L’ anno scolastico è giunto al termine e quale modo migliore per celebrarlo che scoprire che cosa ci riserverà il prossimo. Per gli studenti che entreranno per la prima volta al liceo le novità saranno importanti, a cominciare dalla modifiche ai programmi contenute nelle nuove direttive sui licei del ministero dell’istruzione. Vediamone un paio che hanno destato maggior scalpore.

1) I Promessi Sposi
In primis, l’eliminazione della lettura integrale dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni al secondo anno, che verrebbe limitata al programma di letteratura al quarto. Secondo i promotori della riforma, questo servirebbe a restituire l’opera alla sua cornice storica, l’Ottocento, rendendone però lo studio limitato a pochi capitoli selezionati. Sostituti del Manzoni al biennio dovrebbero essere autori contemporanei come Italo Calvino, Pierpaolo Pasolini, Stephen King, Alberto Moravia, Fedor Dostoevskij e J.R.R Tolkien. Secondo i promotori, questo avvicinerebbe i più giovani alla lettura con opere da loro più sentite e maggiormente comprensibili, mentre i Promessi Sposi sarebbero secondo i riformatori“troppo difficili” e “un classico non più contemporaneo”. Insomma pare proprio che il romanzo nazionale per eccellenza secondo i nostri politici non abbia più nulla da dire alle nuove generazioni ed è meglio che si avvii al pensionamento. Vediamo cosa ne pensano alcuni docenti di italiano del nostro liceo.
“Professoressa Flauto, dicono che i Promessi Sposi siano un classico superato, lei è d’accordo?”
Fl. ” I classici sono sempre contemporanei perché hanno un’ universalità applicabile a tutte le epoche. Manzoni infatti ambienta il romanzo nel Seicento per non incorrere nella censura, ma sta parlando all’ Ottocento. E quindi a volte dice ‘così va il mondo… ehm … così andava il mondo al tempo degli spagnoli.’
E allo stesso mondo continua a parlare anche alla nostra epoca. Bisogna chiarire cos’ è un classico; un classico non è qualcosa di incartapecorito, ma la struttura da cui deriva tutto.”
Il ministro Valditara sostiene però che per avvicinare alla lettura i più giovani si dovrebbero leggere i romanzi novecenteschi e contemporanei, più vicini ed accessibili, come Calvino, Tolkien…
Fl. ” Ma i Promessi Sposi sono il primo romanzo italiano ed è la base di tutto quello che è venuto dopo. Nei Promessi Sposi c’è tutto, è universale. E quindi leggendo i Promessi Sposi i ragazzi hanno la possibilità poi di imparare a leggere tutto. È un insegnamento narratologico. Questo non vuole dire che non bisogna leggere il romanzo del Novecento; ma senza Manzoni non ci sarebbero stati gli altri, sui cui cardini tradizionali il Novecento italiano ha poi rinnovato e introdotto nuove forme. Non si può non leggere. Senza leggere Manzoni, Calvino non lo capirai mai…”
E dunque per lei i Promessi Sposi possono avvicinare gli studenti alla lettura ed appassionarli?
Fl. ” Ma certo. Quella è la storia delle storie, bellissima. Non possiamo smantellare un sistema che ha prodotto tanti geni nella nostra scuola…”
Dunque non lasciare la via vecchia per quella nuova?
Fl. ” Non dobbiamo pensare di non rinnovarci. Ma cambiare magari la modalità di lettura dei Promessi Sposi… Non si tratta di tradizione!”
Invece, la professoressa Maviglia, ironizzando, mi dice che “forse la provvidenza ci ha abbandonati. ” Secondo lei la riforma è un grosso sgarbo a noi e a Manzoni.
Perché prof?
Mav. ” Perché si finisce con il semplificare troppo la vita dello studente e non educarlo all’ università che non fa sconti.”
L’ opera di Manzoni è ancora attuale?
Mav. ” Certo. I valori dei Promessi Sposi e della Provvidenza sono fondamentali, valori a cui aggrapparsi nei momenti difficili della vita. Rischiamo di non educare le nuove generazioni ai valori cristiani, che possono insegnare molto anche ai laici. La letteratura insegna la vita. Abbiamo ritrovato l’episodio della colonna infame in pandemia… è un grosso errore.
2) La riforma della storia
Ci sono poi anche cambiamenti sull’ insegnamento della storia. La geo-storia del biennio non ci sarà più e sarà ripristinato l’ insegnamento distinto di storia e geografia. Ma a fare discutere sono state soprattutto alcune direttive, come quella che vorrebbe l’ esclusione delle storie delle altre civiltà dai programmi e la celebrazione della superiorità della storia occidentale.
Prof Ivan Corrado, che ne pensa dello smembramento della geo-storia?
” Io penso che la geografia sia una materia importantissima e andrebbe studiata come si deve al liceo. Sono favorevole ad abolire la geo-storia e ridare valore alla geografia. Quello su cui sono profondamente contrario sono le nuove indicazioni nazionali per quanto riguarda storia che non hanno né capo né coda”.
Perché?
” Questa centralità dell’ occidente è molto problematica. Per quanto sia vero che il 90% della storia a scuola è quella occidentale va anche detto che è impossibile capire lo sviluppo dell’ Occidente senza paragonarlo a quello degli altri continenti. Quindi un accenno alla storia della Cina, del Giappone e della colonizzazione dell’ Africa andrebbe fatta. Questa impostazione eurocentrica è quindi miope, retrograda e del tutto sbagliata.”
E della direttiva circa la centralità della storia politica su quella economica e demografica?
” Anche lì ci sono secondo me dei problemi perché la storia demografica, industriale e culturale influenza la storia politica. Quindi studiare solo quella politica rischia di creare confusione negli studenti. Poi in filosofia secondo me ci sono problemi ancora più grandi. Hanno detto che in quarta si dovrebbe arrivare fino a Nietzsche e in quinta dedicarsi solo ai filosofi del novecento. Quindi si dovrebbe fare in un’ anno dal Rinascimento a Nietzsche. È impossibile studiare tutti i filosofi di questo periodo in un anno perché sono molto complessi. È follia. E quindi non resterebbe che selezionarne alcuni e tagliare il resto. Questo sarebbe un grande impoverimento dell’ offerta formativa. “
Dunque queste sono le direttive di un governo che finalmente rinnova programmi vecchi di un secolo oppure il tentativo in malafede di inficiare la capacità delle nuove generazioni di comprendere la diversità e relazionarsi con problemi complessi? Ai posteri il giudizio.





