Giovani che fanno la differenza: gli Alfieri della Repubblica

Le loro storie parlano di responsabilità, solidarietà e attenzione verso gli altri. Sono i nuovi Alfieri della Repubblica, scelti dal Presidente Sergio Mattarella e premiati nell’aprile 2026.

Ma cosa significa essere “Alfiere della Repubblica”?
È un riconoscimento ufficiale assegnato ogni anno dal Capo dello Stato a ragazze e ragazzi che si distinguono per gesti e comportamenti esemplari nella vita quotidiana.

Gli Alfieri della Repubblica sono giovani che, in contesti diversi, hanno saputo compiere azioni significative: aiutare chi era in difficoltà, promuovere iniziative utili alla comunità, o dimostrare coraggio e senso civico in situazioni complesse. In molti casi si tratta di gesti semplici, nati dalla quotidianità, ma capaci di avere un impatto concreto sulla vita delle persone che li circondano.

Non si tratta di un premio in denaro né di una competizione: è un modo per dare visibilità a chi, con gesti concreti, contribuisce al bene comune. Non ci sono classifiche né vincitori, ma storie diverse che rappresentano altrettanti esempi di responsabilità e partecipazione.

I giovani nominati quest’anno sono 28 e provengono da tutta Italia. Pur nella diversità delle loro esperienze, hanno un elemento in comune: dimostrano che l’attenzione verso gli altri non è qualcosa di eccezionale, ma può diventare parte della vita quotidiana.

C’è chi ha trovato nella scrittura un modo per aiutare gli altri a sentirsi meno soli, trasformando emozioni e fragilità in parole capaci di arrivare lontano. Altri hanno dato forma a iniziative semplici ma concrete ed efficaci, come la creazione di punti di raccolta per chi è in difficoltà o idee pratiche per ridurre gli sprechi.

Non mancano esempi di amicizia autentica, fatta di presenza costante e sostegno nei momenti più difficili. Legami che vanno oltre le parole e diventano gesti concreti di inclusione. Allo stesso modo, alcuni ragazzi si sono distinti per il sangue freddo dimostrato in situazioni di emergenza, riuscendo a salvare vite o ad aiutare chi si trovava in pericolo.

Accanto a queste storie ce ne sono altre che parlano di resilienza: giovani che convivono con malattie o difficoltà importanti e che, invece di fermarsi, scelgono di impegnarsi per gli altri, diventando un punto di riferimento.

Il tema scelto per questa edizione, “Sperimentare e comunicare la solidarietà”, mette in evidenza proprio questo: la capacità delle nuove generazioni di trovare forme diverse, spesso creative, per prendersi cura degli altri e dell’ambiente.

Il messaggio che arriva dal Quirinale è chiaro: i ragazzi non sono distanti dalla realtà, come spesso si tende a pensare. Al contrario, sanno essere presenti, attenti e pronti ad agire. Gli Alfieri della Repubblica non rappresentano un’eccezione irraggiungibile, ma un esempio concreto di cittadinanza attiva da seguire. Perché il futuro non si costruisce solo con grandi imprese, ma anche con piccoli atti di responsabilità quotidiana.

Ecco l’elenco dei 28 giovani ‘Alfieri della Repubblica’: Emanuele Amodio, Antonio Bertoli, Noa Thuy Bertolucci, Dalila Brocculi, Rocco Antonio Commisso, Francesco Correale, Riccardo Cremonesi, Mariasole Di Biase, Aurora Di Vanna, Salwa Ez-Zahiri, Leonardo Feigello, Gabriele Galal, Jasmeen Kaur, Tommaso Lavecchia, Angelica Maria Masella, Marco Mazzariol, Viola Menichetti, Matteo Morvillo,Ludovico Natalizi, Karol Pastore, Gioele Petrella, Sara Pignatelli, Claudia Savarino, Nicolas Treppo, Inerio Vacca, Amedeo Valestra, Emilia Zarrone e Serena Zullo.




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