riunito nell’aula magna del liceo statale Renato Caccioppoli a Scafati. Con l’intervento dei rappresentati di istituto e i presidi dei diversi licei, dei sindaci delle varie città e di personaggi autorevoli come Derrick De Kerckhove si è riflettuto su una delle tematica attuali più importanti, il fiume Sarno. Tale fiume, tristemente conosciuto come il più inquinato d’Europa è ora al centro dei progetti di molte città Campane.

     

  • “SALVAMM CHISTU CIUMM”

    “SALVAMM CHISTU CIUMM”

    “Salvamm chistu ciumm”. Questo il messaggio musicale che noi ragazzi del Liceo Pitagora – B. Croce abbiamo cantato con le nostre voci alla conferenza sulla presentazione della petizione popolare di sensibilizzazione per la bonifica del fiume Sarno, tenutasi al Liceo Scientifico “Caccioppoli” di Scafati lunedì 15 aprile.

    Questo progetto è nato come una risposta al problema ambientale, che ultimamente pone, soprattutto a noi giovani, molte domande su come potrà essere il nostro futuro se la situazione rimarrà tale.
    C’è la consapevolezza di non riuscire a cambiare il mondo intero, ma allo stesso tempo premono la speranza e la voglia di cominciare a lavorare sul territorio per essere non figli che hanno subito le scelte sbagliate dei padri, ma iniziatori di una nuova generazione che ami e rispetti l’ambiente con i comportamenti quotidiani.

    Alla conferenza erano presenti circa sessanta scuole rappresentate dai rispettivi dirigenti scolastici, varie associazioni che saranno coinvolte per sostenere i progetti sul fiume Sarno e tanti studenti che hanno animato e gestito gli interventi,  facendo sentire la propria voce e puntualizzando che i giovani saranno i protagonisti delle varie iniziative in sinergia con le autorità che fungeranno da supporto per concretizzare le varie proposte.

    Dopo il momento musicale, è stata presentata l’associazione sportiva di Scafati, che ha sottolineato l’importanza dell’ambiente in tutte le attività sportive e il rispetto che l’atleta deve avere nei confronti del territorio che lo circonda.

    Successivamente il sociologo Derrik De Kerkove ha illustrato il progetto “Sarnotelling” che consiste nel posizionare su ogni ponte del fiume un QR code che narri la storia di questa struttura, l’evoluzione dei rifiuti, l’acqua come fonte di vita, racconti, leggende, ricordi, storia fotografica delle zone. È prevista inoltre un’applicazione che ci consentirà di visualizzare acque limpide, vegetazione rigogliosa e ponti saldi laddove con i nostri occhi vediamo cumuli di spazzatura, strutture pericolanti, acque torbide e incuria da ogni parte.

    In diversi interventi è stato sottolineato come neanche le persone più anziane di oggi ricordino il fiume Sarno pulito: forse è per questo che da anni si legge una sorta di rassegnazione nei confronti di questa realtà. Inoltre, il progetto del prof. De Kerkove, utilizzando la tecnologia, ci darebbe la possibilità di immaginare il Sarno come non l’abbiamo mai visto e di passare poi dalla realtà virtuale  a quella reale impegnandoci tutti per realizzare questo sogno.

    Il prossimo appuntamento sarà il 7 giugno: tutte le scuole del territorio parteciperanno ad una maratona per la bonifica del fiume che partirà dalla sorgente, a Sarno, e terminerà a Rovigliano.  Questo sarà solamente l’inizio di un lungo cammino che porterà il nostro territorio ad una trasformazione che sarà tanto più rapida quanti più saremo ad impegnarci ogni giorno con scelte responsabili senza mai perdere di vista il nostro obiettivo.

     

    Sabrina Mollo e Marika Gallo III A classico

  • IL NOSTRO “NON-FUTURO”

    IL NOSTRO “NON-FUTURO”

    Il 15 marzo si è tenuta la manifestazione mondiale per il clima dando seguito alle proteste che una  sedicenne svedese, ormai conosciuta in tutto il mondo, Greta Thunberg, sta portando avanti da Agosto 2018. Alcuni alunni del Liceo Pitagora-B.Croce, sostenuti dal Dirigente, sono stati presenti a tale manifestazione.

    Ma ora? È tutto finito?
    Certo che no.
    Tale manifestazione è stata solo il punto di partenza di un cammino molto lungo e impegnativo.

    Il cambiamento climatico è un fenomeno reale che stiamo toccando con mano da un po’ di tempo e, se fino ad ora ci è parso lontano, adesso non lo é piú cosí tanto e, se non attiviamo al più presto la nostra sensibilità ambientale, saremo artefici del nostro ‘non-futuro’.
    Noi giovani studiamo per una carriera futura ma, se non  contribuiamo alla salvaguardia del nostro pianeta, sprecheremo solo tempo.
    Cambiare il mondo non è mai stato facile e mai lo sarà, ma bisogna pur sempre cominciare.

    “Che cosa posso fare?”, chiederà qualcuno.
    Per aiutare bastano davvero piccoli accorgimenti:
    – non sprecare acqua;
    – spegnere le luci quando non servono;
    – fare bene la raccolta differenziata;
    – utilizzare il meno possibile la plastica;

    Queste sono solo alcune delle cose che ogni ragazzo può mettere in atto da subito e senza  sforzo.
    L’impegno che ognuno dovrebbe prendere è quello di informarsi e di informare; per questo  proprio a Torre Annunziata è nato un movimento che segue le orme di Greta poichè ha preso a cuore il problema ambientale ed è pronto a impegnarsi. A breve, infatti, saranno organizzati incontri di formazione con esperti e attività per sensibilizzare i cittadini torresi.

    In fondo il segreto è questo: partire dalle piccole cose per cambiare passo dopo passo, giorno dopo giorno, il mondo ed essere sicuri che quello che ci aspetta è davvero Futuro.

    Marika Gallo e Sabrina Mollo III A Classico