Categoria: Attualità

  • Fake news sui social: quando la disinformazione diventa virale

    Fake news sui social: quando la disinformazione diventa virale

    Negli ultimi anni i social media come Facebook, Instagram e TikTok sono diventati uno dei principali mezzi con cui le persone si informano. Tuttavia, insieme alle notizie vere, circolano anche molte fake news. Queste rappresentano un problema serio perché possono influenzare l’opinione pubblica, creare confusione e diffondere paura o disinformazione. Spesso queste notizie vengono condivise senza controllare se la fonte sia affidabile. In molti casi i titoli accattivanti attirano l’attenzione degli utenti, che finiscono per diffondere contenuti non verificati.

    File:Social media collection 2020s.png - Wikimedia Commons

    I social network, con i loro algoritmi, mostrano agli utenti contenuti simili a quelli già apprezzati, creando vere e proprie “bolle informative” in cui le persone vedono quasi esclusivamente opinioni affini alle proprie. Questo meccanismo, ha però effetti collaterali molto seri: favorisce la diffusione di informazioni false e rafforza convinzioni errate o stereotipi già presenti. Spesso le notizie che confermano le nostre idee vengono condivise e commentate più rapidamente, mentre quelle che le mettono in discussione vengono ignorate o addirittura scartate. Contrastare le fake news richiede uno sforzo collettivo: dai social network, chiamati a migliorare i sistemi di verifica e moderazione dei contenuti, agli utenti, che devono sviluppare un atteggiamento critico e imparare a riconoscere fonti affidabili. Educazione digitale, senso critico e consapevolezza dei meccanismi algoritmici sono strumenti fondamentali per navigare in un mare di informazioni sempre più complesso e proteggere la verità.Ma l’impegno non può fermarsi alla semplice identificazione delle notizie false. Anche governi, scuole e organizzazioni civiche hanno un ruolo cruciale nel promuovere una cultura della verifica e della responsabilità digitale. Nelle scuole, ad esempio, programmi di alfabetizzazione mediatica possono insegnare ai ragazzi a leggere oltre i titoli, valutare le fonti e distinguere fatti da opinioni. Campagne pubbliche e iniziative di sensibilizzazione possono aiutare anche gli adulti a sviluppare strumenti di analisi critica e a non cadere nei tranelli delle informazioni manipolate.

    Disinformation on social media | Illustration for CREST proj… | Flickr

    In parallelo, le piattaforme social devono ripensare i meccanismi che premiano la viralità a scapito della verità. Interventi come il fact-checking collaborativo, la segnalazione di notizie sospette e la riduzione della visibilità di contenuti non verificati possono rappresentare strumenti efficaci per limitare la disinformazione. Alcune piattaforme hanno già iniziato a sperimentare avvisi sui post potenzialmente falsi o link a fonti affidabili, ma molto resta da fare per rendere questi sistemi realmente efficaci. La responsabilità individuale resta però insostituibile.

    Ogni utente ha la possibilità di frenare la diffusione delle fake news con comportamenti concreti: leggere attentamente prima di condividere, verificare le fonti, confrontare diverse informazioni sullo stesso argomento e segnalare contenuti dubbi. Piccoli gesti quotidiani, sommati, possono fare una grande differenza nella creazione di un ecosistema informativo più sano e sicuro. Inoltre, affrontare le fake news non è solo una questione di strumenti tecnologici o di educazione: è anche una sfida culturale. Promuovere un atteggiamento critico significa incoraggiare la curiosità, la verifica dei fatti e la discussione informata. Solo così gli utenti possono sviluppare una maggiore resilienza contro le manipolazioni e contribuire a costruire una rete di informazione più affidabile. In definitiva, combattere la disinformazione richiede un approccio integrato, che unisca tecnologia, educazione e responsabilità personale.

    Ogni click, ogni condivisione e ogni commento diventano un piccolo tassello di un mosaico più grande: quello di una società capace di informarsi con consapevolezza, di discutere con equilibrio e di non farsi ingannare dalle apparenze.

    Aniello Di Palma 3AC

  • Verso Napoli-Torino: le sorprese negli undici titolari

    Verso Napoli-Torino: le sorprese negli undici titolari

    Nell’anticipo della 28a di Serie A di venerdì 6 Marzo ci saranno molti cambi negli 11 iniziali . Nel Napoli tornano titolari Milinkovic-Savic, Gilmour e Olivera che è favorito su Beukema nella difesa a 3. A sorpresa tornano in panchina anche Kevin De Bruyne e Anguissa dopo le lunghe assenze. Questa è inoltre una gara ricca di ex , iniziando da Buongiorno e Milinkovic-Savic fino a Zapata e Simeone, con quest’ ultimo che ha deciso la gara di andata finita 1-0 per i Granata, gara importantissima per entrambe le squadre a partire dal Napoli che deve consolidare il posto in Champions League e il Torino a cui servono punti importanti per la salvezza.

    Napoli-Torino: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv
  • La Milano Fashion Week: tra successi, flop e nuove promesse

    La Milano Fashion Week: tra successi, flop e nuove promesse

    Durante la Milano Fashion Week 2026, Milano torna a essere per qualche giorno il centro della moda mondiale. La città si riempie di fotografi, modelle, giornalisti e appassionati che osservano con attenzione ogni passerella. Anche quest’ultima edizione ha dimostrato che nonostante la concorrenza di capitali come Parigi, Londra o New York, la moda italiana continua a mantenere un ruolo centrale grazie alla forza delle sue maison storiche, alla qualità dell’artigianato e alla capacità di rinnovarsi senza perdere la propria identità. Tra le sfilate più convincenti bisogna sicuramente ricordare quella di Prada, guidata dalla stilista Miuccia Prada insieme al designer Raf Simons. La collezione autunno/inverno ha mostrato un’eleganza costituita da cappotti dalle linee pulite, gonne semplici e colori sobri. La maison ha dimostrato ancora una volta come la semplicità possa trasformarsi in una forma di profonda raffinatezza . In un mondo della moda spesso dominato dall’eccesso e dalla ricerca continua dello stupore, questa scelta è sembrata una decisione quasi coraggiosa, perché punta sulla forza delle forme e dei materiali più che sull’effetto spettacolare. Un altro grande successo della settimana è stato quello di Versace, sotto la direzione di Donatella Versace. La collezione ha portato in passerella uno stile molto energico e riconoscibile, riprendendo alcuni elementi iconici della casa di moda. Allo stesso tempo, però, questi elementi sono stati reinterpretati in chiave più contemporanea, rendendo la sfilata una delle più spettacolari e fotografate della settimana. Molti critici hanno parlato di un perfetto equilibrio tra il passato glorioso del marchio e una visione moderna capace di parlare alle nuove generazioni. Tuttavia, come spesso accade durante eventi di questa portata, non sono mancati anche alcuni flop o, quantomeno, collezioni che hanno diviso il pubblico e la critica. In particolare la sfilata di Gucci ha suscitato molte discussioni.

    Phan Dang Hoang: Threads of the Future in Fashion | 3

    Alcuni hanno apprezzato il tentativo del brand di sperimentare e di rinnovare la propria immagine, mentre altri hanno trovato la collezione un po’ confusa e poco coerente. Abiti molto elaborati, accostamenti di colori insoliti e silhouette particolari hanno creato una passerella sicuramente interessante, ma non del tutto convincente per tutti gli osservatori del settore. Anche Dolce & Gabbana, fondato da Domenico Dolce e Stefano Gabbana, ha ricevuto qualche critica. La maison è famosa per le sue collezioni ispirate alla tradizione italiana e alla cultura mediterranea, e anche questa volta non sono mancati abiti ricchi di decorazioni, pizzi e dettagli spettacolari. Tuttavia alcuni critici hanno osservato che la collezione ricordava molto quelle degli anni precedenti. Accanto ai grandi nomi della moda, la Milano Fashion Week è stata anche l’occasione per scoprire nuovi talenti. Tra le rivelazioni più interessanti si è distinto Marco Rambaldi, giovane stilista italiano che sta attirando sempre più attenzione nel panorama internazionale. Le sue creazioni mescolano elementi vintage, colori vivaci e una forte attenzione a temi contemporanei come l’inclusività e la libertà di espressione. Proprio questa combinazione di creatività e sensibilità sociale ha colpito molti osservatori. La Milano Fashion Week 2026 ha mostrato ancora una volta quanto la moda sia un settore in continua evoluzione. Tra collezioni molto riuscite, alcune scelte meno convincenti e nuove promesse pronte a emergere, le passerelle milanesi hanno offerto uno sguardo interessante sul futuro dello stile. Se da una parte le grandi maison continuano a rappresentare una tradizione solida e riconoscibile, dall’altra i giovani designer portano nuove idee e prospettive.

    Giuliana Afflitto,Rita Ferriero 3AC

  • Torre Annunziata: un gioiello da ritrovare

    Torre Annunziata: un gioiello da ritrovare

    Mille risorse sprecate

    Se noi giovani attualmente vedessimo una foto della nostra città negli anni ‘70, ci sembrerebbe surreale, potremmo quasi pensare che sia stata fatta con l’intelligenza artificiale, ma non è così: un tempo Torre Annunziata era un vero e proprio gioiello. Purtroppo però oggigiorno, molto spesso, noi cittadini non ci rendiamo conto dell’immenso tesoro economico e culturale che custodiamo tra le nostre mani.  Difatti, non siamo in grado di valorizzare al meglio le risorse che il nostro territorio ci offre, anzi, facciamo l’esatto opposto. In passato, Torre Annunziata è stata uno dei centri economici più importanti tra i comuni di Napoli con la sua “Arte Bianca” dei pastifici e il suo mare; disponiamo di uno degli scavi archeologici più famosi di sempre: gli Scavi di Oplontis, meta di turisti da ogni parte del mondo, i quali affrontano ore e ore di viaggio per visitarlo ma che, purtroppo, restano delusi dal luogo ad esso circostante, il quale scarseggia di risorse. Ci si aspetterebbe un intero business su quest’enorme risorsa: souvenir, guide turistiche o anche semplice pubblicità. Al contrario, una volta usciti dalla Villa di Poppea, i visitatori si ritrovano in un contesto malfamato, dove anche una semplice passeggiata diventa un’impresa, mentre si tenta di evitare i rifiuti abbandonati, le mattonelle dei marciapiedi distrutti e i bisogni mai raccolti degli animali. Di conseguenza, invece di essere avvolti dalla natura, l’allegria dei negozi e l’odore della pasta fresca, come accadeva un tempo, sono travolti da un senso di abbandono che caratterizza le strade di questa città che portano solo a serrande chiuse di magazzini dimenticati.

    “Si raccoglie ciò che si semina”

    Comune di Torre Annunziata Mangiare e bere: il MEGLIO del 2026 -  Cancellazione GRATUITA | GetYourGuide

    La situazione in cui ci troviamo, è frutto di un atteggiamento completamente sbagliato da parte della maggior parte dei cittadini, colpiti da un forte sentimento di menefreghismo e impertinenza. Ma non si tratta solo di questo, o almeno non è solo ed unicamente colpa dei cittadini; in realtà, di solito, la fonte del problema è molto più profonda. Sono anni che il comune di Torre Annunziata è sommerso da corruzione e infiltrazioni criminali. Anche quest’anno, sfortunatamente, non appena si era arrivati a pensare che forse questa situazione sarebbe finalmente diventata acqua passata, ecco che, ancora una volta, tale crisi colpisce il Sindaco e la comunità. Dunque, come potremmo raggiungere stabilità e pace se a mancare è il pilastro che dovrebbe sostenere l’intera città? Si dovrebbe risolvere la questione partendo dal principio così da poter fornire i mezzi necessari a chi davvero vuole prestare aiuto nel recupero di questo tesoro. Ad averci portato nella condizione tragica in cui si trova questa cittadina, c’è il pensiero che ciò che facciamo non influenzi il mondo che ci circonda. Ma, ogni singola azione di ciascuno di noi, se sommata a quella di tutti, può diventare tanto. Questo, però, fortunatamente, non vale solo ed unicamente per le cose negative che facciamo: se ognuno facesse una piccola cosa per migliorare la situazione di Torre Annunziata, probabilmente potremmo iniziare a vedere quella foto della “vecchia Torre” non più come un qualcosa di surreale e di falso bensì come un obiettivo da raggiungere. Quindi, un passo alla volta, si potrà ritrovare questo gioiello perduto.

    Realizzato da Sara Betteghella e Greta Grezzo III A Classico.

  • Cartelli e bandiere sul lungomare: studenti iraniani protestano a Napoli

    Cartelli e bandiere sul lungomare: studenti iraniani protestano a Napoli

    Alcuni studenti e cittadini iraniani che vivono a Napoli si sono riuniti la mattina del 6 marzo 2026 sul lungomare di via Caracciolo, davanti al consolato degli Stati Uniti, per manifestare contro il governo della Repubblica Islamica dell’Iran. L’iniziativa è stata organizzata per portare all’attenzione dell’opinione pubblica la difficile situazione politica e sociale del loro Paese.

    Alla protesta hanno partecipato alcune decine di persone, tra cui molti giovani universitari che studiano negli atenei napoletani, come le università Federico II, Luigi Vanvitelli e Parthenope. I manifestanti hanno esposto cartelli e striscioni con diversi slogan e hanno sventolato bandiere dell’Iran, degli Stati Uniti e di Israele.

    Durante il presidio alcuni partecipanti hanno espresso il loro sostegno al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ritenendo che le loro politiche possano contribuire a indebolire il regime iraniano. Tra i cartelli comparivano anche messaggi di ringraziamento rivolti ai due leader.

    Nel corso della manifestazione è stato ricordato anche Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià dell’Iran. Per alcuni manifestanti egli rappresenta una possibile alternativa politica per il futuro del Paese. Alcuni studenti hanno inoltre distribuito ai passanti dei dolci accompagnati da piccole bandiere con la scritta: “L’unica scelta per l’Iran è Reza Pahlavi”.

    La protesta si è svolta in maniera pacifica e senza tensioni. Durante l’iniziativa sono stati ascoltati l’inno nazionale iraniano e alcune canzoni tradizionali. Tra i partecipanti c’era anche Kowsar, una studentessa di Economia che vive in Italia da circa due anni, la quale ha raccontato di essere molto preoccupata per i suoi familiari rimasti in Iran.

    Presente anche Iraj, un uomo che vive in Italia da circa trent’anni dopo aver lasciato il suo Paese. Secondo lui molti cittadini iraniani continuano a vivere sotto forti limitazioni e repressioni. Con questa manifestazione gli studenti hanno voluto far conoscere la loro situazione e chiedere maggiore attenzione da parte della comunità internazionale, nella speranza di un futuro più libero per l’Iran.

    Giulia Malvone 3AC

  • Sanremo 2026: tra pronostici e aspettative

    Sanremo 2026: tra pronostici e aspettative

    di Elisa Verdezza, Fabiana Alvino, Anna Raiola III Ac

    L’attesa è quasi finita e, come ogni anno, l’Italia si prepara a fermarsi per quella settimana magica e folle che trasforma un piccolo teatro di provincia nel centro del mondo. Il Festival di Sanremo sta per tornare e, diciamoci la verità, anche se qualcuno  fa finta di niente per sembrare “alternativo”, martedì sera saremo tutti davanti alla TV con il telefono in mano pronti a commentare ogni minimo dettaglio. Quest’anno l’aria che si respira è diversa, perché il ritorno di Carlo Conti alla guida del Festival promette un equilibrio perfetto tra la tradizione che piace ai nonni e quel ritmo moderno che occorre a noi  giovani per non addormentarci sul divano prima della mezzanotte.

    Ma cosa dobbiamo aspettarci davvero dalle canzoni? Le prime indiscrezioni parlano di un Festival molto vario, c’è grandissima curiosità per il debutto di Tommaso Paradiso, che molti vedono già come il vincitore annunciato, grazie alla sua capacità di scrivere ritornelli che entrano in testa al primo ascolto. Allo stesso tempo la sorpresa potrebbe arrivare da nomi come Serena Brancale o Sayf, che rappresentano quella ventata di aria fresca di cui la musica italiana ha sempre bisogno.

    I pronostici della vigilia sono una consuetudine, ma i nomi caldi per il podio circolano già con insistenza. Oltre al favorito Paradiso, si punta su Ermal Meta e Arisa, che a Sanremo giocano in casa e sanno come emozionare le giurie. Ma il Festival non è solo musica, è soprattutto spettacolo e, ammettiamolo, un pizzico di sano gossip. Tra le co-conduzioni che vedranno alternarsi icone come Laura Pausini a star internazionali come Can Yaman, il chiacchiericcio dietro le quinte è già alle stelle. Si parla già  dei look stravaganti che vedremo sul red carpet e delle battute che infiammeranno i social.

    In fondo, Sanremo è Sanremo proprio per questo motivo: è l’unico momento dell’anno in cui generazioni diverse si ritrovano a discutere della stessa canzone o dello stesso vestito. Non è solo un concorso canoro, è un rito collettivo che ci fa sentire parte di qualcosa di più grande, tra una risata per un meme virale e un brivido per una bella esibizione . Prepariamoci a vivere questa intensa settimana e che vinca la canzone più bella.

  • Un battito imperfetto

    Un battito imperfetto

    di Federica Piccolo ed Emiliana Maresca, III AC

    Incompetenza dei medici o errore casuale? Questa è la domanda che rimbomba tra i corridoi dell’ospedale Monaldi di Napoli, dove era stato ricoverato il piccolo Domenico, di soli due anni. Ma che cosa è successo? Il bambino, affetto da cardiomiopatia dilatativa, aveva urgente bisogno di un trapianto di cuore. A dicembre 2025 arriva la notizia che riaccende la speranza nei cuori della famiglia: era stato individuato un cuore compatibile direttamente da una struttura sanitaria a Bolzano, dove il 23 dicembre era stato espiantato da un donatore. Purtroppo, quella che sarebbe dovuta essere la più grande gioia per Domenico e la sua famiglia, si è trasformata in una terribile tragedia, in quanto l’organo è arrivato in parte danneggiato. Secondo quanto ricostruito, l’équipe medica di Napoli avrebbe iniziato l’intervento senza il box omologato per il trasporto dell’organo, necessario per mantenere una temperatura controllata. Inoltre, relativamente a quanto è emerso, i sanitari di Bolzano avrebbero riempito il contenitore per il trasporto con del ghiaccio secco invece di utilizzare il ghiaccio naturale. In aggiunta, non sarebbero state eseguite le dovute precauzioni: l’organo non sarebbe stato mantenuto a 4°, come previsto dalle normative, ma sarebbe stato esposto a temperature molto più basse, circa -78°. Questo ha “bruciato” i tessuti del cuore per congelamento.

    Al momento dell’espianto, sembra che non sia stato verificato se il nuovo cuore da impiantare fosse sano: quando l’errore è stato accertato, era ormai troppo tardi per tornare indietro . Da quel giorno, Domenico è rimasto in vita solo grazie all’ECMO (ossigenazione extracorporea a membrana), una macchina che sostituisce le funzioni di cuore e polmoni.Le notizie più recenti, risalenti a questi giorni (metà febbraio 2026), sono purtroppo negative:L’ultima speranza sfumata: Il 17 febbraio era stata segnalata la disponibilità di un nuovo cuore compatibile proveniente da Bergamo. Tuttavia, dopo un consulto tra i massimi esperti nazionali, è stato stabilito che Domenico non era in grado di reggere un nuovo intervento.

    Una vita per una vita?

    A volte sembra ironica la tragicità della vita: nei giorni scorsi, infatti, è emerso che quel cuoricino che Domenico non ha potuto ricevere è stato trapiantato in un altro bambino, suo coetaneo, all’ospedale Papa Giovanni XXIII, nella notte fra il 18 e il 19 febbraio. L’organo è stato espiantato da un bimbo di tre anni, morto per una leucemia, ed è stato donato a un altro bambino, risultato primo nella lista nazionale d’urgenza in attesa del trapianto. Un sospiro di sollievo per i cari di questo bambino che è stato più fortunato del piccolo Domenico.

    Intervista alla mamma

    In una recente intervista a “È sempre carta bianca”, Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo Domenico, ha raccontato la straziante battaglia di suo figlio e l’enorme dolore provato, ma allo stesso tempo una grande determinazione a non perdere le speranze. Purtroppo la situazione è precipitata nelle ultime ore. Nell’intervista, emerge un ritratto del profilo di Domenico, bambino dolce, socievole, con una grande voglia di vivere. Prima del tragico intervento, Domenico conduceva una vita quanto più possibile simile a quella dei suoi coetanei: “Mio figlio faceva la vita di tutti i bambini. Aveva una terapia, ma io cercavo di fargli fare una vita normale”, racconta Patrizia. Oggi, di quella quotidianità restano solo i ricordi e un vuoto incolmabile: “Mi manca molto la sua voce. I suoi baci, i suoi abbracci”. Anche se il trapianto avrebbe dovuto rappresentare l’inizio di una rinascita, da subito Patrizia ha provato una strana angoscia: “Avevo l’ansia nello stomaco, un brutto presentimento”. Nonostante l’accaduto, Patrizia non ha mai puntato il dito contro i medici: “Con i medici c’è lo stesso rapporto che c’è sempre stato. Non ho mai messo in dubbio la professionalità del primario che ha operato mio figlio, ma è la fiducia e la serenità che mancano”. Patrizia rivolge un pensiero anche alla famiglia del donatore: “ “Sono vicina alla mamma così coraggiosa che ha donato il cuore di suo figlio morto al mio, anche se poi non è servito a nulla”. Nonostante la consapevolezza della tragedia imminente, la mamma rifiutava di arrendersi: “Mio figlio mi dà la forza. Dentro di me so cosa può succedere, ma una mamma non è mai preparata veramente. Finché mio figlio respira è vivo e io non lo lascio. Non mi voglio arrendere, voglio concentrarmi sulla lotta per trovare una soluzione”.

    La fiaccolata.Il 19 febbraio 2026 si è tenuta a Nola, la città della famiglia, una fiaccolata per il piccolo Domenico, dopo che è arrivata la conferma dell’impossibilità di un secondo trapianto. Più di un centinaio di persone si sono riunite in piazza Duomo nonostante la pioggia battente con palloncini rossi a forma di cuore, fiaccole, candele, e un grande striscione con la scritta: “per il nostro guerriero”. La Diocesi di Nola ha accompagnato l’evento con parole toccanti: “Il piccolo Domenico è una parola che Dio dice a tutti no. Vogliamo tutti trarre una lezione di vita dalla vita del piccolo e fragile fratello”. con questa fiaccolata, la comunità ha voluto far sentire la propria presenza alla mamma.

    La speranza perduta

    Qual è il detto? La speranza è l’ultima a svanire… fino a ieri. Ieri, infatti, la città di Napoli è stata colpita dalla terribile notizia alle 9.20 del mattino: Domenico non ce l’ha fatta. Come redazione del giornale facciamo le condoglianze a tutti coloro che volevano bene a Domenico e in particolare alla mamma che continuerà a battersi affinché suo figlio ottenga giustizia. Proprio per questo motivo, la mamma in una recente intervista ha dichiarato: “Ora è un angioletto, ma non dovremo mai dimenticarlo. Anche per questo creeremo una fondazione a lui intitolata, per aiutare i bambini che si trovino nelle sue stesse condizioni”.

    Il nostro augurio è che il ricordo di un bambino a cui è stata negata la possibilità di continuare a vivere faccia rumore, non si spenga lentamente nel silenzio.

  • Napoli: calciomercato invernale

    Napoli: calciomercato invernale

    Dopo settimane, è ufficiale l’addio di Noa Lang al Napoli dopo i primi mesi fallimentari al club partenopeo, in cui ha collezionato un solo gol e due assist in Serie A. Il giocatore difatti ha firmato un contratto col club turco fino a fine stagione, nei dettagli un prestito di 2 milioni con un diritto di riscatto fissato a 30 milioni di euro.

    A una settimana dalla fine del mercato, il Napoli piazza il suo primo colpo e raggiunge un accordo per il prestito del talento brasiliano Giovane dall’Hellas Verona, prestito con obbligo di riscatto fissato a 20 milioni di euro. Il calciatore brasiliano svolgerà le visite mediche nelle prossime ore e sarà probabilmente disponibile già a partire dalla gara di domenica contro la Juventus.

    Nelle ultime ore si è anche definito il prestito di Lorenzo Lucca al Nottingham Forest. Il calciatore raggiungerà la squadra inglese, che sta lottando per la salvezza, nelle prossime ore; un prestito oneroso di un milione di euro con diritto di riscatto fissato a 40 milioni, 5 in più rispetto a quanto aveva proposto all’inizio il club inglese.

    Con la chiusura della sessione invernale del calcio mercato il Napoli effetua altri due colpi .Il primo è Alisson Santos, preso in prestito oneroso dallo sporting di Lisbona per 3 milioni di euro con il riscatto fissato a 15 milioni di euro. Il secondo colpo è invece il diciassettenne Milton Pereyra, nuovo innesto per il futuro preso dagli argentini del Boca Junior. Nonostante ci fossero molti club su di lui, il Napoli è riuscito ad accaparrarsi il giocatore argentino all’ultimo giorno di mercato.

  • IL CICLONE HARRY : una catastrofe preannunciata

    IL CICLONE HARRY : una catastrofe preannunciata

    Key West, Florida, Uragano Dennis

    Il recente passaggio del Ciclone Harry, formatosi nel Mar Mediterraneo a causa dell’incontro tra masse d’aria calda e correnti più fredde, ha colpito con violenza diverse aree costiere italiane, portando grandi piogge e venti impetuosi. Se da un lato la dinamica è spiegabile con i normali meccanismi atmosferici, dall’altro molti esperti sottolineano come l’aumento delle temperature marine, legato al cambiamento climatico, possa aver contribuito ad alimentarne l’intensità. Infatti, il Mediterraneo più caldo favorisce fenomeni atmosferici più violenti e concentrazioni di pioggia maggiori in breve tempo. Inoltre la scarsa manutenzione del territorio non ha fatto altro che aggravare allagamenti e frane. La perdita di aree verdi e la riduzione di boschi lungo i fiumi hanno ridotto la capacità naturale del suolo di drenare l’acqua, aumentando il rischio di smottamenti. Le conseguenze sono state molto gravi: abitazioni danneggiate, scuole chiuse, infrastrutture interrotte e gravi perdite per l’agricoltura e il turismo. Dal punto di vista economico, le prime stime parlano di danni per centinaia di milioni di euro, con numerose piccole imprese costrette a sospendere l’attività e intere comunità in attesa di fondi per la ricostruzione. Non si tratta dunque soltanto di un’emergenza ambientale, ma anche sociale ed economica.Sull’accaduto è intervenuta anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sottolineando la necessità di investire maggiormente nella prevenzione e nella messa in sicurezza del territorio. Le sue parole evidenziano un punto essenziale: non possiamo limitarci a intervenire dopo le catastrofi, ma dobbiamo imparare a prevenirle. Il ciclone Harry, dunque, non è soltanto un fatto di cronaca, ma piuttosto un invito alla responsabilità collettiva: se sapremo unire prevenzione, rispetto per l’ambiente e senso civico, potremo trasformare una tragedia in un’occasione di crescita.

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    GIULIANA AFFLITTO,ANIELLO DI PALMA,RITA FERRIERO,GIULIA MALVONE.

  • La salute mentale dei giovani: un problema spesso silenzioso ma importante

    La salute mentale dei giovani: un problema spesso silenzioso ma importante

    La salute mentale dei ragazzi e delle ragazze è un tema sempre più importante, ma spesso ancora trascurato. Non si tratta solo di momenti di tristezza o stress passeggeri: ansia, depressione e altre difficoltà psicologiche colpiscono milioni di giovani in Italia e nel mondo, influenzando lo studio, le relazioni e la vita quotidiana. Secondo l’UNICEF, circa 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale diagnosticabile, mentre in Italia oltre la metà degli studenti dichiara di soffrire di ansia, tristezza prolungata o insonnia.

    Immagini Belle : depressione, ansia, triste, emozione, ragazza, infelice,  depresso, introvert, donna, da solo, cartone animato, mentale, Salute,  stress, disturbo, malattia, paura, umore, tristezza, psicologia, stanco,  stressato, solitudine ...

    Le cause di questo disagio sono molte e spesso intrecciate tra loro: la pressione scolastica, il confronto con i coetanei sui social, le esperienze traumatiche, la precarietà familiare e persino l’ansia per il futuro del pianeta, la cosiddetta eco-ansia, possono incidere profondamente sulla vita dei giovani. Purtroppo, molti di loro non ricevono il supporto necessario: in molti casi, il disagio passa inosservato o è accompagnato da stigma e vergogna, impedendo di chiedere aiuto.Negli ultimi anni, però, stanno nascendo progetti e iniziative pensate per offrire supporto ai ragazzi. Campagne di sensibilizzazione, sportelli psicologici nelle scuole e programmi dedicati come #WITHYOU – La psicologia con te e EASE‑Y cercano di fornire strumenti concreti per affrontare ansia, stress e depressione, creando spazi sicuri in cui parlare delle proprie difficoltà senza paura di essere giudicati.

    Affrontare la salute mentale significa anche cambiare il modo in cui la società guarda ai giovani: non sono fragili o “problematici”, ma persone che hanno bisogno di ascolto, comprensione e strumenti adeguati per crescere serenamente. È fondamentale che scuole, famiglie e istituzioni lavorino insieme per creare ambienti più inclusivi, empatici e attenti al benessere psicologico.


    La salute mentale non è un problema lontano: riguarda tutti noi, perché ogni giovane che soffre in silenzio ha bisogno di qualcuno che lo capisca. Parlare, ascoltare e offrire supporto non è solo un gesto di aiuto, ma un modo concreto per costruire una società più attenta, empatica e pronta a valorizzare il potenziale di ogni ragazzo e ragazza

    Una proposta di legge per tutelare la salute mentale al lavoro

    Giulia Malvone, Rita Ferriero, Giuliana Afflitto, Aniello Di Palma