Tag: Torre Annunziata

  • Cristina Zagaria incontra i ragazzi del Liceo Pitagora- Croce

    Cristina Zagaria incontra i ragazzi del Liceo Pitagora- Croce

    unnamedIl   28 Novembre  la famosa scrittrice e giornalista Cristina Zagaria, attualmente inviata di Repubblica Napoli, ha incontrato i ragazzi del Liceo Pitagora-B.Croce, per discutere con gli alunni, in un vero e proprio dibattito, della  violenza sulle donne, psicologica e fisica. Durante l’incontro sono stati fatti riferimenti al suo nuovo libro Cuore di Pugile- una farfalla sul ring, dedicato alla storia del pugile Irma Testa, originaria di Torre Annunziata. La Zagaria ha scelto di utilizzare Cuore di Pugile come esempio per una questione così delicata, perché rispecchia la femminilità in ambiti considerati “maschili”. Irma non è un maschiaccio, Irma è donna ed è pugile.

    “Tutti siamo sempre concentrati sugli uomini, ma io credo si debba iniziare dalle donne”: per la giornalista è essenziale che siano prima di tutto le donne a rendersi conto di quanto valgono. In una società come la nostra, infatti, tantissime sono le ragazze e le donne convinte di non valere nulla in confronto a un uomo. Nel caso di Irma Testa, ad esempio, il pugile torrese ha immediatamente capito e coltivato le proprie potenzialità. In una città come Torre Annunziata, in un quartiere difficile come il suo, dove le ragazze devono mettersi le scarpette da ballo e i ragazzi i guantoni, è riuscita a far sentire la propria voce, credendo nella sua forza “al femminile”.

    Un argomento che ha colpito i ragazzi è stato il “nessun genere”. La Zagaria afferma che l’unico modo per abbattere i muri che dividono il “mondo delle donne” da quello “degli uomini” è eliminare la distinzione di genere. “Le macchinine sono da maschi”, “le barbie sono per femmine”, “le spade laser sono per i maschi”, “le principesse Disney sono per femmine”… Se tutti questi stereotipi venissero spazzati via, tutti i bambini e le bambine, tutti i ragazzi e le ragazze, tutte le donne e gli uomini, si sentirebbero liberi di amare ciò che vogliono, senza temere di essere etichettati ed esclusi.

    La giornalista ha poi ‘puntato’ ai ragazzi in prima persona. Conoscere ciò che pensavano del femminicidio e della violenza in generale, per spronarli a capire perché è una cosa terribile da fare. Per spronarli a capire che siamo tutti uguali. Le donne possono fare ciò che fanno gli uomini e viceversa.

    La stessa Zagaria racconta di aver trovato degli ostacoli durante la sua carriera per il suo “essere donna”. Quando era inviata in Calabria,  infatti, e si occupava di cronaca nera, la tenevano lontana dai luoghi del crimine perche considerati “troppo” per una donna e la spedivano a parlare con gli agenti, suggerendole perfino di “scoprire un po’ le gambe”. Ma lei non si è rassegnata, ha provato di essere all’altezza di quei casi proprio quanto lo erano i suoi colleghi maschi, se non di più.

    I ragazzi del liceo ovviamente non si sono presentati impreparati. Gli alunni della 2A Linguistico, ad esempio, hanno preparato l’acrostico della parola “farfalla” (in riferimento a Cuore di Pugile), che la scrittrice ha apprezzato così tanto da commuoversi.

    Clara Flauto 2A classico

     

     

  • Riemergere

    Riemergere

    Riemergere

    Risa, schiamazzi
    tra le stanze di Oplontis,
    nella villa risuonavano i sussurri delle ancelle,
    poi un boato… e calò il silenzio…

    Ricoperto da una nube grigia
    tutto era buio, come in una notte senza stelle
    come in un giorno senza sole.

    Ora tutto tace, sepolto nella cenere
    tutto resta immobile, scolpito nella lava.

    Spunta un fiore, un fiore giallo,
    un fiore che con forza grida un messaggio al mondo:
    sotto quella schiuma di pietra
    Oplontis è pronta a riemergere.

    Ma il cielo è ancora cupo
    non ceneri, non lapilli
    ma ombre, fantasmi
    dei drammi di un popolo
    ferito nel suo orgoglio.

  • Giancarlo Siani, un giornalista vero

    Giancarlo Siani, un giornalista vero

    A 31 anni dalla scomparsa del giornalista napoletano il suo ricordo è ancora vivido nella mente di quanti lo conobbero o l’hanno conosciuto grazie ai suoi articoli.

    Siani

    Era il 23 settembre del 1985 quando, sotto casa, nel quartiere residenziale del Vomero, a Napoli, Giancarlo Siani fu raggiunto dai sicari della malavita organizzata di Torre Annunziata e ucciso. La colpa di Siani, un ragazzo appena ventiseienne, era stata quella di amare troppo il suo lavoro e ancor più di amare la verità, la stessa che lo aveva condannato a morte.

    Chi era Giancarlo Siani?

    Giancarlo Siani era un giovane della borghesia medio-alta di Napoli. Dopo aver frequentato con ottimo profitto il liceo classico “G.B. Vico”, iscrittosi all’università iniziò a dedicarsi al giornalismo, rivolgendo particolare attenzione alle problematiche sociali dell’hinterland napoletano che, in quegli anni, erano rappresentate dall’espansione inarrestata della malavita organizzata, la “Camorra”. Fu questa sua passione a portarlo, dopo una lunga gavetta, a diventare corrispondente a Torre Annunziata  per la sezione distaccata de “Il Mattino” di Napoli, a Castellammare di Stabia. Il grande lavoro d’indagine svolto in quegli anni lo portò a diventare emblema dei movimenti anti camorra che in quegli anni iniziavano a nascere nella città oplontina, ma anche personaggio scomodo per i clan locali.

    A condannare Siani, un ragazzo dalla faccia pulita, ma che voleva sapere e far sapere troppo, fu un articolo pubblicato il 10 giugno 1985 sulle pagine de “Il Mattino” che riportava questa frase: “Dopo il 26 agosto dell’anno scorso il boss di Torre Annunziata era diventato un personaggio scomodo. La sua cattura potrebbe essere il prezzo pagato dagli stessi Nuvoletta per mettere fine alla guerra con l’altro clan di «Nuova famiglia», i Bardellino”. L’organizzazione dell’omicidio di Siani richiese circa tre mesi durante i quali il giovane corrispondente non smise mai di combattere una guerra che, il 23 settembre dello stesso anno, lo vide vinto, secondo i suoi aguzzini, ma in realtà vincitore, come poi la storia ha dimostrato.

    Per non dimenticare

    Da quel giorno di settembre di 31 anni fa, Giancarlo è entrato nei cuori di tutti ed è diventato monito per le nuove generazioni. Negli anni sempre più numerose sono state le scuole intitolate a Siani e molteplici le iniziative per non dimenticarlo. Ricordare quest’uomo è un nostro preciso dovere, ma è riduttivo che il suo ricordo si rinnovi per un giorno solo, su 365. Siani non dev’essere un manifesto affisso in strada, non dev’essere un libro e neppure dev’essere una Mehari verde; egli deve rappresentare un modello di libertà di pensiero e uno stile di vita.

     

     

  • Alla scoperta di Torre Annunziata

    Alla scoperta di Torre Annunziata

    Il 30 aprile, il  TG itinerante di Tgr  Campania, condotto dal giornalista Rino Genovese, ci ha guidato alla scoperta di Torre Annunziata, la capitale dell’arte bianca che aveva in passato più di centodieci pastifici.

    Tradizione gastronomica, mare e soprattutto tanta storia. E’qui,  infatti, che si trova la splendida  villa della seconda moglie dell’imperatore Nerone, Poppea  Sabina.

    L’edificio fu costruito intorno alla metà del I secolo a.C. ed era dotato di  ampi giardini,di un quartiere termale e di  ambienti produttivi; tra questi quello adibito  alla lavorazione dell’uva  per la produzione del vino. Dal 1964 sono iniziati gli scavi, dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1997.

    L’eruzione del Vesuvio del 79 distrusse tutto, dando inizio ad un periodo oscuro di circa un millennio.

    Una donazione di   quattro moggi di terra a dei fedeli da parte di Carlo d’Angiò:era il 19 settembre del 1319 quando questa città vide nuovamente  la luce . Il primo nucleo cittadino si sviluppò intorno alla chiesa dell’Annunziata dove gli Angioini avevano fatto costruire la prima torre di difesa, chiamata proprio  Torre dell’Annunciata.

    Città, questa, che vanta anche di essere stata la sede scelta dagli Spagnoli per la Real Polveriera. Nel Museo storico dello Spolettificio è possibile ammirare ancora oggi alcuni fucili rari.

    La storia di Torre Annunziata, però, è legata anche al mare. Nel Quattordicesimo secolo (forse nel 1354), era un 5 Agosto, alcuni pescatori  nelle acque presso lo scoglio di Rovigliano trovarono una cassa impigliata nelle reti e, dopo averla aperta, videro un busto di terracotta rappresentante  una Madonna dalla pelle scura che tiene  in braccio il Cristo bambino. Gli stabiesi se ne  impadronirono ma un  giorno la Madonna fu ritrovata coperta di neve all’esterno della cappella dell’Annunziata, un segno interpretato dagli oplontini quale volontà della stessa di stare a Torre Annunziata. Annualmente i torresi si riuniscono il cinque di agosto per rievocare il ritrovamento dell’immagine e il ventidue di ottobre per ringraziare la Santa Patrona per aver fermato la lava del Vesuvio durante un’eruzione del XIX secolo.

     

  • Convegno Farmindustria alla Novartis: Torre Annunziata polo d’eccellenza

    Convegno Farmindustria alla Novartis: Torre Annunziata polo d’eccellenza

    In un periodo di crisi mordace come quello da cui il nostro Paese sta cercando di rialzarsi, l’industria farmaceutica si conferma essere l’unica realtà in continua e solida crescita (+10%). Torre Annunziata, con il suo storico stabilimento Novartis (ex-Lepetit), in via Provinciale Schito, è tra i protagonisti dello sviluppo del settore e punta ad esserlo ancora per molto.

    Logo dell'evento
    Logo dell’evento

    E proprio la sede torrese della multinazionale svizzera ha ospitato, nella mattinata di oggi 11 aprile, l’ultima tappa del roadshow Innovazione e produzione di valore, organizzato da Farmindustria allo scopo di offrire un quadro nitido di un comparto che mirando all’innovazione produce eccellenza e crescita per l’Italia. Un evento a cui noi studenti della V A classico abbiamo avuto l’opportunità e l’onore di partecipare come rappresentati di tutti i giovani torresi. A moderare l’incontro Nicola Porro, vicedirettore de Il Giornale e conduttore del programma televisivo Virus – il contagio delle idee, in onda ogni giovedì su Rai2. Con spirito e acume, il giornalista ha incalzato i vari partecipanti stimolando la riflessione su temi di primo rilievo. Gli onori del saluto non potevano non spettare al “padrone di casa”, il dott. Georg Schroeckenfuchs, presidente e amministratore delegato della Novartis Farma, che ha illustrato l’articolazione della struttura aziendale e ha sottolineato il peso del ruolo giocato dalla Novartis nel panorama imprenditoriale italiano. Dati su cui ha insistito anche il vicepresidente di Farmindustria Lucia Aleotti, estendendo però il discorso alle 200 aziende attive in Italia nell’ambito della produzione di farmaci.

    La tavola rotonda tra i partecipanti al convegno
    La tavola rotonda tra i partecipanti al convegno

    In particolare, la dottoressa ha precisato l’importanza di far avvicinare i giovani al mondo del lavoro e di far conoscere una realtà imprenditoriale in forte espansione che, secondo le ultime statistiche, accoglie 1 laureato campano su 10.  Settore, questo, che necessita non soltanto di continua attenzione all’innovazione e allo sviluppo tecnologico, ma anche di sostenibilità, sociale e ambientale, come ha sottolineato il prof. Andrea Paci, ordinario di Economia e Gestione delle imprese all’ UniFi – unito a Torre da legami familiari. La serie di interventi è stata conclusa, poi, dalle parole del dott. Alain Leduc, direttore della sede torrese, da lui stesso definita “stabilimento a cinque stelle” per le numerose facilities a disposizione dei dipendenti e, prima ancora, per la notevole portata produttiva.

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    La V A classico, il D.S. e Nicola Porro

    A seguire un’accesa tavola rotonda, cui hanno preso parte Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Confindustria Campania, Mario Melazzini, presidente Aifa,  Angelo Colombini, segretario generale Femca-Cisl, Emilio Miceli, segretario generale Filctem-Cgil e Paolo Pirani, segretario generale Uiltec. Oggetto del dibattito l’intervento del governo locale e nazionale nell’assegnazione di fondi alle imprese private del settore.  Al termine dell’incontro, infine, è stato dato spazio alle nostre domande e si è prospettata la concreta possibilità di realizzare in un futuro prossimo una forma di alternanza scuola-lavoro – come previsto dalle legge 107/15 –  tra la Novartis e il nostro liceo. Si delinea quindi uno scenario nuovo per noi giovani torresi, sempre portati a guardare con profonda sfiducia al futuro della propria terra: soltanto avendo effettivi esempi di realtà imprenditoriali (e non) di successo presenti nel nostro territorio possiamo recuperare lo spirito positivo necessario affinché il nostro futuro si intrecci a quello della nostra città.

     

    Stefano Di Nola, Francesco Cristiano, Maria Rosaria De Santis, V A classico

    Foto realizzate da: Stefano Di Nola V A classico

  • “Voglio di più” da questa città

    “Voglio di più” da questa città

    IMG_20160206_173330IMG_20160206_1511396 febbraio 2016, Curva di Via Gino Alfani, Torre Annunziata.

    Sono le ore 15, un rumore di zappe e rastrelli rompe il silenzio di Via Gino Alfani. Mi avvicino e vedo dei giovani intenti a ripulire quelle che per molti anni sono state le aiuole abbandonate della “curva”. Inizio a parlare con loro e a chiedere  informazioni: sono i ragazzi dell’associazione “Voglio di più”. Questi ragazzi intraprendenti hanno fondato un comitato civile e si riuniranno ogni sabato, per ripulire e migliorare i luoghi della nostra Torre Annunziata. Per iniziare hanno scelto le aiuole della “curva” di Via Gino Alfani, luogo simbolo della movida giovanile della città.

    Qual è l’ intento del comitato?

    L’intento del comitato” dice il presidente Daniele Carotenuto “è dare la possibilità ai cittadini torresi di avere un punto di riferimento ed attivarsi concretamente per poter tornare a far vivere le bellezze della nostra città”.  Inoltre questo comitato oggi si è autofinanziato per questa iniziativa. “Non ci fermerà nessuno” ha commentato infine il presidente “anche se  molte persone si opporranno a questa nostra iniziativa, ma il nostro scopo è di coinvolgere anche le scuole di tutta Torre Annunziata”.

  • Open Day: il nostro liceo si apre ai futuri alunni

    Open Day: il nostro liceo si apre ai futuri alunni

    DURANTE LA MANIFESTAZIONE I RAGAZZI POTRANNO ENTRARE IN CONTATTO CON QUELLA CHE POTREBBE ESSERE LA LORO FUTURA REALTÀ SCOLASTICA.

    Open DayNei giorni 30 gennaio e 12 febbraio 2016, dalle ore 16.00 alle 19.00, il nostro liceo si presenterà attraverso l’Open Day ai ragazzi delle scuole medie del territorio, accompagnati dalle loro famiglie, ragazzi che nei prossimi anni probabilmente frequenteranno questo istituto.

    Nato dall’unione del liceo scientifico Pitagora con il liceo classico Benedetto Croce, l’istituto è cresciuto molto negli ultimi anni, sotto la guida del dirigente Benito Capossela, dal punto di vista degli indirizzi, delle attrezzature a disposizione e delle attività e progetti extrascolastici proposti. Aggiungendo agli indirizzi preesistenti anche il linguistico, lo sportivo e, da quest’anno, il musicale, la scuola è sempre più aperta alle nuove generazioni.

    Durante le due giornate quanti vorranno, potranno partecipare ai laboratori organizzati dai docenti del liceo in collaborazione con i loro alunni, dilettandosi a risolvere semplici problemi matematici o iniziando a conoscere le nostre attività e la cultura storica della città, attraverso videolezioni che presenteranno i reperti dell’antica città di Oplonti. Ragazzi e genitori potranno anche conoscere i docenti dell’istituto e rivolgere loro domande per far sì che la scelta finale sia quella più rispondente ai desideri e alle attitudini dei ragazzi in visita, i futuri liceali.

  • La mostra dei presepi delle scuole

    La mostra dei presepi delle scuole

    20151214_191059“Riavviciniamo i giovani al bello interiore”

    La Mostra dei Presepi delle scuole di Torre Annunziata è un appuntamento che si rinnova ormai da diversi anni presso la chiesa dello Spirito Santo ed è organizzato dalla professoressa Antonietta Giovinco.

    In origine, la mostra dei presepi era un concorso dedicato ai presepi realizzati dagli alunni delle scuole primarie e di primo grado. Successivamente divenne una vera e propria mostra e, solo negli ultimi anni, ha ripreso ad essere un concorso.

    Nell’edizione di quest’ anno, la mostra è stata dedicata a Michele Renis, giovane membro dell’associazione “amici del presepe”, troppo presto strappato alla vita. Al suo nome si affianca quello di don Mario Albertini che, in vita, ha sempre sostenuto le iniziative dell’associazione.

    Questo concorso, tuttavia, non vuol restar fine a se stesso ma, come afferma la stessa organizzatrice, prof. ssa Antonietta Giovinco, “vuole avvicinare i giovani, troppo spesso distratti da falsi miti, alla ricerca del bello, non solo come piacere della vista, ma anche come appagamento dell’ anima e della mente“.

    La premiazione del presepe si terrà il prossimo 16 gennaio presso il Santuario dello Spirito Santo (Chiesa comunale del Carmine) dalle ore 10,00 alle ore 11.30, per consentire ai bambini che vi prenderanno parte di far ritorno a scuola entro l’orario scolastico.

  • The change is around the corner

    The change is around the corner

    80173a6c-5da6-4dc3-b857-76e55e9711ddTorre Annunziata was an important city for the productions and trading of pasta and for its port. Now it’s known like a dirty city because people neglect it. In our city, the most important problems are: litter, sea pollution and atmosphere pollution.
    Litter invades the streets and pollutes also our sea ruining beauties of our coast and making impossible swimming so that it doesn’t attract tourists. We can solve this problem by recycling and encouraging people to have events about it: for example, kids who pick up more rubbish than others will get a prize, which could be some sweets. Another solution, for families, is organizing collection door to door.
    Problems concerning sea pollution are caused by factories that dump chemicals into rivers and sea. In fact, we find rubbish on the waves.
    Last but not least, atmosphere pollution is also a very big problem. Every day we use cars and buses to travel around the city, and, often, we get stuck in traffic jams. We can solve this problem in different ways: sharing our car or simply walking or using public transports or riding a bike (even if in our city there aren’t cycle lanes and the streets are dangerous). To think about it people also shouldn’t build new factories, nor cut many trees that purify the environment, giving us oxygen and taking carbon dioxide.
    We are worried of looking at our city crumbling down under our feet! The change is very close to us, if we simply open our eyes and do our best!

    Torre Annunziata was an important city for the productions and trading of pasta and for its port. Now it’s known like a dirty city because people neglect it. In our city, the most important problems are: litter, sea pollution and atmosphere pollution.
    Litter invades the streets and pollutes also our sea ruining beauties of our coast and making impossible swimming so that it doesn’t attract tourists. We can solve this problem by recycling and encouraging people to have events about it: for example, kids who pick up more rubbish than others will get a prize, which could be some sweets. Another solution, for families, is organizing collection door to door.
    Problems concerning sea pollution are caused by factories that dump chemicals into rivers and sea. In fact, we find rubbish on the waves.
    Last but not least, atmosphere pollution is also a very big problem. Every day we use cars and buses to travel around the city, and, often, we get stuck in traffic jams. We can solve this problem in different ways: sharing our car or simply walking or using public transports or riding a bike (even if in our city there aren’t cycle lanes and the streets are dangerous). To think about it people also shouldn’t build new factories, nor cut many trees that purify the environment, giving us oxygen and taking carbon dioxide.
    We are worried of looking at our city crumbling down under our feet! The change is very close to us, if we simply open our eyes and do our best!

    Gli alunni della IIC scientifico

  • Progetto Oplontis: il prof. John Clarke e le scoperte che riaccendono la speranza

    Progetto Oplontis: il prof. John Clarke e le scoperte che riaccendono la speranza

    progetto Oplontis
    Il prof. John Clarke con il presidente dell’Archeoclub, prof.ssa M.Azzurro, e con alcuni referenti dell’associazione, insieme ai ‘rievocatori’ del Gruppo Storico Oplontino

    18 dicembre – “I beni culturali non sono miei, sono vostri”. John Clarke, docente di archeologia presso l’Università di Austin (Texas), ha così affermato al termine della conferenza Il progetto Oplontis: nuove ricerche, organizzata dall’Archeoclub Mario Prosperi presso l’Aula Magna del liceo Pitagora – B. Croce, a Torre Annunziata. Applausi, entusiasmo e sorrisi amari tra il pubblico, composto anche da molti giovani: ancora una volta appare evidente quanto si potrebbe fare in più per valorizzare al meglio il patrimonio archeologico e storico-artistico del nostro territorio.

    Il mare e i marmi di Oplontis

    Tuttavia, spes ultima dea, come dicevano i Latini: e il prof. Clarke, che da ben dodici anni si occupa dell’Oplontis Project, lo sa bene. L’obiettivo del progetto da lui diretto è chiaro, ben dettagliato nel sito www.oplontisproject.org (e nella pagina Facebook The Project Oplontis): scoprire ogni segreto, portare alla luce ed esaminare fino all’ultimo centimetro il sito archeologico di Oplonti, costituito dalla Villa A (nota come Villa di Poppea) e dalla Villa B (o Villa di Lucius Crassius Tertius, ancora chiusa al pubblico). Soltanto conoscendone a fondo la struttura e l’originario aspetto, infatti, se ne potrà comprendere pienamente il valore e la funzionalità nel territorio antico, intervenendo con adeguati lavori di valorizzazione del sito.

    Le ricerche, dopo gli interventi di docenti e studenti dell’università di Austin, procedono attualmente sotto la tutela del Mibact e della soprintendenza archeologica di Pompei. Nuove interessanti scoperte sono emerse durante gli ultimi scavi, ancora in corso, nella Villa A: dagli studi dello stesso professor Clarke e del suo team sono stati evidenziati alcuni importanti caratteri dell’antica dimora patrizia, efficacemente illustrati durante la conferenza dal docente americano. Analizzando la posizione dei resti archeologici e grazie al confronto con altre ville del territorio, con antiche rappresentazioni e testimonianze letterarie (il geografo d’età augustea Strabone descrisse Oplonti come un susseguirsi di sfarzose ville costiere), grazie anche a numerosi carotaggi, gli studiosi hanno scoperto che la Villa di Poppea era, in realtà, una domus costruita in posizione panoramica su una falesia alta 14 metri e sorretta grazie a ingegnosi lavori di terrazzamento e architettonici (terrazze, portici e propilei), voluti presumibilmente dal ricco proprietario per godere della meravigliosa vista sui faraglioni di Rovigliano, Capri e il Golfo di Napoli, ancora non ostacolata dalle colate laviche successive. Indagini georadar e scavi recentissimi hanno permesso di liberare dai detriti anche l’antico tunnel che collegava il porticciolo all’area della servitù: il suggestivo punto d’accesso per i visitatori che provenivano da mare.

    Altro interessantissimo aspetto messo in rilievo dal professor Clarke è la ricchezza di marmi preziosi e di materiali pregiati di cui godeva la villa A. Incisioni, disegni, frammenti lignei e altre tracce testimoniano la presenza di zoccolature in marmo dell’Egeo e di pannelli in legno pregiatissimo che rivestivano le pareti delle stanze della domus. I pavimenti in opus sectile (intarsio con pietre), anch’essi di marmo e altri minerali preziosi, decoravano gli ambienti e li rendevano sontuosi. Il vero e proprio elemento di grande lusso erano, però, le colonne e le statue di marmo, di fattura meravigliosa: rendevano la villa unica nel suo genere, meravigliando i visitatori e ribadendo la sconfinata ricchezza del proprietario.

    Presenti all’incontro, anche i bravi e appassionati ‘rievocatori’ del Gruppo Storico Oplontino, in abbigliamento ispirato alla prima età imperiale romana, coeva alla villa.

    Il futuro del progetto

    Al termine della conferenza, diverse domande sono state poste al professore, tra cui quella fatidica su quale sarà il prossimo obiettivo del Progetto Oplonti. Si è appreso che scavi e studi continueranno sul lato sud della Villa A e che si cercherà di realizzare l’apertura di un nuovo ingresso al sito archeologico, ricreando quello originario dal mare.

    Torre Annunziata, dunque, ha bisogno di studiosi come il professor Clarke – al quale l’assessore A. Irlando, dopo il saluto del nostro Dirigente scolastico, ha promesso il conferimento della cittadinanza onoraria –; studiosi che, attraverso anni di impegno e di studio, si prendano cura di ciò che di più prezioso si può possedere, la memoria storica dei nostri progenitori. E viva deve rimanere la speranza che i giovani apprezzino maggiormente il loro patrimonio storico-culturale e che, magari scegliendo questo come proprio lavoro, possano riportare Oplontis agli antichi splendori.

     

    Immagini: opera propria