Tag: Cultura

  • CARTESIO: FONDATORE DEL PENSIERO FILOSOFICO MODERNO

    CARTESIO: FONDATORE DEL PENSIERO FILOSOFICO MODERNO

    Renato Cartesio, in francese René Descartes, è stato un filosofo e matematico francese, tra i principali fondatori della matematica e della filosofia moderne. Nacque nel 1596 a La Haye, nella regione francese della Turenna. Fu uno dei più importanti filosofi del RAZIONALISMO, egli infatti diede un notevole sviluppo e le sue idee, la sua filosofia e il tipo di pensiero influenzarono in maniera molto importante e profonda la cultura dell’intero panorama europeo del 600. Alla base della sua filosofia c’è la RAGIONE , chiamata RAZIONALISMO.

    IL DUBBIO PER CARTESIO

    Il metodo di Cartesio è chiamato DUBBIO METODICO. Il suo obiettivo principale era quello di costruire nuovamente l’edificio della sapienza, quindi l’edificio della conoscenza. Egli infatti vuole distruggere tutti quelli che sono i pregiudizi per andar a costruire nuove forme di conoscenza a partire da 0. Potremmo benissimo dire che per Cartesio la filosofia era un albero:

    – LE RADICI rappresentano la METAFISICA (su cui si poggiava tutto);

    – IL TRONCO rappresenta la FISICA;

    – I RAMI rappresentano TUTTE LE VARIE SCIENZE secondarie alla filosofia, e quindi tutte le scienze particolari.

    Dalla metafisica, che era considerata la più importante, si ricavano per deduzione ( quindi dal particolare al generale) tutte le altre scienze.

    La LINFA VITALE che permette a tutte le altre scienze di restare insieme collegandole tra di loro era la MATEMATICA.

    Innanzitutto Cartesio fonde nella matematica il FONDAMENTO DEL SAPERE, ed egli nel DUBBIO METODICO individua 4 fasi:

    – L’EVIDENZA , cioè accogliere solo ed esclusivamente quelle idee che appaiono evidentemente e indiscutibilmente vere. Ad esempio le idee dei triangoli; quando vedo un triangolo già so che avrà delle proprietà specifiche , poiché intuitivamente, osservando posso comprendere tali proprietà.

    – L’ANALISI, ossia dividere il problema in varie fasi;

    – La SINTESI che consiste nel ricomporre tutte le parti in ordine;

    – L’ ENUMERAZIONE che sarebbe la revisione finale. Una volta arrivati a una conclusione è importante controllare di non aver omesso nulla.

    Il DUBBIO per Cartesio è il punto cardine per la sua filosofia: sicuramente ritroviamo l’IPOTESI ANNICHILATORIA , ossia l’ipotesi secondo la quale tutta la preconoscenza va distrutta per costruire un nuovo tipo di conoscenza che sia universale, perfetta, vera e indiscutibile. Il dubbio di Cartesio è metodico ed iperbolico. Il dubbio metodico deve coinvolgere tutti i dati della conoscenza sensibile fino all’ipotesi del sogno (ipotizzo che nella fase di veglia le mie percezioni equivalgono a sogni). Il dubbio iperbolico deve estendersi alla conoscenza intellettuale e dunque coinvolge anche le verità matematiche e geometriche. Ipotesi del genio maligno (ipotizzo che un demone mi possa ingannare sistematicamente).

    Egli parte infatti dalla CERTEZZA, da qui nasce la frase più celebre di Cartesio: DUBITO ERGO COGITO, COGITO ERGO SUM (IO DUBITO QUINDI PENSO, PENSO E QUINDI ESISTO), poiché egli pensava che tutto potesse essere fasullo, quindi si parte da un qualcosa, da un punto fermo che in qualche modo sia certo, che non può essere messo in discussione; egli partirà dalla propria ESISTENZA.

    LE IDEE

    Per quanto riguarda il PENSIERO, esso contiene delle idee che possono essere suddivise in tre tipi:

    – IDEE INNATE, ossia le idee presenti in noi sin dalla nascita, ad esempio l’idea di Dio, delle quantità e la logica.

    – IDEE AVVENTIZIE, quindi tutte le idee che provengono dal mondo esterno, come l’idea del pallone, di un piatto. Osservando tali oggetti si vengono a creare nella mente delle idee. Tali idee potrebbero essere per Cartesio false dal momento che potrebbe esserci un genio maligno che cambia la sua percezione delle cose per farlo cadere in errore.

    – IDEE FITTIZIE, idee dell’immaginazione.

    LE TRE PROVE DELL’ESISTENZA DI DIO

    DIO ha per Cartesio una notevole importanza, poiché attraverso Dio egli arriva a dimostrare che anche tutte le altre cose esistono, dato che Dio è GARANTE DELLA PERMANENZA DI VERITÀ.

    Egli dà due prove a posteriori e una prova a priori:

    – La PROVA A PRIORI dice che Dio deve esistere perché Dio è perfezione, perfezione è una qualità che indica un’unione, un’armonia di tutte le qualità esistenti. Dio è perfetto, ma essendo perfetto possiede tutte le qualità, tra cui L’ESISTENZA ed avendo la qualità dell’esistenza egli esiste.

    – Nella PRIMA PROVA A POSTERIORI Cartesio dice che è impossibile che Dio non esista, poiché l’uomo sin dal momento della nascita ha l’idea di Dio. Dio deve esistere per forza, poiché l’uomo essendo finito e imperfetto ha già internamente l’idea di perfezione.

    – Nella SECONDA PROVA A POSTERIORI Cartesio dice che l’uomo deve essere per forza stato creato da qualcosa. Qui riprende un principio e afferma che ogni causa deriva da qualcosa che ha la stessa o la maggiore perfezione, per cui andando sempre a scavare per gradi si arriva alla considerazione che, poiché l’uomo è imperfetto, deve essere stato creato, generato da qualcosa di perfetto e puro, ossia Dio. Nonostante la perfezione di Dio esiste anche l’errore e Cartesio è convinto che l’errore nasce dalla nostra volontà; quando la nostra volontà dà l’assenso e quindi dichiara vero qualcosa che non lo è, poiché non dimostrato, in quel momento cadiamo in errore.

    IL DUALISMO CARTESIANO

    Cartesio fa una distinzione tra RES COGITANS e RES EXTENSA:

    – RES EXTENSA significa sostanza estesa e riguarda il corpo; il corpo umano, come tutti i corpi, è concepito come una macchina ed è quindi una sostanza estesa. Questo perché è sottoposto anch’esso alle leggi del meccanicismo.

    – RES COGITANS sarebbe la sostanza pensante, l’anima, colei che pensa e a differenza del corpo non è estesa ma è libera. Ritroviamo quindi questa differenza tra corpo e anima. La res extensa e la res cogitans insieme formano l’uomo e sono in rapporto tra di loro. Ritroviamo difatti questo DUALISMO CARTESIANO, in quanto l’uomo si differenzia dagli altri essere viventi perché è l’unico che ha la res cogitans (l’anima) ed è l’unico che è capace di pensare in maniera razionale, tutti hanno la res extensa (il corpo). Con la res cogitans, il corpo comunica le sensazioni all’anima; ad esempio, quando mi faccio male io comunico la sensazione di dolore all’anima. Quindi la res cogitans immagazzina l’informazione di dolore grazie al fatto che con il mio corpo (res extensa) abbia toccato qualcosa di doloroso.

    Cartesio infine parla anche di MORALE PROVVISORIA, egli ci lascia delle REGOLE da seguire.

    – PRIMA REGOLA è obbedire alle leggi del paese, quindi obbedire a tutte le leggi, le tradizioni e i costumi del paese e agire in conseguenza del pensiero comune;

    – SECONDA REGOLA è che una volta presa una determinata decisione dobbiamo essere coerenti e quindi non dobbiamo cambiare opinione, perché se cambiassimo opinione potremmo oscillare ed entrare ,quindi , in confusione;

    TERZA REGOLA secondo Cartesio bisogna interpretare la realtà nel modo più saggio possibile; dobbiamo vivere la vita con filosofia e dobbiamo anteporre il bene del mondo al bene nostro . Dobbiamo quindi cercare di limitare i nostri desideri, affinché il mondo vada nella direzione migliore.

    Gaetana Scarpa

    Camilla Veglia

    IV E scientifico

  • CORONAVIRUS: mascherine Ffp2 e U-Mask non a norma

    CORONAVIRUS: mascherine Ffp2 e U-Mask non a norma

    Le mascherine che usiamo quotidianamente forniscono una reale protezione dal Covid-19?
    Ecco una delle tante domande che, da ormai molti mesi, si pone l’intera popolazione. Attualmente sono diffusi molti tipi di mascherine, tuttavia, negli ultimi tempi si predilige l’utilizzo di mascherine Ffp2 o Ffp3 poiché dotate di protezione individuale, analogamente vengono utilizzate anche mascherine chirurgiche monouso, mentre l’utilizzo di mascherine in tessuto ,ossia lavabili e riutilizzabili è meno diffuso considerando che non forniscono un’elevata protezione verso se stessi e verso gli altri. Di recente è esploso uno scandalo per quanto riguarda un lotto di mascherine Ffp2 certificate con il marchio CE 2163 dall’ente turco Universal Certification; tale azienda, dopo una serie di accuse, ha condotto dei test sui prodotti da un laboratorio spagnolo e da uno cinese, e pare proprio che molti prodotti non risulterebbero a norma. Dunque, tutta la marce precedentemente approvata dall’azienda, subirà ulteriori test. Fin a quando non si avranno maggiori informazioni è altamente sconsigliato l’utilizzo di mascherine Ffp2 con il timbro CE 2163, in quanto si ritiene che molte mascherine non hanno la capacità sufficiente di filtrare la particelle per essere considerate Ffp2.La domanda ora sorge spontanea: “Come posso evitare di acquistare mascherine non a norma?” E quali sono i luoghi dove vengono vendute maggiormente?Per evitare l’acquisto di queste mascherine è importante leggere la marcatura al di sopra della mascherina o sulla scatola; vengono vendute con prezzi ridotti maggiormente online, ma sfortunatamente si possono reperire anche all’interno di supermercati e farmacie.In questo particolare momento storico, la nostra salute deve avere l’assoluta priorità, si raccomanda di guardare accuratamente durante l’acquisto vari fattori come: la qualità della mascherina, il tipo di imballaggio, il numero di strati, la presenza di certificati e la provenienza.Il Ministero della Salute ,inoltre, ha deciso di sequestrare e ritirare dal mercato anche le mascherine ‘’U-Mask’’,conosciute anche come “le mascherine dei Vip” .Esse promettono l’utilizzo di un filtro auto-sanificante che sfrutta la biotecnologia per bloccare batteri e virus sulla superficie e distruggerli al suo interno; dopo una serie di analisi di laboratorio pare che la capacità di filtraggio della mascherina biotech con il filtro che dura dalle 150 alle 200 ore sarebbe del 70-80%, anziché del 98-99% ufficialmente dichiarato. Attendiamo maggiori informazioni per quanto riguarda la questione. E’ importante, in questo delicato momento , la diffusione di informazioni di questo tipo, in modo tale da allertare i cittadini circa le mascherine non a norma per garantire la salute comune!

  • Presentazione libri da parte degli autori 2020/2021

    Presentazione libri da parte degli autori 2020/2021

    Il nostro Liceo Pitagora Benedetto Croce ha organizzato una serie di incontri con gli autori, alcuni di questi si sono già svolti. In occasione del Dantedì, il 22 marzo le classi quarte e quinte hanno dialogato con i professori Alberto Casadei, Armando de Martino e Francesco Sabatini su alcune delle tematiche più significative della produzione dantesca. In particolare, Casadei ha affermato che Dante è ancora una necessità per noi oggi, dal momento che, grazie alla capacità di legare la sua biografia con il mondo, riesce a darci il senso di un’interpretazione più profonda del reale. Molto interessante, inoltre, il confronto con Primo Levi e Montale: la zona grigia di Levi che diventa un problema di comportamento sociale e la Clizia montaliana che in qualche modo può essere definita la nuova Beatrice. Il professore De Martino, invece, ci ha esortati a porre attenzione alla forma linguistica delle parole e all’importanza della musicalità dei versi della Commedia.  Il professor Sabatini ci ha spiegato che Dante riesce a dare una concretezza alle sue riflessioni da tutti i punti di vista: sociali, politici, addirittura neurologici. Il presidente onorario dell’Accademia della Crusca ha ribadito, inoltre, la fondamentale importanza della lingua e ha concluso dicendo che la Commedia riguarda l’esperienza umana in tutti i campi; di conseguenza, privare un giovane dell’opportunità di conoscere Dante significa renderlo  incapace di riflettere di fronte a determinate opere di grande ricchezza e importanza. Infine, ma non per importanza, il notevole intervento di Ermanno Corsi, il quale ha affermato che, se non avessimo la lingua di Dante, saremmo mille anni indietro, in quanto è proprio con il Sommo Poeta che è nata la coscienza dell’unità linguistica; pertanto, egli è una necessità per noi oggi anche per irrobustire la coscienza dell’unità e dell’unificazione nazionale.

    Relativamente alle tematiche ambientali, il 20 febbraio c’è stata la presentazione del testo di Sergio Cirillo intitolato Lucido, racconto fantastico sull’intreccio tra gestione dei rifiuti e criminalità organizzata. Nel suo intervento alle classi seconde lo scrittore ha fatto riferimento ad argomenti di drammatica e stringente attualità, come le discariche a cielo aperto o la gestione illegale dei rifiuti, ma ha anche lasciato a noi giovani un grande messaggio di speranza e, al contempo, un invito ad agire, illustrando come, per salvare il nostro pianeta, sia possibile partire da poche e semplici norme di comportamento.

    Sempre in relazione all’ambiente, il 6 marzo si è tenuto un incontro con il docente toscano Rossano Ercolini che ha presentato agli alunni il testo Rifiuti Zero: dieci mosse che ci porterebbero a risolvere il problema”, in collaborazione tra il Dipartimento di Lettere e il Dipartimento di Scienze. Si è trattato di una vera e propria lezione magistrale sull’ambiente, nella quale Ercolini, coordinatore del centro di Ricerca Rifiuti Zero e vincitore del Goldman Environmental Prize ha ribadito agli alunni delle classi terze che la questione ambientale non può più essere   trascurata e che il “nostro conto è in rosso”, in quanto ogni anno ad agosto sono già state consumate tutte le risorse che il pianeta può rinnovare in un anno. A salvarci sarà proprio la cultura, secondo Ercolini, il quale auspica inoltre  che gli italiani si dimostrino in grado di gestire l’enorme e incommensurabile patrimonio artistico e di civiltà che abbiamo ereditato dagli antichi.

    Il prossimo 12 aprile gli alunni delle classi prime del nostro liceo incontreranno lo scrittore e giornalista Raffaele Sardo per la presentazione del suo libro La sedia vuota, che raccoglie storie di vittime innocenti della criminalità, tra le quali quella dell’imprenditore Luigi Staiano, ucciso a Torre Annunziata il 4 luglio 1986.

    Nell’ambito della tematica della legalità, è anche in programma  per alcune classi terze la presentazione del libro La stampa addosso (Giancarlo Siani, la vera storia dell’inchiesta), romanzo documento del magistrato Armando D’Alterio, in cui l’autore ha ricostruito le tappe dell’inchiesta che ha fatto condannare mandanti ed assassini del giornalista.

    Il 23 aprile prossimo, Paolo Siani porterà agli alunni  delle classi quarte un’importante testimonianza di impegno civile, attraverso la presentazione del libro Giornalista Giornalista, in cui sono stati raccolti gli articoli più significativi pubblicati dal fratello Giancarlo  sul quotidiano “Il Mattino”.

    In occasione della Notte dei Licei, che si terrà il 28 maggio 2021, i nostri alunni della redazione de LO STRAPPO dialogheranno con il giornalista Ermanno Corsi, sul testo 60 di giornalismo nelle prefazioni ai libri di Ermanno Corsi, editrice Compagnia dei Trovatori-Napoli, che contiene undici prefazioni ad altrettanti libri dell’autore, curate da autorevoli esponenti del mondo del giornalismo e della cultura .

     

    Simone Gargiulo, III B classico

  • Dante dalla A alla Z: T come “trasumanar”

    Dante dalla A alla Z: T come “trasumanar”

    (Paradiso, I, 70)

    Trasumanar significar per verba

    non si poria; però l’essemplo basti

    a cui esperienza grazia serba

    Dante è considerato il padre della lingua italiana. Egli non solo riconobbe la dignità e l’importanza del volgare, ma lo adoperò anche per scrivere la sua Divina Commedia. Coniò vari neologismi per esigenze espressive, soprattutto nel Paradiso, dato che si trovò a dover rendere a parole una realtà ultraterrena, quindi indicibile. È comprensibile che il nostro poeta si sentisse sprovvisto di parole e che, dunque, avesse bisogno di termini nuovi. Uno di questi è trasumanar, un vocabolo deaggettivale, cioè un verbo che deriva da un aggettivo, ovvero “umano”, a cui è aggiunta la preposizione latina “trans”, che significa “oltre”, “al di là”, ed è un hàpax legòmenon utilizzato nel Canto I del Paradiso.

    Il poeta, per compiere il suo viaggio in Paradiso, si rivolge a Beatrice e sente sbocciare in sé il fenomeno descritto in questa nuova parola e si accorge di aver travalicato i limiti umani: trasumanare, infatti, significa andare oltre l’umano, oltrepassare la condizione di uomo, spingersi oltre, diventare “di più” e percepire qualcosa di sublime. Dante si avvale di alcuni esempi per rendere l’idea di questa ineffabile e celestiale condizione dal momento che ha avuto la grazia di provarla e la sua missione è proprio quella di riferirlo agli uomini. Egli ricorre al mito di Glauco che ha cambiato la sua natura ed è diventato “trans-umano”, poiché, dopo aver mangiato dell’erba magica ed essersi gettato in acqua, si è trasformato in una divinità marina. Proprio come lui, il sommo poeta ha subito una metamorfosi e si è sentito “trasumanar” dopo aver guardato la sua diletta Beatrice.

    Questo è il presupposto che gli permette di arrivare alla tanto agognata meta finale del suo viaggio: oltrepassare i limiti della natura umana e terrena. La trasumanazione, in ogni caso, non è un fenomeno istantaneo e pertinente solo a questo momento del suo viaggio: è un continuo processo che abbraccia tutta la cantica e che permette al poeta di ascendere a sempre maggiore perfezione. Tale termine, in quanto hàpax, è utilizzato dal Poeta una sola volta, eppure il portento del trasumanare è vivo e attuale tanto quanto colui che l’ha compreso e definito: si potrebbe dire, infatti, che tutti trasumaniamo… anche se spesso non ci accorgiamo che stiamo vivendo quest’esperienza mistica, probabilmente anche perché pensiamo sia qualcosa di antico e di irrealizzabile ai nostri tempi.

    La verità è che la meravigliosa caratteristica – e forse anche il potere – dei classici è proprio quello di essere imperituri e di non essere mai anacronistici. Nonostante siamo nel XXI secolo, ognuno può avere la propria Beatrice e può trasumanare attraverso di lei… anche se non è detto che possa accadere solo per mezzo della propria “donna angelo”, anzi. Anche le piccole gioie quotidiane, se vissute con intensità e partecipazione, ci permettono di superare i limiti della nostra banalità; anche gesti di generosa disponibilità e di gratuito affetto ci fanno a volte sentire “divinamente” diversi; anche l’insperata realizzazione di un sogno e il raggiungimento di una vetta che ci sembrava preclusa ci possono permettere di andare oltre il nostro modo di essere: ecco quello che per me si può definire il moderno “trasumanare”. E lo vedo ogni giorno attorno a me, ma anche in me…

    C’è chi, come Marika, trasumana ogni volta in cui riesce ad aiutare il prossimo; c’è chi, come Giusy, trasumana quando segna il fatidico gol che le permette di vincere una difficile e temibile partita di calcio; c’è chi, come Martina, trasumana quando cura un animale o quando ne salva anche soltanto uno dalla solitudine dei rifugi; c’è chi, come Ada, trasumana quando sente la sua canzone preferita per l’ennesima volta senza mai stancarsi; c’è chi, come Arianna, trasumana quando abbraccia la sua mamma alla fine di una lunga giornata e quando riesce a renderla felice con piccoli gesti; c’è chi, come me, trasumana quando legge i passi più belli di un libro e quando scrive, o quando abbraccia le persone che ama dopo tanto, troppo tempo.

    Nel 2021 è ancora possibile trasumanare, ed è grazie alla minuziosa descrizione di Dante se possiamo rendercene conto.

    E tu, quand’è che trasumani?

  • Il coraggio di Ipazia di Alessandria: una storia immortale.

    Il coraggio di Ipazia di Alessandria: una storia immortale.

    Ipazia nasce ad Alessandria d’Egitto tra il 355 e il 370 d.C. Suo padre, l’astronomo e matematico Teone, dirigeva la scuola neoplatonica di Alessandria, e alla sua morte Ipazia prenderà il suo posto. 

    Non abbiamo molte notizie riguardo la sua vita  né ci sono giunti i suoi scritti, poiché molti di questi sono stati incorporati ad opere di altri autori. Ipazia è stata una matematica e astronoma eccezionale; tra le sue opere ricordiamo il commento all’Aritmetica di Diofanto, all’interno del quale si trovano nuove soluzioni sviluppate da Ipazia a problemi risolti da Diofanto e problemi del tutto nuovi da lei formulati; ha commentato Le coniche di Apollonio di Pergamo e ha inserito nell’opera il Corpus astronomico, una raccolta di tavole astronomiche sui moti dei corpi celesti. Le vengono attribuite anche le invenzioni dell’ areometro, uno strumento usato per calcolare il peso specifico dei liquidi, e dell’ astrolabio piano, usato per calcolare il tempo e per stabilire la posizione del Sole, dei pianeti e delle stelle. Ipazia, però, è passata alla storia soprattutto per il suo amore verso la filosofia: in tanti venivano da lontano fino ad Alessandria per ascoltare le sue lezioni su Platone, Aristotele o qualunque altro filosofo. E’ stata anche molto influente in politica,  tant’è che si dice che i governanti, prima di prendere decisioni importanti su questioni pubbliche, si recassero da lei per avere un parere. 

    Alessandria era una città cosmopolita, poiché in essa convivevano popoli con origini, tradizioni, storia e credenze molto diverse. Ipazia ha vissuto il periodo in cui Teodosio ha ordinato la demolizione dei templi pagani di Alessandria, un momento storico in cui le tensioni tra pagani e cristiani si erano acuite sempre di più, fino a scatenare un conflitto che sarà la causa della morte della stessa donna. 

    Ipazia era accusata di aver istigato Oreste, il prefetto cittadino, a iniziare una persecuzione contro il vescovo Cirillo, che aveva cacciato gli ebrei dalla città. Cirillo le tese un agguato: alcuni monaci la sorpresero mentre tornava a casa, la caricarono su un carro, la trasportarono in una chiesa chiamata Caesareum e la fecero letteralmente a pezzi. Infine bruciarono le sue membra sul rogo. 

    La figura di Ipazia ha una grande importanza storica. La storia della sua morte, infatti, testimonia la battaglia che ha combattuto durante tutta la sua vita: non solo essere una studiosa donna, ma essere una studiosa, politica, filosofa consapevole delle sue capacità al punto di non piegarsi al  fondamentalismo, di non abbassare la testa per non vedere andare in fumo tutto il suo operato. Fare tutte queste cose insieme è complesso, farlo ed essere donna lo è ancora più. Ipazia, e in particolare la sua tragica morte, ricompare nel Settecento in una disputa tra i cattolici, che la consideravano una donna di facili costumi, e gli inglesi anglicani, che invece la ritenevano una vittima del fanatismo. In una delle sue opere Diodata Saluzzo Roero crea una “nuova Ipazia”, che si converte al cristianesimo e muore come santa; le rendono omaggio anche Marcel Proust, Umberto Eco e Hugo Pratt e molte associazioni femministe prendono il suo nome. Continua ad ispirare molti artisti, come Alejandro Amenàbar, regista del film “Agorà”, o Silvia Ronchey, autrice del libro “Ipazia- La vera storia”. 

    Durante il mese di marzo, in cui si celebra la giornata internazionale  della donna è importante ricordare quante hanno dovuto combattere per ottenere ciò che a noi ora sembra scontato e, in particolare, ricordare le donne straordinarie che hanno fatto e stanno facendo la storia. In alcuni paesi, ancora oggi le donne sono considerate un oggetto, utile solo per fare figli e svolgere le faccende domestiche. Ipazia ha dimostrato che la conoscenza libera le persone. Talvolta le espone alla malvagità dell’essere umano, che zittisce ciò che lo spaventa, ma riesce comunque a lanciare il pensiero critico e libero. Il vescovo Cirillo sarà riuscito a porre fine alla vita di Ipazia, ma non ha potuto fermare i suoi insegnamenti, che vivono ancora oggi tra le pagine di una storia lunghissima. 

  • Dante dalla A alla Z: V come “Virgilio”

    Dante dalla A alla Z: V come “Virgilio”

    Virgilio è, al tempo stesso, allegoria della ragione, la guida che accompagna Dante nel viaggio ultraterreno e il poeta esistito, vissuto nella Roma di Augusto. Agli occhi di Dante, Virgilio è guida e poeta. “Poeta che mi guidi, guarda la mia virtù s’ell’è possente, prima ch’a l’alto passo tu mi fidi” (Inferno, II, vv.10-12). È una guida come poeta, perché nel suo poema, nel viaggio agli Inferi di Enea, sono profetizzati e celebrati l’ordinamento politico che Dante considera esemplare e la pace universale sotto l’impero romano; perché nel suo poema è cantata la fondazione di Roma, sede predestinata del potere temporale e spirituale, in vista della sua futura missione.

     

    Soprattutto egli è una guida, come poeta, in quanto tutti i grandi poeti posteriori furono infiammati e ispirati dalla sua opera. Virgilio è una guida come poeta perché, come credevano i lettori medievali, ha anche annunciato, nella quarta Egloga, l’ordine eterno e sovratemporale, la venuta di Cristo, che era un tutt’uno col rinnovamento del mondo temporale: sia pure senza sospettare il significato delle proprie parole, ma in maniera tale che questa luce potesse infiammare i posteri.

     

    Ma egli era destinato a fare da guida non soltanto come poeta, bensì anche come romano e come uomo: non possiede solo la bella parola, non solo l’alta sapienza, ma proprio le qualità che lo rendono capace di guidare e che distinguono il suo eroe Enea e Roma in generale: si parla di “iustitia” e “pietas”. La piena perfezione terrena è incarnata per Dante già nel Virgilio storico, il quale è da lui considerato una “figura” per il personaggio, ora adempiuto nell’aldilà, del poeta-profeta che fa da guida.

     

    Simone Gargiulo, III B classico

  • Dante dalla A alla Z: A come “Allegoria”

    Dante dalla A alla Z: A come “Allegoria”

    Caratteristica fondamentale del capolavoro dantesco è l’Allegoria: la figura retorica per cui un concetto viene evidenziato attraverso un’immagine, ma richiede un’interpretazione razionale di ciò che sottintende. La Divina Commedia è l’allegoria del processo di perfezionamento compiuto da Dante nel passaggio dalla fase di peccato e di difficoltà in cui era sprofondato dopo la morte di Beatrice alla redenzione morale e alla riconquista della fede. La Divina Commedia è, quindi, un viaggio allegorico di Dante: un viaggio verso la salvezza che conduce dall’oscurità alla luce, dallo smarrimento alla comprensione degli errori compiuti, dal male al bene, dalla bestialità alla spiritualità. L’allegoria dantesca congiunge il significato spirituale con quello storico e si divide in due categorie. Una è quella dei poeti, in cui il senso letterale è fittizio; l’altra è quella dei teologi, in cui i fatti narrati esprimono un valore storico. L’allegoria medievale è davvero un abito mentale che spesso i lettori moderni faticano a capire. Ma è proprio grazie a questa tecnica che oggi, a 700 anni dalla morte del poeta, per il lettore è ancora possibile e piacevole gustare i versi di Dante.

  • Sarà possibile collegare il nostro cervello al computer? Ecco la risposta di Elon Musk.

    Sarà possibile collegare il nostro cervello al computer? Ecco la risposta di Elon Musk.

    Elon Musk ,imprenditore sudafricano naturalizzato statunitense e inventore di PayPal , Tesla Motors e SpaceX, ha annunciato il suo nuovo progetto “Neuralink”.

    L’obiettivo principale è  quello di curare numerose malattie tra cui quelle legate alla perdita della funzione degli arti, della vista,  dell’udito e del movimento, ma si presenterebbe performante addirittura per contrastare l’Alzheimer e gli ictus. È lui stesso a dichiarare che fra le potenzialità del dispositivo ci sarebbe addirittura la possibilità di riuscire ad estendere la portata dell’udito umano nonché quella di riuscire a salvare e rivedere i nostri ricordi.

    Tutto questo sarebbe possibile grazie all’utilizzo di un chip che metterebbe in comunicazione il cervello umano con l’intelligenza artificiale. Il chip si collegherebbe al processore neurale “Neuralink A SIC” che ha lo scopo di raccogliere quante più informazioni possibili dal cervello. Prima di arrivare a testare questo dispositivo sull’essere umano, però, il team Neuralink sta sperimentando il chip su diverse specie di animali.

    A tal proposito, sono stati resi noti due esperimenti: il primo fatto a Gertrude, un maiale al quale è stato impiantato il chip, che ha permesso ai membri del team di Musk di vedere la sua attività celebrale.

    Il secondo, condotto su un esemplare di scimmia. Durante quest’ultimo gli studiosi, dopo aver impiantato il chip nel cervello, sono riusciti a far sì che la piccola scimmia giocasse ai videogiochi  usando la mente. Dall’attività celebrale risultava, inoltre, che le reazioni della scimmia al videogioco erano positive!

    Il lavoro da fare, per Elon Musk e il suo team, è ancora tanto e, tuttavia, sebbene l’obiettivo da raggiungere sembri ancora alquanto lontano , questi ultimi studi ed esperimenti stanno dimostrando che quella di cui lui parla non è pura fantascienza ma una futuribile realtà.

     

     

  • ¡Al Carnaval, todo se vale!

    ¡Al Carnaval, todo se vale!

    Este año el Carnaval tendrá un sabor diferente de lo normal. No será la típica fiesta loca que cada año colorea las ciudades  y llena a los niños de alegría y diversión. Debido a la situación actual, todo ha sido cancelado o pospuesto también en todas las ciudades del mundo. Pero sin desanimarnos tenemos que pensar en que lo hacemos por una buena causa, para que todo salga bien.

    Sin embargo, cuando hablamos del Carnaval es imprescindible hablar de Cádiz. Esta es la ciudad más antigua de Europa occidental, situada en España y es famosa por su Carnaval, el tercero mayor del mundo. Los orígenes del  Carnaval  de Cádiz son muy antiguos y relacionados con la religión cristiana.  Pero hoy en día las celebraciones de esas fiestas tienen poco que ver con la tradición original, se trata de un momento de diversión en el que los habitantes  salen por las calles enmascarados y se reúnen para disfrutar de conciertos, música, danzas tradicionales, banquetes, todo acompañado por desfiles de carros. Las celebraciones comienzan un mes antes  y duran hasta una semana después del martes de carnaval. Lo que hace el Carnaval de Cadiz muy especial son los turistas, que llegan desde todo el mundo.

    El carnaval de Cádiz ha sido influenciado por el italiano. Pero mientras  en nuestro Carnaval  máscaras y disfraces son los protagonistas, el canto, la música y las

    actuaciones de los grupos son sin duda el centro del Carnaval de Cádiz.  Todo empieza en enero,  con el concurso para decidir entre los mejores grupos quién desfilará por las calles, con disfraces, para presentar canciones de humor, ironía y sátira sobre la vida de cada día o sobre los hechos políticos.

    Fuera del concurso oficial hay grupos de personas que también animan las calles durante el carnaval y representan la autenticidad de la ciudad.  La verdadera fiesta comienza con el pregón, que es un discurso oficial de personalidades públicas locales.  Asimismo el Carnaval de Cádiz se conoce también por el ingenio de sus bromas tradicionales. Las bromas de siempre son caramelos de pimienta, azucarillos con moscas o inofensivos petardos para cigarrillos y otras bromas divertidas con las que puedes reírte con amigos, para tomarle el pelo a alguien y echar unas risas. Por otra parte hay un lado gastronómico de la fiesta: entre las calles se pueden degustar las distintas especialidades culinarias de la zona como pescado y mariscos.  Además como si no fuera suficiente a una semana exacta del final del Carnaval oficial  en Cádiz empieza “el Carnaval Chiquito”. En este día todas las máscaras vuelven a invadir las calles de Cádiz para una última fiesta, esta vez casi más íntima, como en la ciudad ya no hay más turistas.

    El año pasado nosotras  también teníamos que ir a Cádiz, quizás hubiéramos aprendido a bailar el flamenco pero, debido al Covid19, no pudimos.  Sin duda un día nos iremos allí para  disfrutar de esa fiesta a la que fue reconocido incluso el título honorífico de Fiesta de Interés Turístico Internacional.

    Elisabetta Aprea, Martina Bisbiglio VB-linguistico

  • EMANUELE ALOIA: ARTE E POESIA PER PARLAR D’AMORE

    EMANUELE ALOIA: ARTE E POESIA PER PARLAR D’AMORE

    CHI È?

    Emanuele Aloia, giovane cantautore, trasmette le sue emozioni attraverso la musica. Compone dall’età di 13 anni, ma il successo l’ha raggiunto con “Il Bacio di Klimt” che è entrato nella Top Viral 50 di Spotify.

    Da sempre appassionato di arte e letteratura, nonostante la sua giovane età. Esprime il suo mondo attraverso melodie, che suscitano immense emozioni. È una risposta a coloro che definiscono i giovani “schiavi dei social” e incapaci di amare tutto ciò che concerne la cultura.

    ARTE E POESIA NELLE SUE CANZONI

    Il Bacio di Klimt

    Chiari i riferimenti all’arte e alla poesia nelle sue canzoni. Ne “Il bacio di Klimt” il giovane Aloia tratta il tema della solitudine e il senso di vuoto che si prova distanti da una persona pur provando, per questa, sentimenti molto forti. Le sue emozioni vivono attraverso poesie e quadri famosi.

    La solitudine diventa l’“Assenzio” di Degas.

    La ragazza amata diventa “tu che eri come colori e forme per Cézanne”.

    La lontananza dalla persona amata diventa “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale…”, di Eugenio Montale.

    “Siamo eterni come il Bacio di Klimt” ci proietta direttamente nel mondo dei due amanti stretti in quel loro abbraccio e in quel loro bacio che li unisce per l’eternità.

     “Tutti i girasoli adesso son fiori del male” rimanda alla raccolta di Baudelaire, nella quale i fiori sono la bellezza che solo l’arte sa realizzare e il male è il degrado della società.

    Girasoli

    È proprio al brano “Girasoli”, pubblicato precedentemente, che Aloia si riferisce quando parla dei girasoli visti come fiori del male…

    Come egli stesso afferma sul suo profilo Instagram, “Il fiore più romantico non è la rosa. Il fiore più romantico è il girasole, perché ha gli occhi solo per il sole. Passa tutta la sua vita a guardarlo, senza mai stancarsi, nonostante abbia la consapevolezza che non potrà mai appartenergli”.

    Naturalmente, anche qui non mancano riferimenti al mondo artistico. Ed ecco: i Girasoli di Van Gogh, I due Amanti di René Magritte, i fiori di Monet, Salvador Dalì e Stonehenge.

    L’urlo di Munch: nuovo brano in arrivo!

    Sul suo profilo Instagram Aloia dice: “C’è un’opera che fin da piccolo mi ha sempre affascinato, ogni volta sfogliavo le pagine del mio libro di arte e mentre la prof spiegava io la guardavo stregato chiedendomi che suono avesse quel grido: assordante, stridulo o addirittura armonioso. Mi sarebbe piaciuto riuscire a sentirlo. […] Oggi sono qui e riguardandolo in questi giorni riesco a sentire per la prima volta una voce, ed è la mia. […] Dare una melodia all’arte che si è sempre potuta basare principalmente sull’aspetto visivo. Il suono che ho dato all’urlo è l’ossimoro di ciò che probabilmente stiamo vivendo in questo momento storico. Ho provato a trasformare l’angoscia che sentiamo in speranza, in felicità.”.

    È l’urlo di Munch, un brano sicuramente strepitoso, disponibile dal 29 gennaio 2021.